Vai al contenuto

Sito indipendente — zero linguaggio commerciale. La nostra carta editoriale

Newsletter
FAQ

Risposte chiare, senza gergo

Le domande che le famiglie italiane fanno più spesso sul fotovoltaico — con i numeri ufficiali aggiornati.

Lo scambio sul posto esiste ancora?

È chiuso ai nuovi accessi: servivano entrata in esercizio entro il 29 maggio 2025 e domanda entro il 26 settembre 2025. Le convenzioni esistenti seguono un percorso di uscita e non possono rinnovarsi oltre quindici anni dalla prima sottoscrizione. Chi installa oggi può valutare il Ritiro Dedicato o un altro contratto di vendita del surplus.

Quanto vale il kWh che immetto in rete?

Nel Ritiro Dedicato il ricavo dipende dai prezzi zonali e dalle immissioni misurate. Per chi è ammissibile e richiede i PMG, il riferimento fotovoltaico 2026 è 0,0475 €/kWh entro i limiti del regime. Si confrontano i ricavi annui a PMG e ai prezzi zonali sulle stesse quantità, con eventuale conguaglio: non il maggiore prezzo in ogni ora. Non esiste un rapporto fisso con il costo dell’elettricità acquistata.

Che detrazione posso avere nel 2026?

Per le spese ammissibili, il 50 % sull’abitazione principale spetta al proprietario o titolare di un diritto reale che sostiene la spesa; l’aliquota ordinaria è il 36 %. Il limite di 96.000 € per unità immobiliare è condiviso con gli altri lavori agevolati. Il beneficio si divide in dieci quote annuali e richiede IRPEF disponibile. Lavori precedenti e situazione fiscale possono ridurre quanto puoi utilizzare.

La detrazione è come uno sconto in fattura?

No. Paghi il prezzo dei lavori e recuperi le quote attraverso l’IRPEF, nei limiti dell’imposta disponibile ogni anno. Non sottrarre subito l’intero beneficio dal denaro necessario per il progetto. Verifica con chi segue la dichiarazione dei redditi requisiti, capienza e tetto residuo.

Quanta IVA si paga su un impianto fotovoltaico?

Il 10 % è previsto dalla disciplina specifica del DPR 633/1972, Tabella A, per impianti, componenti e contratti ammissibili. Non dipende soltanto dalla manutenzione di un’abitazione o dalla potenza dell’impianto. Chiedi che il preventivo distingua le voci e indichi il trattamento applicabile alla tua fornitura.

Che pratiche servono per allacciare l’impianto?

Il Modello Unico semplifica le pratiche per gli impianti che rispettano tutti i suoi requisiti. La potenza fino a 200 kW è una condizione, non un’autorizzazione automatica per ogni progetto residenziale. Verifica con il distributore la procedura, i vincoli dell’immobile e chi cura registrazione GAUDÌ e convenzione di vendita con il GSE.

Quanto produce un impianto in Italia?

Contano indirizzo, orientamento, inclinazione, ombre e perdite. Nei punti PVGIS campionati dal sito, a sud e a 35°, la producibilità va indicativamente da 1.230 a 1.550 kWh/kWp all’anno: non sono gli estremi assoluti del territorio. Il nostro scenario di riferimento da 6 kWp usa 1.360 kWh/kWp, cioè 8.160 kWh annui. Per il tuo tetto serve una simulazione locale.

Conviene una batteria di accumulo?

Dipende dal surplus caricabile, dai consumi serali, dalle perdite e dal prezzo posato. Dal costo degli acquisti evitati va sottratto il ricavo rinunciato sull’energia caricata, compresa quella persa nel ciclo. Le tariffe usate nella stima sono ipotesi da confrontare con il tuo contratto. Se hai diritto alla detrazione, considera le quote annuali e la capienza fiscale, senza trattarla come uno sconto immediato.