Indice
La domanda è posta 700 volte al mese e ha una risposta onesta sola: dipende dalla casa molto più che dalla macchina. Questa pagina mette i due effetti uno accanto all'altro, così si vede quale dei due vale la pena inseguire.
Quanto consuma, in sei case
Stima la tua pompa di calore
Involucro contro SCOP: quale dei due inseguire
È la domanda utile, perché uno dei due si compra e l'altro si costruisce.
| SCOP | Elettricità | Spesa annua |
|---|---|---|
| 2,825 — minimo ammesso al Conto Termico | 6.488 kWh | 1.946 € |
| 3,62 — radiatori a 55 °C | 5.063 kWh | 1.519 € |
| 4,57 — pavimento a 35 °C | 4.010 kWh | 1.203 € |
Tutta la scala dello SCOP, dal minimo di legge al pavimento radiante, vale −38 % di consumo. Passare dalla casa pre-1975 alla post-2012, a Milano, ne vale −69 %.
Nel confronto illustrativo, la differenza d’involucro ha un effetto maggiore. Ed è il motivo per cui un cappotto o la sostituzione degli infissi, che di solito vengono rimandati a dopo l'impianto, andrebbero valutati prima: cambiano anche la taglia della macchina da comprare.
Se prevedi isolamento nei prossimi anni, fai progettare entrambe le fasi: la macchina deve garantire il servizio nella casa attuale e modulare nella casa riqualificata. Dimensionarla solo sul fabbisogno futuro può lasciare scoperto il carico di oggi; vanno esplicitati eventuale integrazione, tempi e costi della transizione.
Che cosa succede alla bolletta
Il numero che sorprende più di tutti, e che quasi nessun preventivo mostra.
Nel nostro scenario una famiglia consuma 2.700 kWh elettrici l'anno, cioè circa 810 €. Con la pompa di calore della riga centrale, a Milano, ne consuma 7.763: quasi il triplo, per una spesa elettrica di 2.329 €.
In cambio sparisce la bolletta del gas, che sulla stessa casa vale 0,0981 €/kWh per 20.364 kWh di gas bruciato, cioè circa 1.998 €. Il saldo è positivo — è il confronto che fa pompa di calore per termosifoni — ma il flusso di cassa cambia forma: una bolletta sola, più grande, e concentrata d'inverno.
Perché «quanto consuma al giorno» non ha risposta
È una delle ricerche più frequenti e una delle poche a cui rispondere con un numero sarebbe fuorviante.
Il consumo di riscaldamento sta quasi tutto in quattro o cinque mesi. Su una casa media a Milano, i 5.063 kWh annui significano 35–40 kWh in un giorno freddo di gennaio e praticamente zero da maggio a settembre. Dividere per 365 dà 14 kWh al giorno, un numero che non si verifica mai in nessun giorno dell'anno.
Resta però una quota che non sparisce: l'acqua calda sanitaria, se la produce la pompa. Nei nostri conti sono 1.800 kWh termici, cioè 400–500 kWh elettrici spalmati su dodici mesi — ed è la ragione per cui un scaldacqua dedicato a volte conviene tenerlo separato.
I tre modi in cui il consumo reale supera quello calcolato
I numeri di questa pagina escono da un modello, e i modelli descrivono impianti regolati bene. Tre cose, tutte frequenti, li fanno saltare — e vale la pena riconoscerle perché sono le uniche su cui si può ancora intervenire dopo l'acquisto.
L’eventuale resistenza integrativa. Presenza, potenza e logica dipendono dalla configurazione. Se entra frequentemente, l’elettricità necessaria può crescere rispetto alla sola pompa. Verifica nel progetto quando è prevista e usa i contatori del sistema per distinguere riscaldamento, acqua sanitaria e integrazione.
Il ciclaggio. Una macchina troppo grande per la casa si accende e si spegne di continuo invece di modulare. Ogni avviamento costa, e lo SCOP reale scende sotto quello dichiarato. È il modo in cui il sovradimensionamento, comprato come margine di sicurezza, si paga ogni inverno.
La curva climatica lasciata come esce di fabbrica. È la regolazione che decide quanto calda far arrivare l'acqua in funzione della temperatura esterna, e influenza il rendimento insieme a portate, orari e altre impostazioni. Abbassarla di 5 °C dove l'impianto lo consente vale qualche punto percentuale di consumo, gratis.
Da verificare — Se la bolletta invernale è molto sopra la stima, il primo sospetto non è la macchina: sono la curva climatica e la resistenza. Chiedi all'installatore i contatori separati — quasi tutte le macchine contano a parte le ore di resistenza — e guarda quel numero prima di concludere che la pompa di calore «non funziona».
Il controllo da fare prima di firmare
Una pompa di calore da 8–10 kW termici assorbe 2–3 kW elettrici nei momenti di punta. Con forno, piano a induzione e lavatrice accesi, un contatore domestico standard da 3 kW non basta.

L'aumento di potenza è possibile e a volte necessario, ma cambia la quota fissa della bolletta per sempre: è una spesa ricorrente decisa da una scelta una tantum. Va verificato prima dell'installazione, non dopo il primo distacco.
Gli errori più cari
Confrontare i consumi delle macchine senza guardare la casa. Nel confronto illustrativo, la differenza d’involucro ha un effetto maggiore.
Dividere il consumo annuo per 365. Non descrive nessun giorno reale.
Dimensionare sulla casa di oggi se l'isolamento è in programma.
Scoprire il contatore da 3 kW dopo l'installazione. È un costo fisso per sempre.
Per verificare la stima, registra separatamente elettricità della pompa, temperatura interna e temperatura esterna. Confronta periodi con condizioni simili e annota acqua sanitaria e integrazione. Una bolletta totale più alta può comprendere anche nuovi carichi domestici: non attribuire automaticamente ogni differenza al riscaldamento.
Domande frequenti
Quanto consuma una pompa di calore all'anno?
Per una casa di 110 m² con radiatori a 55 °C: da 1.393 kWh se è recente e sta a Roma, a 6.585 kWh se è pre-1975 e sta a Milano. È un fattore quasi cinque sulla stessa taglia di macchina, e dipende dall'involucro e dal clima, non dal modello.
Quanto consuma al giorno?
Dividere per 365 dà un numero privo di senso, perché il consumo è quasi tutto concentrato in quattro o cinque mesi. Su una casa media a Milano, 5.063 kWh l'anno significano circa 35–40 kWh nei giorni freddi di gennaio e praticamente zero da maggio a settembre, a parte l'acqua calda.
Quanto pesa lo SCOP sul consumo?
Meno dell'involucro. Sulla stessa casa a Milano, passare da SCOP 2,825 a 4,57 porta il consumo da 6.488 a 4.010 kWh: un risparmio del 38 %. Passare da una casa pre-1975 a una post-2012 lo porta da 6.585 a 2.019: meno 69 %.
Di quanto aumenta la bolletta elettrica?
Molto, ed è il numero che sorprende. Nel nostro scenario una famiglia consuma 2.700 kWh l'anno; con una pompa di calore a Milano ne consuma 7.763, cioè quasi il triplo. La spesa elettrica passa da circa 810 a 2.329 €, mentre sparisce quella del gas.
Devo aumentare la potenza del contatore?
Spesso sì. Una pompa di calore da 8–10 kW termici assorbe 2–3 kW elettrici, che con forno, piano a induzione e lavatrice superano i 3 kW di un contatore domestico standard. Va verificato prima dell'installazione, perché cambia la quota fissa della bolletta per sempre.
Consuma anche d'estate?
Solo per l'acqua calda sanitaria, se la produce lei, ed è la parte di consumo che non sparisce mai: circa 1.800 kWh termici l'anno nei nostri conti, cioè 400–500 kWh elettrici distribuiti su dodici mesi.
Newsletter




