Indice
Per ricaricare a casa, confronta il fabbisogno dell’auto con le ore di sosta e la potenza disponibile. Una wallbox monofase da 7,4 kW può essere una soluzione, ma non serve a tutti la massima potenza: conta quanta energia puoi recuperare prima della partenza.
Nel 2026 c'è anche un incentivo concreto, con una finestra breve: il bonus colonnine domestiche copre l'80 % di acquisto e posa fino a 1.500 €, e lo sportello apre il 22 settembre 2026.
Quale potenza serve davvero
| Wallbox | Potenza | Tempo | Autonomia per ora |
|---|---|---|---|
| Monofase 16 A | 3,68 kW | 10,9 ore | 19 km |
| Monofase 32 A | 7,36 kW | 5,4 ore | 39 km |
| Trifase 16 A | 11,04 kW | 3,6 ore | 58 km |
La monofase da 32 A è una delle configurazioni da confrontare con il proprio utilizzo. Il trifase richiede una fornitura trifase, che poche abitazioni unifamiliari hanno, e molte auto si fermano comunque a 7,4 o 11 kW in corrente alternata a prescindere dalla wallbox: oltre quella soglia il collo di bottiglia è il caricatore di bordo, non il muro.
C'è poi un vincolo che precede tutti: la potenza contrattuale. Con i 3 kW tipici di una vecchia utenza domestica una wallbox da 7,4 kW non è utilizzabile a piena potenza, neppure quando gli altri carichi sono spenti. Molte wallbox sanno modulare la corrente in funzione dei consumi di casa, ed è una funzione che vale più di un chilowatt in più di targa.
Da provare in questa guida
Ricaricare l'auto con il sole
Quanto costano 100 km in elettrico, quale quota possono coprire i tuoi pannelli e quale wallbox ti serve davvero.
Apri il calcolatore completo ↗Calcola con i miei dati
Quanto costa ricaricare
Il bonus colonnine domestiche, con le date
Il contributo è previsto dal DPCM del 10 giugno 2026 e copre l'80 % del prezzo di acquisto e posa dell'infrastruttura di ricarica, fino a 1.500 € per una persona fisica e fino a 8.000 € per le parti comuni di un condominio. Possono accedervi le persone fisiche residenti in Italia e i condomìni; l'infrastruttura deve essere nuova di fabbrica e a uso esclusivamente privato, non accessibile al pubblico.
Da verificare — Lo sportello 2026 è aperto dal 22 settembre 2026 alle 12:00 al 31 gennaio 2027 alle 12:00, con una dotazione di 15 milioni di euro. È un rimborso: il contributo spetta solo per acquisti e posa già effettuati, con pagamenti tracciabili, e la concessione è prevista entro 90 giorni dalla chiusura dello sportello, nei limiti delle risorse. L’erogazione è distinta dalla concessione: non programmare un pagamento contando su una data certa di rimborso.
Servono codice fiscale, documento di identità, fatture elettroniche, contabili dei pagamenti tracciabili, una relazione finale autocertificata, la dichiarazione di conformità dell'installatore e le coordinate bancarie. La misura prosegue con finestre annuali fino al 31 marzo 2030.
Che cosa comprende l'installazione
Il prezzo di una wallbox si legge male perché l'apparecchio è la parte meno variabile. Una monofase da 7,4 kW di marca, con cavo integrato e connettività, sta fra i 600 e i 1.200 €. È l'installazione a muoversi.

Serve una linea dedicata dal quadro alla wallbox, con il proprio interruttore magnetotermico differenziale: la wallbox non si collega a una presa esistente né si mette in derivazione su un circuito già in uso. Se il quadro è lontano dal garage, la posa del cavo è la voce che decide il totale — venti metri in traccia costano molto più di tre metri a vista.
Sulla protezione differenziale va fatta attenzione a una cosa tecnica ma concreta: la ricarica in continua può generare correnti di guasto che un differenziale di tipo A non rileva. Serve un tipo B, oppure una wallbox che integri al proprio interno il rilevamento della componente continua e sia dichiarata compatibile con un tipo A. Entrambe le soluzioni sono legittime; quello che non va bene è un tipo A da solo con una wallbox che non lo dichiara.
L'installazione si chiude con la dichiarazione di conformità rilasciata dall'installatore ai sensi del D.M. 37/2008. È il documento che serve per il bonus, ed è anche quello che serve all'assicurazione se un giorno succede qualcosa.
Wallbox e fotovoltaico, in pratica
Un'auto elettrica è il carico domestico che si sposa meglio con il fotovoltaico, per una ragione semplice: è flessibile. Una lavatrice la fai quando serve; un'auto che sta ferma dodici ore può caricare quando vuoi tu.
Perché questo si traduca in euro servono due cose. La prima è un sistema che sappia leggere il surplus in tempo reale — di norma un misuratore sul quadro che comunica con la wallbox — e modulare la corrente di ricarica per seguirlo. La seconda, meno ovvia, è una soglia minima: sotto circa 1,4 kW la ricarica monofase non parte, quindi nelle giornate coperte il sistema deve decidere se attendere o integrare dalla rete. Le wallbox serie lo rendono configurabile.
Lasciare l’auto collegata durante le ore solari aumenta le opportunità di ricarica diretta, ma non garantisce una quota precisa: contano surplus, percorrenze, stagione e soglia minima del veicolo. Valuta anche i giorni in cui l’auto sarà assente.
Come decidere
- Verifica la potenza contrattuale prima di scegliere la wallbox. Se hai 3 kW, valuta l'aumento a 6 kW insieme al preventivo.
- Confronta la potenza con le ore di sosta e con il limite AC dell’auto; valuta il trifase solo se compatibile con la fornitura e utile al tuo utilizzo.
- Chiedi la modulazione dinamica in funzione dei consumi di casa e il pilotaggio sul surplus fotovoltaico: sono le due funzioni che cambiano i numeri.
- Conserva tutto — fattura elettronica, contabile del bonifico, dichiarazione di conformità — dal primo giorno, perché il bonus si chiede dopo.
- Non aspettare la fine dello sportello: la dotazione è limitata e i contributi si assegnano fino a esaurimento.
Gli errori da non fare
Comprare potenza che l'auto non accetta. Molti modelli si fermano a 7,4 kW in alternata: una wallbox da 22 kW non li ricarica più in fretta.
Pagare in contanti o senza tracciabilità. Esclude il contributo, e non è recuperabile dopo.
Usare una presa senza verificarne l’idoneità. La ricarica continuativa richiede un circuito e protezioni adatti, verificati dall’elettricista e compatibili con le istruzioni del veicolo e del dispositivo portatile. A 2,3 kW l’esempio 20–80% richiede circa 17,4 ore: confrontalo con il tempo effettivo di sosta.
Calcola la ricarica dell'auto
Domande frequenti
Che wallbox serve per casa?
Scegli la potenza in base all’energia da recuperare nelle ore di sosta, al caricatore AC dell’auto e alla disponibilità della fornitura. Una wallbox regolabile da 7,4 kW può lavorare più in basso; non rende disponibili 7,4 kW su un contratto da 3 kW.
C'è un bonus per la wallbox nel 2026?
Sì: il bonus colonnine domestiche prevede l’80% delle spese ammissibili, entro 1.500 € per persona fisica e 8.000 € per parti comuni condominiali. Lo sportello indicato va dal 22 settembre 2026 al 31 gennaio 2027; valgono date di spesa, requisiti e risorse disponibili.
Quanto costano 100 km in elettrico?
Con 17 kWh/100 km nella batteria, rendimento di ricarica del 90% e prezzo variabile domestico di 0,30 €/kWh, circa 5,67 €/100 km. Se ricarichi fuori casa, usa la relativa tariffa; se usi solare, considera il ricavo di vendita rinunciato.
Quanti pannelli servono per ricaricare l'auto?
Dipende da percorrenze, consumi dell’auto e ore di sosta al sole. A 11.000 km annui e 17 kWh/100 km servono circa 2.078 kWh alla fonte con rendimento del 90%. La potenza fotovoltaica che li produce nell’anno non garantisce che siano disponibili quando ricarichi.
Posso usare la presa normale invece della wallbox?
Serve verificare circuito, protezioni e istruzioni dell’auto e del dispositivo portatile con un elettricista. Non considerare ogni presa adatta alla ricarica continuativa. A 2,3 kW costanti, il 20–80% di una batteria da 60 kWh richiede circa 17,4 ore con rendimento del 90%.
Il bonus è uno sconto in fattura?
No. Prima si acquista, installa e paga in modo tracciabile, poi si presenta la domanda. I 90 giorni dalla chiusura dello sportello riguardano la concessione, nei limiti delle risorse, non una garanzia di accredito entro quel termine.
Newsletter




