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Tesla Wall Connector sotto il portico di una villetta in intonaco ocra, collegato a una piccola auto elettrica nel cortile.
Guide

Wallbox per casa: quale serve e quanto costa ricaricare

Monofase o trifase, quanto costano davvero 100 km, quanto può coprirne il fotovoltaico — e il bonus dell'80 % con lo sportello aperto dal 22 settembre 2026.

Aggiornato il 18 ottobre 2026 · 10 min di lettura

Scena generata con IA (Nano Banana Pro, Paper) a partire da foto di prodotti reali; non mostra un'installazione reale.

Indice

Per ricaricare a casa, confronta il fabbisogno dell’auto con le ore di sosta e la potenza disponibile. Una wallbox monofase da 7,4 kW può essere una soluzione, ma non serve a tutti la massima potenza: conta quanta energia puoi recuperare prima della partenza.

Nel 2026 c'è anche un incentivo concreto, con una finestra breve: il bonus colonnine domestiche copre l'80 % di acquisto e posa fino a 1.500 €, e lo sportello apre il 22 settembre 2026.

Quale potenza serve davvero

WallboxPotenzaTempoAutonomia per ora
Monofase 16 A3,68 kW10,9 ore19 km
Monofase 32 A7,36 kW5,4 ore39 km
Trifase 16 A11,04 kW3,6 ore58 km
Tempo per ricaricare 60 kWh dal 20 all'80 %, perdite del 10 % comprese — Fonte: simulazione con il motore di calcolo Zunno

La monofase da 32 A è una delle configurazioni da confrontare con il proprio utilizzo. Il trifase richiede una fornitura trifase, che poche abitazioni unifamiliari hanno, e molte auto si fermano comunque a 7,4 o 11 kW in corrente alternata a prescindere dalla wallbox: oltre quella soglia il collo di bottiglia è il caricatore di bordo, non il muro.

Schema della ricarica in corrente alternata: oltre la potenza del caricatore di bordo dell'auto una wallbox più potente non ricarica più in fretta.
In alternata decide il caricatore di bordo: molte auto si fermano a 7,4 o 11 kW, qualunque sia la wallbox. — Schema generato con IA (QuiverAI, Paper).

C'è poi un vincolo che precede tutti: la potenza contrattuale. Con i 3 kW tipici di una vecchia utenza domestica una wallbox da 7,4 kW non è utilizzabile a piena potenza, neppure quando gli altri carichi sono spenti. Molte wallbox sanno modulare la corrente in funzione dei consumi di casa, ed è una funzione che vale più di un chilowatt in più di targa.

Da provare in questa guida

Ricaricare l'auto con il sole

Quanto costano 100 km in elettrico, quale quota possono coprire i tuoi pannelli e quale wallbox ti serve davvero.

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Il tuo progetto

Inserisci i chilometri annui effettivi. 11.000 km è un’ipotesi iniziale.

Inserisci la tariffa effettiva di ricarica pubblica o al lavoro. Zero solo se è gratuita; 0,60 €/kWh è un’ipotesi iniziale.

Metti 0 se non hai pannelli: il calcolo userà interamente il prezzo di rete.

Il sud a 35° è il riferimento: sud-est o sud-ovest perde il 3 %, est o ovest il 14 %, nord il 36 %.

Dal 10 al 20 % se attacchi la spina rientrando la sera, dal 50 al 70 % con smart working o se l'auto resta in garage durante la settimana.

La ricarica che insegue il surplus raddoppia all'incirca la quota solare: l'auto aspetta il sole invece di assorbire subito.

Quale potenza basta per i tuoi viaggi?
Alimentazione della casa

Il trifase richiede una fornitura trifase, che poche case unifamiliari italiane hanno. Molte auto si fermano comunque a 7,4 o 11 kW in corrente alternata.

La tua stima ↓

La tua stima

I risultati si aggiornano con le tue risposte.

Costo di 100 km in elettrico

3,79 €

contro 11,38 € di benzina

Bonus wallbox 2026: 80% delle spese ammissibili, massimo 1.500 € per persona fisica. Verifica date, documenti, domanda e risorse; il pagamento segue la concessione e non è uno sconto iniziale.

Fonte dell’agevolazione: Bonus colonnine domestiche — quota di spesa coperta (Ministero delle Imprese e del Made in Italy)

Ricarica a casa / 100 km
6 €
Ricarica pubblica / 100 km
11 €
Il tuo mix con il solare / 100 km
4 €

Quale potenza basta per i tuoi viaggi?

3,7 kW

Copre i viaggi nel tempo disponibile

Ricarica di una giornata media
1,5 h
Per passare dal 20 all’80 %
10,9 h

7,4 kW

Copre i viaggi nel tempo disponibile

Ricarica di una giornata media
0,8 h
Per passare dal 20 all’80 %
5,4 h

11 kW

Alimentazione incompatibile

22,1 kW

Alimentazione incompatibile

Colonnina, caricatore di bordo e potenza disponibile limitano insieme la velocità. Un installatore deve verificare circuito e gestione dei carichi. I costi mostrati riguardano l’energia.

  • Energia ricaricata a casa: 1870 kWh/anno
  • Quota coperta dai pannelli: 57 %, cioè 1066 kWh/anno
  • Resta comprato dalla rete: 804 kWh/anno
  • Risparmio annuo rispetto alla benzina: 835 €/anno
  • Potenza di ricarica: 7,4 kW, cioè circa 39 km di autonomia per ora

Ipotesi: 17 kWh/100 km, perdite 10 %, costo variabile a casa 0,30 €/kWh e ricarica fuori casa al prezzo impostato. Il confronto comprende entrambe le quote (inizialmente 90% a casa e 10% fuori), con le perdite. Il solare è valorizzato al ricavo di vendita rinunciato, 0,048 €/kWh. Benzina: 6,5 L/100 km a 1,75 €/L; confronto della sola energia. Surplus dopo consumi domestici di 2700 kWh/anno. Attiva il contributo wallbox soltanto se la spesa e la domanda sono ammissibili; limite individuale 1.500 €, risorse disponibili e tempi della procedura.

Il tuo risultato, spiegato

I numeri del tuo progetto

Esplora flussi di energia, costi e ipotesi. Ogni modifica aggiorna questo rapporto.

Da dove arriva l’energia e dove va?

Bilancio annuo in kWh. I due lati contabilizzano la stessa energia.

Fonti di energia

Produzione solare
1066 kWh
Elettricità dalla rete
804 kWh
Energia dalle colonnine pubbliche
208 kWh
2078 kWhBilancio annuo

Destinazione

Energia ricevuta dall’auto
1870 kWh
Perdite di conversione
208 kWh

Quanto costa ricaricare

Il bonus colonnine domestiche, con le date

Il contributo è previsto dal DPCM del 10 giugno 2026 e copre l'80 % del prezzo di acquisto e posa dell'infrastruttura di ricarica, fino a 1.500 € per una persona fisica e fino a 8.000 € per le parti comuni di un condominio. Possono accedervi le persone fisiche residenti in Italia e i condomìni; l'infrastruttura deve essere nuova di fabbrica e a uso esclusivamente privato, non accessibile al pubblico.

Da verificare — Lo sportello 2026 è aperto dal 22 settembre 2026 alle 12:00 al 31 gennaio 2027 alle 12:00, con una dotazione di 15 milioni di euro. È un rimborso: il contributo spetta solo per acquisti e posa già effettuati, con pagamenti tracciabili, e la concessione è prevista entro 90 giorni dalla chiusura dello sportello, nei limiti delle risorse. L’erogazione è distinta dalla concessione: non programmare un pagamento contando su una data certa di rimborso.

Servono codice fiscale, documento di identità, fatture elettroniche, contabili dei pagamenti tracciabili, una relazione finale autocertificata, la dichiarazione di conformità dell'installatore e le coordinate bancarie. La misura prosegue con finestre annuali fino al 31 marzo 2030.

Che cosa comprende l'installazione

Il prezzo di una wallbox si legge male perché l'apparecchio è la parte meno variabile. Una monofase da 7,4 kW di marca, con cavo integrato e connettività, sta fra i 600 e i 1.200 €. È l'installazione a muoversi.

Elettricista che collauda le protezioni della linea dedicata accanto a un Tesla Wall Connector Gen 3 in garage.
Serve una linea dedicata con il suo magnetotermico differenziale, di tipo B o con rilevamento della continua integrato nella wallbox. — Scena generata con IA (Nano Banana Pro, Paper) a partire da foto di prodotti reali; non mostra un'installazione reale.

Serve una linea dedicata dal quadro alla wallbox, con il proprio interruttore magnetotermico differenziale: la wallbox non si collega a una presa esistente né si mette in derivazione su un circuito già in uso. Se il quadro è lontano dal garage, la posa del cavo è la voce che decide il totale — venti metri in traccia costano molto più di tre metri a vista.

Sulla protezione differenziale va fatta attenzione a una cosa tecnica ma concreta: la ricarica in continua può generare correnti di guasto che un differenziale di tipo A non rileva. Serve un tipo B, oppure una wallbox che integri al proprio interno il rilevamento della componente continua e sia dichiarata compatibile con un tipo A. Entrambe le soluzioni sono legittime; quello che non va bene è un tipo A da solo con una wallbox che non lo dichiara.

L'installazione si chiude con la dichiarazione di conformità rilasciata dall'installatore ai sensi del D.M. 37/2008. È il documento che serve per il bonus, ed è anche quello che serve all'assicurazione se un giorno succede qualcosa.

Wallbox e fotovoltaico, in pratica

Un'auto elettrica è il carico domestico che si sposa meglio con il fotovoltaico, per una ragione semplice: è flessibile. Una lavatrice la fai quando serve; un'auto che sta ferma dodici ore può caricare quando vuoi tu.

Grafico di una giornata con ricarica pilotata: la wallbox segue il surplus fotovoltaico sopra i consumi di casa e si ferma sotto la soglia minima.
Un'auto ferma dodici ore può caricare quando c'è sole: il pilotaggio segue il surplus e aspetta invece di comprare dalla rete. — Schema generato con IA (QuiverAI, Paper).

Perché questo si traduca in euro servono due cose. La prima è un sistema che sappia leggere il surplus in tempo reale — di norma un misuratore sul quadro che comunica con la wallbox — e modulare la corrente di ricarica per seguirlo. La seconda, meno ovvia, è una soglia minima: sotto circa 1,4 kW la ricarica monofase non parte, quindi nelle giornate coperte il sistema deve decidere se attendere o integrare dalla rete. Le wallbox serie lo rendono configurabile.

Lasciare l’auto collegata durante le ore solari aumenta le opportunità di ricarica diretta, ma non garantisce una quota precisa: contano surplus, percorrenze, stagione e soglia minima del veicolo. Valuta anche i giorni in cui l’auto sarà assente.

Come decidere

  1. Verifica la potenza contrattuale prima di scegliere la wallbox. Se hai 3 kW, valuta l'aumento a 6 kW insieme al preventivo.
  2. Confronta la potenza con le ore di sosta e con il limite AC dell’auto; valuta il trifase solo se compatibile con la fornitura e utile al tuo utilizzo.
  3. Chiedi la modulazione dinamica in funzione dei consumi di casa e il pilotaggio sul surplus fotovoltaico: sono le due funzioni che cambiano i numeri.
  4. Conserva tutto — fattura elettronica, contabile del bonifico, dichiarazione di conformità — dal primo giorno, perché il bonus si chiede dopo.
  5. Non aspettare la fine dello sportello: la dotazione è limitata e i contributi si assegnano fino a esaurimento.

Gli errori da non fare

Comprare potenza che l'auto non accetta. Molti modelli si fermano a 7,4 kW in alternata: una wallbox da 22 kW non li ricarica più in fretta.

Pagare in contanti o senza tracciabilità. Esclude il contributo, e non è recuperabile dopo.

Usare una presa senza verificarne l’idoneità. La ricarica continuativa richiede un circuito e protezioni adatti, verificati dall’elettricista e compatibili con le istruzioni del veicolo e del dispositivo portatile. A 2,3 kW l’esempio 20–80% richiede circa 17,4 ore: confrontalo con il tempo effettivo di sosta.

Calcola la ricarica dell'auto

Domande frequenti

Che wallbox serve per casa?

Scegli la potenza in base all’energia da recuperare nelle ore di sosta, al caricatore AC dell’auto e alla disponibilità della fornitura. Una wallbox regolabile da 7,4 kW può lavorare più in basso; non rende disponibili 7,4 kW su un contratto da 3 kW.

C'è un bonus per la wallbox nel 2026?

Sì: il bonus colonnine domestiche prevede l’80% delle spese ammissibili, entro 1.500 € per persona fisica e 8.000 € per parti comuni condominiali. Lo sportello indicato va dal 22 settembre 2026 al 31 gennaio 2027; valgono date di spesa, requisiti e risorse disponibili.

Quanto costano 100 km in elettrico?

Con 17 kWh/100 km nella batteria, rendimento di ricarica del 90% e prezzo variabile domestico di 0,30 €/kWh, circa 5,67 €/100 km. Se ricarichi fuori casa, usa la relativa tariffa; se usi solare, considera il ricavo di vendita rinunciato.

Quanti pannelli servono per ricaricare l'auto?

Dipende da percorrenze, consumi dell’auto e ore di sosta al sole. A 11.000 km annui e 17 kWh/100 km servono circa 2.078 kWh alla fonte con rendimento del 90%. La potenza fotovoltaica che li produce nell’anno non garantisce che siano disponibili quando ricarichi.

Posso usare la presa normale invece della wallbox?

Serve verificare circuito, protezioni e istruzioni dell’auto e del dispositivo portatile con un elettricista. Non considerare ogni presa adatta alla ricarica continuativa. A 2,3 kW costanti, il 20–80% di una batteria da 60 kWh richiede circa 17,4 ore con rendimento del 90%.

Il bonus è uno sconto in fattura?

No. Prima si acquista, installa e paga in modo tracciabile, poi si presenta la domanda. I 90 giorni dalla chiusura dello sportello riguardano la concessione, nei limiti delle risorse, non una garanzia di accredito entro quel termine.

Incentivi locali

Alcuni enti locali aggiungono un proprio contributo a quello nazionale. 1 misure sono aperte in 1 regioni; il dettaglio e le condizioni sono sulla pagina di ogni regione.