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Il preventivo fotovoltaico medio è una pagina con un totale, una potenza e un tempo di ritorno. Tutte e tre le cose sono vere e nessuna delle tre è verificabile, che è esattamente il problema.
Questa pagina serve a trasformarlo in un documento confrontabile.
Le otto voci che devono esserci
Un preventivo si può confrontare solo se è diviso. Chiedi queste otto righe, con il prezzo accanto a ciascuna:
- Moduli — marca, modello, potenza del singolo modulo e numero. Tre dati, non uno.
- Inverter — marca, modello, potenza e se è ibrido o no.
- Accumulo, se previsto — capacità utile in kWh, non nominale.
- Struttura di montaggio — tipo di fissaggio e compatibilità con la tua copertura.
- Materiale elettrico e quadri — cavi, protezioni, sezionatori.
- Manodopera, comprensiva di ponteggio o linea vita se servono.
- Pratiche — connessione al distributore, registrazione GAUDÌ, convenzione GSE, comunicazione ENEA.
- IVA, indicata a parte e con l'aliquota: sul residenziale è 10 %.
Le righe 5, 6 e 7 sono quelle che spariscono più spesso, e sono quelle che ricompaiono come «extra» a lavori iniziati.
Il numero che rende verificabile tutto il resto
Verifica il tuo preventivo
Le tre righe che ingannano
«Moduli da 500 W». Senza il numero dei moduli non dice nulla sulla potenza dell'impianto, e senza il modello non dice nulla sulla qualità. Chiedi marca, modello e quantità, e poi la scheda tecnica.
«Garanzia 25 anni». Su una singola scheda tecnica convivono tre numeri diversi: 15 anni di garanzia di prodotto sul difetto, 30 anni sulla curva di potenza, e spesso «fino a 25 anni» nel titolo commerciale. Sono tre cose diverse e solo una copre la rottura. La domanda è: quale delle tre, e chi la onora in Italia.
«Inverter ad alto rendimento». Fra un inverter al 98,15 % e uno al 96 % ballano circa 53 € l'anno su un 6 kWp in pieno autoconsumo. È una differenza reale e piccola, che viene presentata come discriminante mentre il coefficiente di temperatura dei moduli — -0,29 %/°C, che d'estate vale molto di più — non viene citato quasi mai.
Le clausole da leggere prima della firma
- Chi presenta le pratiche e chi paga se vengono respinte.
- Che cosa succede se la falda non regge il montaggio previsto: variante, costo, o recesso.
- I tempi, con una data e non «entro poche settimane». Per la connessione il distributore ha un termine: il preventivo TICA arriva entro 20 giorni lavorativi per gli impianti fino a 100 kW.
- Il collaudo e la messa in servizio, con la consegna delle credenziali di monitoraggio intestate a te.
- Le penali e il foro competente.
La clausola che costa di più non è nel contratto ma nel pagamento: la detrazione richiede il bonifico parlante, con causale, codice fiscale di chi detrae e partita IVA dell'impresa. Se è compilato male e la banca non applica la ritenuta, la detrazione non spetta.
Mettilo per iscritto nel preventivo: che il pagamento avverrà con bonifico dedicato e che l'impresa fornirà i dati necessari. I dettagli sono in detrazione fotovoltaico.
Come chiedere tre preventivi confrontabili
Manda a tutti e tre le stesse identiche informazioni, altrimenti confronterai risposte a domande diverse:
- Il consumo annuo in kWh, preso dalla bolletta, non la spesa in euro.
- Superficie, orientamento e inclinazione della falda, e le ombre note.
- La posizione del quadro elettrico e la distanza dal tetto.
- Se c'è o ci sarà una pompa di calore o un'auto elettrica.
- La richiesta esplicita delle otto voci separate e della quota di autoconsumo usata.
Il punto 5 è un test in sé: chi risponde volentieri con i dettagli è di solito chi non ha bisogno di nasconderli.

Per avere una scala dei prezzi prima di chiamare qualcuno, c'è quanto costa un impianto fotovoltaico; per la taglia giusta, quanti pannelli servono.
Che cosa fare quando i tre preventivi tornano
A quel punto il lavoro non è scegliere il più basso. È capire perché differiscono, e di solito differiscono per una di quattro ragioni.
La taglia proposta è diversa. Riporta tutto a euro per kilowatt installato prima di confrontare: due preventivi da 9.000 e 12.000 € per 5 e 7 kWp sono lo stesso prezzo.
I moduli sono di fascia diversa. Guarda il rendimento e il coefficiente di temperatura sulle schede, non il nome. Su una falda piccola un modulo più efficiente vale il sovrapprezzo, perché ci stanno più kilowatt; su un tetto grande quasi mai.
Uno include qualcosa che gli altri non hanno. Il ponteggio, l'aggiornamento del quadro, la sostituzione del contatore, il monitoraggio per singolo pannello. È qui che le otto voci separate si ripagano da sole.
Uno ha capito male il tetto. Se un preventivo propone un numero di moduli molto diverso dagli altri, di solito ha letto male l'ombra o la superficie utile. Vale la pena chiedere a tutti e tre la produzione annua stimata in kWh: se una si discosta di più del 10 %, qualcuno ha sbagliato l'input.
Chiedi a ciascuno la produzione annua stimata in kWh per il tuo tetto, con esposizione e inclinazione dichiarate. È il modo più rapido di scoprire chi ha davvero guardato la falda e chi ha applicato una tabella: le stime serie di tre imprese diverse sullo stesso tetto stanno entro pochi punti percentuali.
Gli errori più cari
Confrontare due totali. Senza le otto voci non stai confrontando la stessa cosa.
Accettare un tempo di ritorno senza l'autoconsumo. È l'unica ipotesi che conta.
Firmare per uno sconto a scadenza. Serve a impedirti di confrontare.
Dare tre informazioni diverse a tre imprese. I preventivi diventano incomparabili anche se sono tutti onesti.
Domande frequenti
Quante voci deve avere un preventivo fotovoltaico?
Almeno otto separate: moduli con marca e potenza, inverter, eventuale accumulo, struttura di montaggio, materiale elettrico e quadri, manodopera, pratiche verso distributore e GSE, e IVA indicata a parte. Un totale unico non è confrontabile con nessun altro preventivo.
Qual è il prezzo giusto per 6 kWp?
Il nostro riferimento è 10.500 € chiavi in mano con IVA al 10 %, al lordo della detrazione. È una stima, non un listino: il valore è un’ipotesi redazionale, non una rilevazione rappresentativa del mercato, quindi va usata per dare una scala, non per dichiarare che un preventivo è caro.
Come verifico il tempo di ritorno che mi scrivono?
Chiedendo la quota di autoconsumo su cui è calcolato. È l'ipotesi da cui dipende tutto il resto e quasi nessun preventivo la dichiara: senza quella percentuale il tempo di ritorno non è verificabile, e un ritorno di quattro o cinque anni di solito nasconde un autoconsumo irrealistico.
Quali sono i numeri che ingannano più spesso?
Tre: la potenza dei moduli senza il loro numero, la «garanzia 25 anni» senza dire quale delle tre garanzie sia, e il rendimento di picco dell'inverter, che vale qualche decina di euro l'anno e viene presentato come discriminante.
Devo diffidare di uno sconto a tempo?
Sì, e non per il prezzo. Uno sconto valido «solo oggi» serve a impedire il confronto con altri due preventivi, che è l'unica cosa che protegge davvero. Un'impresa seria sa che il suo prezzo regge il confronto e non ha bisogno di una scadenza.
Quanti preventivi servono?
Tre, richiesti con le stesse identiche informazioni: consumo annuo in kWh, superficie e orientamento della falda, posizione del quadro elettrico. Se ognuno riceve dati diversi, i tre preventivi non sono confrontabili anche se sono tutti onesti.
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