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Installatore che mette in bolla un'unità esterna Mitsubishi Ecodan su un basamento in cemento, sul retro di una villetta in intonaco rosso.
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Conto Termico 3.0: che cosa copre davvero, e perché il 65 % non è la tua percentuale

Requisiti per i privati, calcolo del contributo e confronto con la detrazione: il fotovoltaico domestico resta escluso dal pacchetto del Titolo II.

Aggiornato il 18 ottobre 2026 · 10 min di lettura

Scena generata con IA (Nano Banana Pro, Paper) a partire da foto di prodotti reali; non mostra un'installazione reale.

Indice

Il Conto Termico 3.0 è il D.M. 7 agosto 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 settembre 2025 ed entrato in vigore il 25 dicembre 2025. Sostituisce il Conto Termico 2.0. I privati possono accedere agli interventi del Titolo III anche sulle abitazioni ammesse, rispettando i requisiti previsti per edificio, generatore e sostituzione.

Per valutare il Conto Termico, identifica prima edificio e intervento ammissibili. Poi calcola l’importo con i dati della macchina e confronta i tempi del contributo con quelli della detrazione. Il tetto percentuale non sostituisce questi passaggi.

Che cosa copre, per un privato

L'art. 7 ammette i soggetti privati agli interventi dell'art. 8, sia in ambito terziario sia in ambito residenziale, definito dall'art. 2 come le categorie catastali del gruppo A escluse A/8, A/9 e A/10. Una casa o un appartamento normali ci rientrano; una villa accatastata A/8 no.

Pompa di calore Daikin Altherma 4 H appena installata accanto a una villetta, mentre la vecchia caldaia a gas viene portata via.
Il Conto Termico 3.0 premia una sostituzione: l'edificio deve avere già un impianto di riscaldamento, che la pompa di calore rimpiazza. — Scena generata con IA (Nano Banana Pro, Paper) a partire da foto di prodotti reali; non mostra un'installazione reale.

Gli interventi dell'art. 8 sono sette, e per una casa contano soprattutto questi:

  • sostituzione dell'impianto di riscaldamento con una pompa di calore elettrica o a gas, anche combinata per l'acqua calda sanitaria;
  • sostituzione con un sistema ibrido factory made o bivalente;
  • solare termico per acqua calda sanitaria o a integrazione del riscaldamento;
  • sostituzione di scaldacqua elettrici o a gas con uno scaldacqua a pompa di calore;
  • allaccio al teleriscaldamento efficiente, biomassa, microcogenerazione.

Una condizione vale per tutti: l'art. 10 ammette solo interventi su edifici già dotati di impianto di climatizzazione invernale alla data di entrata in vigore. È una sostituzione, non una prima installazione.

Il fotovoltaico: c'è, ma non per te

Per capire se il fotovoltaico è ammissibile occorre leggere insieme il tipo di intervento e la categoria del beneficiario/edificio. Il semplice abbinamento a una pompa di calore non supera questi requisiti.

Schema che confronta un'abitazione, dove il fotovoltaico non è incentivabile dal Conto Termico, e un edificio terziario, dove lo è insieme a una pompa di calore.
Per un privato il fotovoltaico entra nel Conto Termico solo su un edificio terziario e con una pompa di calore; per la casa resta la detrazione. — Schema generato con IA (QuiverAI, Paper).

Il fotovoltaico compare nel decreto, all'art. 5, comma 1, lettera h): impianti solari fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo sono incentivabili «a condizione che l'intervento sia realizzato congiuntamente alla sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti […] dotati di pompe di calore elettriche». Mai da solo. L'allegato II lo quantifica: 20 % di un costo massimo ammissibile di 1.500 €/kW fino a 20 kW, più 1.000 €/kWh per l'accumulo.

Ma l'art. 5 sta nel Titolo II, e il Titolo II ha il suo articolo sui soggetti ammessi. L'art. 4 ammette i privati «esclusivamente per interventi eseguiti su edifici appartenenti all'ambito terziario».

Da verificare —

Messe insieme: per un privato che interviene sulla propria abitazione — gruppo catastale A — il fotovoltaico non è incentivabile dal Conto Termico 3.0, né da solo né abbinato alla pompa di calore. Lo è per lo stesso privato su un immobile A/10, gruppo B, C o D.

Per l'impianto di casa la strada resta la detrazione per ristrutturazione, che invece il fotovoltaico lo copre.

Quanto vale davvero

Qui sta l'equivoco più diffuso. L'art. 11, comma 1 dice che l'incentivo «non può eccedere il 65 % delle spese sostenute»: è un massimale.

Schema della formula del Conto Termico per una pompa di calore: potenza, zona climatica e SCOP determinano l'incentivo, molto sotto il tetto del 65 %.
L'incentivo dipende da potenza, zona climatica e SCOP, non dal prezzo pagato: negli esempi cambia con macchina, zona e prezzo ipotizzati. — Schema generato con IA (QuiverAI, Paper).

L’art. 11 stabilisce un tetto: l’importo effettivo deriva dalle regole dell’intervento e non dalla moltiplicazione automatica del preventivo per il 65%. Le percentuali dei nostri esempi dipendono da prezzo e dati ipotizzati; non sono una media nazionale.

Per una pompa di calore elettrica l'incentivo non è affatto una percentuale. L'allegato II lo calcola così, nel paragrafo sulle pompe di calore elettriche:

Ia annuo = Ei × Ci, con Ei = Prated × Quf × (1 − 1/SCOP) × kp

dove Prated è la potenza della macchina, Quf un coefficiente di zona climatica (600 in zona A, 1.100 in C, 1.400 in D, 1.700 in E, 1.800 in F), kp il rapporto fra l'efficienza della macchina scelta e il minimo ecodesign, e Ci vale 0,150 €/kWht per un'aria/acqua fino a 35 kWt.

Stima la tua pompa di calore

Come viene pagato

La Tabella 1 dell'art. 11 fissa la durata: due anni per pompe di calore, sistemi ibridi, solare termico fino a 50 m² e scaldacqua; cinque anni per le taglie maggiori e per gli interventi di efficienza.

Ma l'art. 11, comma 4 prevede che a un privato l'incentivo sia versato in un'unica rata quando il totale non supera i 15.000 €. Nel Conto Termico 2.0 la soglia era 5.000 €. Verifica l’importo complessivo della tua pratica per stabilire se rientra nella soglia del pagamento unico.

Due dettagli che nessuno racconta: il GSE trattiene l'1 % del contributo, fino a un massimo di 250 €, per i propri costi di istruttoria (art. 18, comma 3); e la domanda va presentata entro novanta giorni dalla fine dei lavori, pena l'inammissibilità (art. 14).

Conto Termico o detrazione

L'art. 17, comma 1 chiude la questione: gli incentivi spettano «esclusivamente agli interventi per la cui realizzazione non siano concessi altri incentivi statali». Non sono cumulabili con la detrazione sullo stesso intervento.

Il confronto dipende da importo, requisiti e tempi. Il Conto Termico è un contributo diretto e non richiede capienza IRPEF, ma concessione ed erogazione seguono la procedura. La detrazione arriva in quote annuali e richiede imposta disponibile. Nessuna delle due misure ha sempre l’importo maggiore: confronta il calcolo sul progetto e il recupero fiscale effettivamente utilizzabile.

Preparare la domanda e il budget

Il GSE gestisce le domande attraverso Portaltermico. Prima dei lavori, verifica nelle regole applicative il percorso del soggetto responsabile, i documenti richiesti e i termini legati alla conclusione dell’intervento. Conserva fatture, pagamenti, schede e prove di sostituzione del generatore.

Gli errori più cari

Contare sul 65 %. È un tetto. Fai il conto con la formula prima di firmare.

Chiedere il Conto Termico per il fotovoltaico di casa. Non spetta: serve la detrazione.

Confondere il contingente con i fondi ancora disponibili. Il limite annuo per i privati è 500 milioni di €/anno; non è una prenotazione a tuo nome. Verifica lo stato della misura e i termini applicabili alla domanda.

Firmare per una macchina senza guardare lo SCOP. È uno dei dati tecnici da verificare insieme a potenza, categoria e coefficienti applicabili.

Domande frequenti

Che cos'è il Conto Termico 3.0?

È l'incentivo per il riscaldamento da fonti rinnovabili regolato dal D.M. 7 agosto 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 settembre 2025 e in vigore dal 25 dicembre 2025. Copre pompe di calore, sistemi ibridi, biomassa, solare termico, scaldacqua a pompa di calore, teleriscaldamento e microcogenerazione. Non è una detrazione: è un contributo che il GSE versa in denaro.

Il Conto Termico 3.0 copre il fotovoltaico?

Per un privato che interviene sulla propria abitazione, no. Il fotovoltaico compare all'art. 5, comma 1, lettera h), ma solo abbinato alla sostituzione della caldaia con una pompa di calore elettrica, e l'art. 4 ammette i privati agli interventi dell'art. 5 esclusivamente per edifici dell'ambito terziario. Una casa in categoria catastale A resta fuori.

Quanto copre davvero, se non il 65 %?

Il 65% è un tetto, non una percentuale da applicare automaticamente. Nel nostro esempio da 8 kW, SCOP 3,7, efficienza stagionale 145% e spesa ammissibile di 12.000 €, il calcolo vale circa 21–33% nelle zone C, D ed E. Altri dati tecnici o prezzi cambiano il risultato: non è una fascia garantita per ogni casa.

In quante rate viene pagato?

La Tabella 1 fissa due anni per pompe di calore e scaldacqua fino a 35 kW e cinque anni sopra. Ma l'art. 11, comma 4 prevede che a un privato l'incentivo sia versato in un'unica rata se il totale non supera i 15.000 €, previa verifica dell’importo complessivo della pratica. Nel Conto Termico 2.0 la soglia era 5.000 €.

È cumulabile con la detrazione al 50 %?

No. L'art. 17, comma 1 è esplicito: gli incentivi spettano «esclusivamente agli interventi per la cui realizzazione non siano concessi altri incentivi statali», salvi fondi di garanzia, fondi di rotazione e contributi in conto interesse. Si sceglie l'uno o l'altra, non entrambi sullo stesso intervento.

I fondi possono finire?

Sì. L'art. 3 fissa 900 milioni di euro l'anno, di cui 500 per i privati. Trascorsi sessanta giorni dal raggiungimento di quella soglia, il GSE non accetta più domande di quella categoria per l'anno in corso. È un rubinetto, non una riserva garantita.

Incentivi locali

Alcuni enti locali aggiungono un proprio contributo a quello nazionale. 1 misure sono aperte in 1 regioni; il dettaglio e le condizioni sono sulla pagina di ogni regione.