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Lo scaldacqua a pompa di calore fa per l'acqua calda quello che una pompa di calore fa per il riscaldamento: invece di produrre calore con una resistenza, lo sposta dall'aria dell'ambiente all'acqua dell'accumulo, con un rendimento che sta intorno a tre invece che a uno.
È una delle poche apparecchiature domestiche su cui il conto si fa in due righe. E le due righe dicono cose opposte a seconda di che cosa c'era prima.
Il conto, per una famiglia di quattro
Nelle ipotesi indicate, il rapporto fra prezzi e rendimenti lascia un margine molto maggiore rispetto al boiler elettrico che rispetto al gas. Non è una proprietà universale della tecnologia: ricalcola con la tua tariffa, il generatore sostituito e gli eventuali costi fissi realmente eliminati.
L'incentivo tratta i due casi allo stesso modo
Il Conto Termico 3.0 incentiva, all'art. 8, la «sostituzione di scaldacqua elettrici e a gas con scaldacqua a pompa di calore». Entrambi. E l'allegato II lo quantifica nello stesso modo per entrambi: il 40 % della spesa sostenuta, entro un massimale.
| Classe (Reg. UE 812/2013) | Fino a 150 litri | Oltre 150 litri |
|---|---|---|
| A | 500 € | 1.100 € |
| A+ | 700 € | 1.500 € |
A differenza della pompa di calore di riscaldamento, qui l'incentivo è una percentuale della spesa, non una formula sullo SCOP. L'allegato I chiede come requisito minimo la classe A di efficienza energetica di prodotto secondo il Regolamento UE 812/2013. La durata nominale è di due anni, ma sotto i 15.000 € il pagamento è unico; verifica comunque l’importo complessivo riconosciuto nella pratica.
Lo Stato quindi paga lo stesso contributo per un intervento che rende 555 € l'anno e per uno che ne rende 37. L'ammissibilità non è un consiglio.
Prima di chiedere il preventivo, identifica il generatore attuale. Il confronto con un boiler elettrico è diverso da quello con il gas: considera consumi effettivi, rendimento, possibilità di eliminare costi fissi del gas, investimento incrementale e uso del surplus solare. Non esiste un rientro inferiore a tre anni valido per tutte le sostituzioni.
Tempi di rientro
Un apparecchio da 200 litri installato costa tipicamente fra 2.000 e 2.500 €, IVA e posa comprese.
Nello scenario sopra, sostituendo un elettrico e ottenendo il contributo calcolato al 40% il costo netto scende a 1.200–1.500 € e il rientro è di 2,2–2,7 anni; senza incentivo, 3,6–4,5 anni. Nel solo confronto energetico con il gas dell’esempio il ritorno supera trent’anni; l’eliminazione effettiva di costi fissi o un diverso consumo richiede un nuovo calcolo.
Stima la tua pompa di calore
La soglia dei 150 litri, che vale più di quanto sembra
Il massimale raddoppia sopra i 150 litri: da 500 a 1.100 € in classe A, da 700 a 1.500 in classe A+.
Un massimale più alto non equivale a quella stessa somma in più sul tuo acquisto. Il contributo è limitato sia dalla quota di spesa sia dal tetto applicabile: calcola entrambi i modelli con costo effettivo, classe e capacità, poi scegli il volume che serve ai prelievi.
Vale la pena controllare anche la classe: il tetto della classe A+ sulla taglia grande è 400 € più alto, ma l’aumento effettivo dipende dal 40% delle spese dei due prodotti. Se entrambi restano sotto il tetto della classe A, la differenza fra massimali non genera da sola alcun beneficio aggiuntivo.
Dove installarlo, e perché conta
L'apparecchio estrae calore dall'aria del locale in cui sta, e quell'aria esce più fredda e più secca. In garage, cantina, locale tecnico o lavanderia può avere effetti diversi secondo temperatura e uso del locale. In un ambiente riscaldato sottrae calore che il riscaldamento potrebbe dover reintegrare: il bilancio deve includere questo effetto e le eventuali canalizzazioni previste.

Servono inoltre uno scarico condensa, un volume minimo del locale indicato dal costruttore — sotto quel volume il rendimento crolla — e la verifica della temperatura minima dell'aria in cui la macchina lavora ancora in pompa di calore, sotto la quale interviene la resistenza integrata e il vantaggio sparisce.
L'abbinamento con il fotovoltaico
È probabilmente il carico domestico migliore da mettere accanto a un impianto. Consuma poco — 792 kWh l'anno — ma li consuma quando vuoi tu: un accumulo d'acqua è una batteria termica, e programmare il riscaldamento a mezzogiorno invece che di notte non cambia nulla per chi lo usa.
Se tutti i 792 kWh dell’esempio fossero coperti da surplus disponibile, varrebbero 0,30 €/kWh se autoconsumati e 4,75 c€/kWh se venduti in rete: circa 200 € l’anno di differenza teorica alle tariffe ipotizzate. La copertura reale va verificata per orario e stagione. È uno dei modi meno costosi di alzare la quota di autoconsumo senza aggiungere né moduli né batterie — vedi quanti pannelli servono per il motivo per cui i moduli in più, da soli, non lo fanno.
Che cosa chiedere nel preventivo
- La classe energetica dichiarata secondo il Regolamento UE 812/2013, che decide anche il massimale del contributo.
- Il COP dichiarato e a quali condizioni di prova, perché un COP misurato con aria a 20 °C non è quello di una cantina a 7 °C in gennaio.
- Il volume minimo del locale richiesto dal costruttore, e quello che hai davvero.
- La temperatura minima dell'aria sotto la quale entra la resistenza integrata.
- La programmazione oraria, che deve esistere e deve essere accessibile, altrimenti l'abbinamento con il fotovoltaico non si può fare.
Il COP 3,0 usato nel confronto è un’ipotesi di scenario. Controlla il dato del modello alle condizioni previste, la temperatura dell’aria aspirata e l’eventuale integrazione: un apparecchio in un locale riscaldato può sottrarre calore che il riscaldamento deve poi reintegrare.
Gli errori più cari
Sostituire un apparecchio a gas. Il conto non torna, incentivo compreso.
Scegliere il volume per inseguire il massimale. Prima dimensiona i prelievi e il ripristino, poi calcola il contributo effettivo.
Metterlo in un locale riscaldato. Raffredda quello che stai scaldando.
Lasciarlo programmato di notte se hai il fotovoltaico. Sposta il timer a mezzogiorno: sono 200 € l'anno gratis. Se stai valutando anche il riscaldamento, il confronto completo è in pompa di calore per termosifoni.
Domande frequenti
Quanto si risparmia con uno scaldacqua a pompa di calore?
Dipende dal generatore sostituito, dai consumi e dalle tariffe. Nel nostro scenario per quattro persone il risparmio di sola energia è circa 555 € contro l’elettrico e 37 € contro il gas. Sono esempi: eventuali costi fissi del gas eliminati e diverso utilizzo cambiano il confronto.
In quanto tempo si ripaga?
Con le ipotesi dell’esempio, il ritorno può essere breve sostituendo un boiler elettrico e molto più lungo sostituendo il gas. Usa prezzo completo, incentivo realmente spettante, consumi e costi fissi evitati: non esiste un tempo garantito per ogni sostituzione.
Quanto dà il Conto Termico?
Il 40 % della spesa sostenuta, entro un massimale per classe e capacità: 500 € in classe A fino a 150 litri, 1.100 € oltre i 150 litri, e 700 € e 1.500 € per la classe A+. L'apparecchio deve essere almeno in classe A secondo il Regolamento UE 812/2013.
Che capacità serve?
Per quattro persone, 200 litri sono la taglia comune; per una o due, 80–110 litri bastano. Attenzione alla soglia dell'incentivo: il massimale raddoppia sopra i 150 litri, ma il contributo effettivo dipende anche dalla percentuale della spesa: non scegliere il volume solo per il tetto.
Va bene installarlo in casa?
Va installato dove può prendere aria senza raffreddare un ambiente riscaldato: garage, cantina, locale tecnico, lavanderia. Raffredda e deumidifica l'aria da cui estrae calore, il che d'estate è gradito e d'inverno no. Serve anche uno scarico condensa.
Conviene abbinarlo al fotovoltaico?
La programmazione nelle ore solari può aumentare l’autoconsumo, se sono disponibili surplus e capacità dell’accumulo sanitario. Nel nostro esempio il consumo è 792 kWh annui, ma non tutti saranno automaticamente coperti dal fotovoltaico. Verifica orari, comfort e gestione igienica.
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