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Un cappotto termico costa nel 2026 da 106,28 €/m² a 127,95 €/m² in EPS e da 151,94 €/m² a 164,16 €/m² in lana di roccia, secondo il prezzario della Regione Toscana, IVA e ponteggio esclusi. È un sistema di pannelli isolanti incollati e tassellati sulla facciata, rasati con una rete d'armatura e finiti con un intonaco sottile.
Quello che il preventivo non dice è quanto spessore ti serve davvero, e perché. La risposta sta in un numero che si chiama trasmittanza.
Quanto costa il cappotto termico al metro quadro
| Lavoro | Prezzo | Cosa comprende |
|---|---|---|
| Cappotto esterno EPS 10 cm | 106,28 €/m² | Sistema completo con finitura, ponti di servizio fino a 2 m |
| Cappotto esterno EPS 12 cm | 120,43 €/m² | Come sopra |
| Cappotto esterno EPS 14 cm | 127,95 €/m² | Come sopra |
| Cappotto esterno lana di roccia 14 cm | 164,16 €/m² | Come sopra, reazione al fuoco A1 |
| Cappotto esterno EPS 10 cm, Lombardia | 82,47 €/m² | Senza strato di finitura |
| Ponteggio, montaggio e primo mese | 19,12 €/m² | Per m² di facciata |
| Ponteggio, smontaggio | 8,29 €/m² | Per m² di facciata |
| Cappotto interno, cartongesso con 6 cm di EPS | 48,32 €/m² | Lastre accoppiate incollate al muro |
| Cappotto interno, cartongesso con lana di vetro e barriera al vapore | 63,60 €/m² | Lastre accoppiate, foglio di alluminio |
| Cappotto interno, pannello in PIR con cartongesso, 63 mm | 97,31 €/m² | Prezzario toscano |
| Media reale dei cappotti in ecobonus, 2025 | 182 €/m² | Investimento dichiarato all'ENEA per m² isolato |
I prezzari regionali servono agli appalti pubblici e includono spese generali e utile d'impresa: sono un buon metro per giudicare un preventivo, non un listino. Attenzione a cosa escludono. La voce toscana non comprende il profilo di partenza né le riquadrature di finestre e bordi, che in una villetta con molte aperture pesano. La media ENEA, più alta, misura invece cantieri reali con tutto dentro.
Come si posa un cappotto, strato per strato
Un cappotto è un sistema, non un pannello incollato al muro. Le voci dei prezzari descrivono gli strati che un preventivo completo deve comprendere, e sono la lista giusta per controllarlo.
- Verifica e preparazione del supporto. L'intonaco deve essere solido e asciutto. Un muro con risalita o infiltrazioni si risana prima, altrimenti l'acqua resta chiusa sotto l'isolante.
- Profilo di partenza. Alla base della facciata un profilo in alluminio con gocciolatoio regge la prima fila di pannelli. Nella fascia vicino al terreno si usano pannelli che non temono l'acqua: il prezzario lombardo indica per le zoccolature lastre dedicate.
- Incollaggio dei pannelli, a giunti sfalsati e senza fessure fra un pannello e l'altro.
- Tassellatura. Il prezzario toscano conta 6 tasselli al m² per spessori da 10 cm in su.
- Angoli e aperture. Angolari con rete premontata sugli spigoli, riquadrature di finestre e porte, raccordi con davanzali e cassonetti.
- Rasatura armata. Una malta rasante con una rete in fibra di vetro resistente agli alcali annegata dentro.
- Finitura. Un intonaco sottile, almeno 3 mm nella voce toscana, e la pittura.
Ogni passaggio saltato si vede dopo qualche inverno: crepe lungo i giunti dei pannelli, macchie sui tasselli, distacchi agli angoli delle finestre.
Quanti centimetri di cappotto servono nella tua zona
La trasmittanza U dice quanti watt passano attraverso un metro quadro di parete per ogni grado di differenza fra dentro e fuori: più è bassa, meglio isola. Il cappotto serve a portarla sotto una soglia, e le soglie che contano sono due.
La prima è un obbligo: i requisiti minimi del D.M. 26 giugno 2015, che si applicano a ogni riqualificazione energetica, con o senza bonus. Il D.M. 28 ottobre 2025, in vigore dal 3 giugno 2026, centottanta giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ha lasciato invariati i valori per le pareti, ma li applica alla parete corrente, senza i ponti termici. La seconda è la soglia dell'ecobonus, più severa, fissata dal D.M. 6 agosto 2020.
| Zona | Esempi | Requisiti minimi | Soglia ecobonus | EPS per la soglia ecobonus |
|---|---|---|---|---|
| A e B | Palermo | 0,40 W/m²K | 0,38 W/m²K | 7 cm |
| C | Napoli, Bari | 0,36 W/m²K | 0,30 W/m²K | 9 cm |
| D | Roma | 0,32 W/m²K | 0,26 W/m²K | 11 cm |
| E | Milano, Torino | 0,28 W/m²K | 0,23 W/m²K | 13 cm |
| F | Cuneo | 0,26 W/m²K | 0,22 W/m²K | 14 cm |
Gli spessori dell'ultima colonna sono un ordine di grandezza. Ipotesi: muro di partenza con U di 1,1 W/m²K, EPS bianco con conducibilità λ di 0,036 W/mK, arrotondamento al centimetro superiore. Con un pannello a λ 0,031, valore che il prezzario lombardo riporta per alcuni EPS, bastano circa due centimetri in meno. Il valore vero lo calcola il tecnico sulla tua stratigrafia, ed è lui a firmare che la parete rispetta la soglia.
Lo spessore in più, poi, non ti costa metri cubi. Nei lavori di manutenzione straordinaria e ristrutturazione, la parte di cappotto necessaria a stare almeno il 10 % sotto i limiti di legge non conta nei volumi, nelle altezze e nelle superfici. Entro quello spessore si può derogare alle distanze minime e alle altezze massime fissate da norme nazionali, regionali e regolamenti comunali, ma non alle distanze del codice civile (D.Lgs. 102/2014, art. 14). I vecchi tetti di 25 e 30 cm non esistono più dal 2020.
Una sottigliezza per il Sud. Nelle zone A e B la soglia dell'ecobonus, 0,38 W/m²K, è più alta del limite dei requisiti minimi ridotto del 10 %, che secondo il nostro calcolo è 0,36 W/m²K. Se a Palermo ti serve la deroga sulle distanze, il cappotto deve isolare un po' più di quanto chieda il bonus. È la nostra lettura della norma: fattela confermare dal tecnico.
Cappotto termico esterno o interno: quale scegliere
| Esterno | Interno | |
|---|---|---|
| Prezzo indicativo | 120,43 €/m² più il ponteggio | da 48,32 €/m² a 63,60 €/m² |
| Ponti termici di pilastri e solai | Coperti | Restano scoperti |
| Massa del muro | Resta dalla parte calda: casa più stabile d'estate | Resta fuori: le stanze si scaldano e si raffreddano più in fretta |
| Spazio abitabile | Invariato | Si perdono alcuni centimetri per ogni parete |
| Rischio di condensa | Basso | Più alto: serve un controllo del vapore ben fatto |
| Quando ha senso | Facciata da rifare, casa singola, condominio d'accordo | Facciata vincolata, singolo appartamento, stanze usate poco |
Il decreto sui requisiti minimi chiede, per ogni intervento sulle pareti che delimitano il volume riscaldato, la verifica dell'assenza di rischio di muffa e di condensazioni interstiziali secondo la norma UNI EN ISO 13788. Vale per entrambi i cappotti. Con quello interno, però, il muro resta freddo dietro l'isolante e il calcolo diventa decisivo: una controparete posata senza freno al vapore, o con giunti aperti, porta l'umidità della stanza proprio dove condensa. Per riconoscere i segnali, vedi la guida su umidità in casa e muffa.
Cappotto interno: come farlo bene
Il sistema più semplice sono lastre di cartongesso già accoppiate all'isolante, incollate al muro: la voce lombarda con 6 cm di EPS misura 7,25 cm in tutto. Sono centimetri tolti a ogni parete esterna, e su una stanza di 4 metri per 4 con due pareti verso fuori fanno circa mezzo metro quadro di pavimento in meno. Prese, interruttori e termosifoni sulle pareti esterne vanno spostati in avanti.
Per l'isolamento dall'interno, o in intercapedine, il D.M. 28 ottobre 2025 alza del 30 % i limiti di trasmittanza dei requisiti minimi (allegato 1, capitolo 1, deroghe). La soglia dell'ecobonus invece resta quella della tabella: se vuoi la detrazione, la controparete deve isolare quanto un cappotto esterno, e lo spessore cresce.
Il punto delicato è il vapore. La voce con lana di vetro prevede un foglio di alluminio fra lastra e isolante, con funzione di barriera al vapore: va continuo, con i giunti sigillati e senza fori per i faretti. E restano i ponti termici dove la controparete si interrompe, cioè ai solai e ai muri interni che toccano la parete esterna. Lì il calcolo di condensa e muffa richiesto dal decreto deve guardare con attenzione, e a volte suggerisce di risvoltare l'isolante per qualche decina di centimetri sul soffitto e sui muri interni.
EPS o lana di roccia per il cappotto esterno
A parità di spessore isolano quasi allo stesso modo. Nel prezzario toscano, a 14 cm, la lana di roccia costa 164,16 €/m² contro 127,95 €/m² dell'EPS: circa il 28 % in più. In cambio è incombustibile, in classe A1 contro la classe E dell'EPS, è molto più aperta al vapore e smorza meglio i rumori della strada. Su una villetta isolata l'EPS è la scelta più comune. Su un condominio alto, o dove il cappotto corre fra balconi e finestre di più piani, la reazione al fuoco pesa: chiedi al progettista come la facciata rispetta le regole antincendio prima di scegliere il materiale più economico.
Balconi, davanzali e zoccolo: dove il cappotto perde
Il cappotto copre bene le superfici piane e lascia scoperto ciò che attraversa la facciata. Un balcone in calcestruzzo a sbalzo è il solaio che esce all'esterno: se non lo si riveste sopra e sotto, resta un ponte termico lungo tutta la sua larghezza. Lo stesso vale per davanzali in pietra passanti, cassonetti delle tapparelle e mensole. Chiedi che il preventivo dica come vengono trattati, uno per uno: un cappotto con i ponti termici aperti isola meno di quanto dica il calcolo sulla parete corrente e può spostare la muffa proprio in quei punti.
Cappotto termico in condominio
La facciata è una parte comune, quindi decide l'assemblea. Per i lavori di risparmio energetico individuati da un attestato di prestazione energetica o da una diagnosi energetica basta la maggioranza degli intervenuti, purché rappresenti almeno un terzo del valore dell'edificio (legge 10/1991, art. 26, comma 2). Altrimenti vale la regola dell'art. 1120 del codice civile: maggioranza degli intervenuti e almeno metà del valore.

Ogni condomino detrae la propria quota millesimale, all'aliquota che gli spetta: il proprietario che ci abita ha il 50 %, chi affitta l'appartamento il 36 %. Il tetto dell'ecobonus, 60.000 € di detrazione, vale per unità immobiliare.
Detrazioni 2026 per il cappotto: ecobonus o bonus ristrutturazione
Il cappotto rientra in entrambe le detrazioni, con le stesse aliquote nel 2026. Cambiano requisiti e tetti, come spiega la guida al bonus ristrutturazione e all'ecobonus 2026.
- Ecobonus. La parete deve stare sopra la soglia prima del lavoro e sotto dopo. Servono l'asseverazione di un tecnico con il computo metrico, l'APE e la scheda all'ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Il tecnico verifica anche che il costo resti nei massimali del D.M. 14 febbraio 2022: per l'isolamento esterno 195 €/m² nelle zone D, E ed F e 180 €/m² nelle zone A, B e C; per quello interno 104 €/m² e 96 €/m², nello stesso ordine di zone. Il decreto li indica al netto di IVA, spese professionali e posa.
- Bonus ristrutturazione. Bastano i requisiti minimi e la comunicazione all'ENEA, ma la spesa entra nel tetto di 96.000 € per unità, condiviso con gli altri lavori.
Se il cappotto è l'unico lavoro, le due strade danno la stessa aliquota e l'ecobonus chiede più documenti. Secondo la guida dell'Agenzia delle Entrate, sulla stessa spesa si usa una sola delle due detrazioni. Nella nostra lettura, un cappotto portato in ecobonus non consuma il tetto di spesa del bonus ristrutturazione, e questo conta quando rifai anche bagni e impianti. L'Agenzia però non lo scrive in modo esplicito: prima di dividere i lavori fra le due detrazioni, chiedi conferma al CAF o al commercialista. In entrambi i casi la detrazione vale quanto l'IRPEF che paghi, e niente sconto in fattura.
Il conto in bolletta non è tutto. Una parete a 0,21 W/m²K ha la superficie interna quasi alla temperatura della stanza: sparisce l'effetto di parete fredda e con lui il rischio di muffa negli angoli. E una casa che disperde meno si accontenta di una pompa di calore più piccola: prova a stimarla con il nostro strumento.
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Gli errori da evitare
- Confrontare preventivi con contenuti diversi. Chiedi sempre il prezzo al m² con finitura, ponteggio, profili, riquadrature delle finestre e davanzali separati. Senza le riquadrature il cappotto lascia un ponte termico attorno a ogni finestra.
- Scegliere il materiale prima della trasmittanza. Prima il valore U da raggiungere, poi lo spessore per il materiale scelto. Il confronto fra isolanti è nella guida lana di roccia o lana di vetro.
- Dimenticare il tetto. In molte case il solaio dell'ultimo piano disperde di più e costa un decimo da isolare: guarda prima l'isolamento del sottotetto.
- Saltare la termoregolazione. Per i lavori soggetti al D.M. 28 ottobre 2025, chi isola le pareti deve installare valvole termostatiche o un'altra regolazione per singolo ambiente o per unità immobiliare.
- Pagare nel 2027 senza saperlo. Conta la data del bonifico: a legge vigente il 2027 scende al 36 % e al 30 %.
Tutte le guide su cappotto, sottotetto e materiali sono raccolte nel tema isolamento.
Domande frequenti
Quanto costa un cappotto termico al metro quadro nel 2026?
Nel prezzario della Regione Toscana 2026 un cappotto esterno completo in EPS costa da 106,28 €/m² (10 cm) a 127,95 €/m² (14 cm), in lana di roccia da 151,94 a 164,16 €/m², IVA e ponteggio esclusi. I cappotti portati in ecobonus nel 2025 sono costati in media circa 182 €/m² secondo i dati ENEA.
Quanti centimetri di cappotto servono?
Dipende dalla zona climatica e dal muro di partenza. Su un muro non isolato con trasmittanza di 1,1 W/m²K, per la soglia dell'ecobonus servono circa 13 cm di EPS con λ 0,036 in zona E (Milano, Torino) e 11 cm in zona D (Roma). Il valore esatto lo calcola il tecnico sulla tua parete.
È meglio il cappotto interno o esterno?
L'esterno è più efficace: copre i ponti termici di pilastri e solai e lascia la massa del muro dalla parte calda. L'interno costa circa la metà e non richiede il ponteggio, ma riduce lo spazio, lascia scoperti i ponti termici e rende più delicata la verifica di condensa e muffa.
Il cappotto termico rientra nei bonus 2026?
Sì. Nel 2026 l'ecobonus e il bonus ristrutturazione valgono il 50 % sulla prima casa del proprietario e il 36 % negli altri casi, in dieci rate annuali. L'ecobonus chiede il rispetto delle trasmittanze per zona climatica e ha un tetto di 60.000 € di detrazione. Dal 2027, salvo proroga, le aliquote scendono al 36 e al 30 %.
Serve l'approvazione del condominio per il cappotto?
Sì, perché la facciata è una parte comune. Se il lavoro è individuato da un attestato di prestazione energetica o da una diagnosi energetica, basta la maggioranza degli intervenuti che rappresenti almeno un terzo del valore dell'edificio (legge 10/1991, art. 26). Altrimenti vale la maggioranza dell'art. 1120 del codice civile.
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