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Un condizionatore senza unità esterna, o climatizzatore monoblocco a parete, sta tutto dentro casa, appeso alla parete perimetrale, e scambia aria con l'esterno attraverso due fori di 16–20 centimetri. Conviene quando il motore esterno non si può mettere e basta raffrescare una stanza: negli altri casi uno split costa più o meno lo stesso, consuma circa la metà ed è più silenzioso di notte.
Questa guida spiega da dove viene la differenza di consumo, quanto costa davvero il monoblocco, che cosa dicono condominio e vincoli e quali incentivi può avere.
Come funziona un climatizzatore senza unità esterna
Uno split è diviso in due: dentro c'è lo scambiatore che raffredda l'aria della stanza, fuori il compressore e lo scambiatore che butta il calore all'aperto, collegati da due tubi di rame. Il monoblocco mette tutto nella stessa scatola. Il regolamento europeo lo chiama «condizionatore a doppio condotto»: un apparecchio «interamente situato all'interno dell'ambiente da condizionare, vicino a una parete», che aspira aria esterna da un condotto e la restituisce all'esterno da un secondo condotto.
In estate quell'aria esterna raffredda il condensatore e torna fuori più calda; nei modelli a pompa di calore, d'inverno, il ciclo si inverte e la macchina riscalda. Le conseguenze pratiche sono tre:
- niente linee frigorifere: l'apparecchio arriva già caricato di refrigerante e in cantiere non si apre il circuito;
- potenza limitata: i modelli citati in questa guida rendono da 2,3 a 3,1 kW di freddo, cioè una stanza;
- la condensa va comunque gestita: chiedi se il modello la smaltisce con l'aria espulsa o se serve uno scarico.
Consuma più di uno split?
Sì, e non di poco. Lo scambiatore esterno di un monoblocco è piccolo e lavora con l'aria che passa da un foro nel muro; quello di uno split è grande e sta all'aperto. Il risultato si vede mettendo le macchine davanti allo stesso lavoro.
C'è anche una trappola nell'etichetta. Per un doppio condotto la classe A+ comincia da un EER di 3,1; per uno split da un SEER di 5,6. Due apparecchi «A+» possono consumare uno il doppio dell'altro. E il monoblocco non indica i kWh dell'anno ma quelli di un'ora: l'Unico Pro 30 HP dichiara 0,8 kWh in 60 minuti, circa 25 centesimi l'ora al prezzo di agosto 2026. Come leggere i due numeri lo spiega la guida su quanto consuma un condizionatore.
I modelli in commercio, a confronto
| Unico Pro 30 HP | Unico Pro 35 HP | Innova 2.0 12 HP | |
|---|---|---|---|
| Freddo nominale | 2,6 kW | 3,1 kW | 2,33 kW |
| EER e classe | 3,1, A+ | 2,6, A | 3,25, A+ |
| Consumo in etichetta | 0,8 kWh in 60 minuti | 1,2 kWh in 60 minuti | 1 kWh in 60 minuti |
| Caldo nominale e COP | 1,8 kW, 3,4 | 2,4 kW, 3,1 | 2,31 kW, 3,28 |
| Pressione sonora a 2 m | 32–41 dB(A) | 32–43 dB(A) | 27–41 dB(A) |
| Refrigerante e fori | R32, 202 mm | R32, 202 mm | R32, 162 mm |
Due cose saltano all'occhio. La versione più potente della stessa gamma è anche la meno efficiente: il 35 HP ha un EER di 2,6, esattamente il minimo di 2,6 che la legge chiede per venderlo. E l'etichetta dell'Innova arrotonda il consumo all'unità, come prevedeva la versione originale del regolamento: confronta l'EER, non il kWh stampato.
Condizionatore portatile senza tubo: esiste?
È la ricerca più frequente su questo tema, e la risposta è no. Un condizionatore toglie calore alla stanza con un ciclo frigorifero, e il regolamento europeo lo definisce proprio così: un apparecchio che raffresca «utilizzando un ciclo a compressione di vapore». Quel calore, più quello del compressore, deve uscire da qualche parte. Senza un tubo o due fori verso l'esterno resta nella stanza, che alla fine si scalda.
Le macchine che si trovano in negozio sono tre, e conviene distinguerle prima di comprare:
- Il portatile a singolo condotto ha un tubo da appoggiare alla finestra. Per raffreddare il condensatore aspira aria della stanza e la butta fuori, e la stessa quantità rientra calda da porte e infissi. La legge gli chiede un EER minimo di 2,6, misurato in un solo punto di prova: il suo consumo è nella guida su quanto consuma un condizionatore.
- Il monoblocco a parete di questa guida prende l'aria esterna da un foro e la restituisce dall'altro. Non svuota la stanza della sua aria fresca, ed è per questo che rende meglio di un portatile.
- Il raffrescatore evaporativo, spesso venduto come «condizionatore senza tubo», non ha compressore né refrigerante: fa evaporare acqua. L'aria che soffia è un po' più fresca, ma più umida, e con il caldo afoso di molte estate italiane il comfort peggiora. Non è un condizionatore, e non ha la sua etichetta energetica.
Se la finestra non si può socchiudere per il tubo e la parete non si può forare, nessuna di queste macchine raffresca davvero la stanza.
È rumoroso?
Il compressore sta nella stanza, e si sente. L'Unico Pro dichiara una pressione sonora fra 32 dB(A) e 41 dB(A) a 2 metri; l'unità interna di un Daikin Perfera scende a 19 dB(A) alla velocità silenziosa. I due dati sono misurati a distanze diverse, ma la differenza va nella stessa direzione: al massimo si somigliano, al minimo no, ed è il minimo che conta in camera da letto.

Anche le regole europee lo riconoscono: la potenza sonora interna ammessa è 65 dB(A) per un doppio condotto, contro 60 dB(A) per l'unità interna di uno split. In cambio fuori si sente poco: dalle griglie esce aria, ma in facciata non c'è un compressore, cioè proprio ciò che può far nascere una contestazione del vicino per «immissioni» oltre la normale tollerabilità (art. 844 del codice civile).
Quanto costa un climatizzatore senza unità esterna
I prezzari regionali delle opere pubbliche danno un riferimento pubblico, IVA esclusa e con spese generali e utile d'impresa compresi. Attenzione alle date: il listino del Lazio è l'edizione 2023, ancora vigente nel 2026, mentre quello della Puglia è del 2026 e riprende la stessa voce a prezzi più alti. La voce del Lazio esclude le opere murarie, cioè proprio i due fori, e la linea elettrica.
| Voce | Regione | Prezzo |
|---|---|---|
| Senza unità esterna, 2,9 kW | Lazio (2023) | 1.717 € |
| Senza unità esterna, 2,6 kW | Puglia (2026) | 2.256 € |
| Monosplit inverter A++ fino a 3,4 kW | Campania | 1.934 € |
| Monosplit 12.000 BTU, fornitura più posa, linee escluse | Piemonte | 1.758 € + 297 € |
La conclusione è la sorpresa di questa scelta: rinunciare all'unità esterna non fa risparmiare sull'installazione. Il monoblocco evita le linee frigorifere, ma chiede due carotaggi da 16–20 cm nel muro perimetrale, che in una parete in cemento armato o molto spessa possono costare parecchio e richiedere una verifica strutturale. Poi costa di più ogni estate. Quanto pesano linee, fori e scarico in uno split lo trovi nella guida sul costo di installazione di un condizionatore.
Condominio, facciata e vincoli: quando l'unità esterna non si può mettere
È il motivo per cui quasi tutti scelgono il monoblocco, e vale la pena sapere che cosa dice davvero la legge.
In condominio. La facciata è una parte comune (art. 1117 c.c.). Ogni condomino può servirsene purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri di farne uso (art. 1102), ma non può danneggiarla né pregiudicarne il decoro architettonico, e deve darne «preventiva notizia all'amministratore» (art. 1122). Due griglie a filo muro alterano la facciata molto meno di un motore appeso: spesso è questo che rende il progetto accettabile. Leggi comunque il regolamento condominiale prima di forare.
Le pratiche edilizie. Dal 30 dicembre 2024 le pompe di calore per la climatizzazione sono edilizia libera (D.Lgs. 190/2024, allegato A), senza più il limite dei 12 kW, ma restano obbligatori i regolamenti edilizi comunali e, dove ci sono vincoli, si passa alla procedura abilitativa semplificata.
Nelle zone con vincolo paesaggistico. Il D.P.R. 31/2017 esonera dall'autorizzazione i condizionatori con unità esterna solo se stanno su prospetti secondari, in spazi interni o in posizioni non visibili dallo spazio pubblico, oppure se sono «integrati nella configurazione esterna degli edifici» (allegato A, punto A.5). Altrimenti serve l'autorizzazione semplificata (allegato B, punto B.7). Le sole griglie del monoblocco possono rientrare nel primo caso, ma la decisione spetta al Comune o alla Soprintendenza: chiedila per iscritto prima di comprare.
Refrigerante e installatore
I modelli di questa guida usano R32, che ha un GWP di 675. Il regolamento europeo sui gas fluorurati, (UE) 2024/573, considera i condizionatori fissi a doppio condotto come split (allegato IV, nota al punto 9): dal 1° gennaio 2029 non si potranno più immettere sul mercato nuovi apparecchi aria-aria fino a 12 kW con un GWP pari o superiore a 150, e dal 2035 nessuno con gas fluorurati, salvo esigenze di sicurezza. Il divieto riguarda i nuovi apparecchi, non l'uso né la manutenzione: un R32 comprato oggi si può tenere. Alcuni costruttori offrono già monoblocchi a propano R290.
Il monoblocco resta un impianto di climatizzazione ai sensi del D.M. 37/2008: va installato da un'impresa abilitata, che a fine lavori rilascia la dichiarazione di conformità.
Incentivi per il climatizzatore senza unità esterna
Le strade sono quattro, e si sceglie una sola per la stessa spesa.
- Bonus ristrutturazione: 50 % sull'abitazione principale nel 2026, 36 % negli altri casi, in dieci rate. L'elenco ENEA degli interventi di risparmio energetico comprende le «pompe di calore per climatizzazione degli ambienti», quindi un modello che fa anche caldo; va inviata la comunicazione all'ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Per l'ENEA anche una pompa di calore di nuova installazione in un edificio esistente si comunica come intervento del bonus casa (FAQ 1.D). L'Agenzia delle Entrate chiede però una documentazione del risparmio energetico, e una sua risposta sul caso della casa che prima non aveva alcun riscaldamento non l'abbiamo trovata: in quel caso fattelo confermare per iscritto dal tecnico.
- Ecobonus: stessa aliquota, ma solo se il monoblocco sostituisce l'impianto di riscaldamento e rispetta i requisiti tecnici in vigore.
- Conto Termico 3.0: un contributo in denaro, ma solo se sostituisce un impianto di riscaldamento che c'era già al 25 dicembre 2025, con una potenza dimensionata sul fabbisogno reale e certificata da un tecnico. Qui il doppio condotto è trattato meglio di uno split: 0,200 €/kWht per kWh termico incentivato, contro 0,070 €/kWht.
- Bonus mobili: 50 % su un tetto di 5.000 €, perché i condizionatori sono grandi elettrodomestici, ma solo se collegato a una ristrutturazione dell'abitazione.
Le regole complete sono nella guida sul Conto Termico 3.0; il confronto fra detrazioni è in bonus ristrutturazione ed Ecobonus 2026.
Stima i consumi elettrici della tua casa
Quando conviene, e quando no
Conviene se:
- l'unità esterna è vietata o impraticabile: facciata vincolata, regolamento condominiale, nessun balcone né spazio utile;
- devi raffrescare una sola stanza, per poche settimane l'anno;
- il muro perimetrale si fora senza problemi strutturali.
Non conviene se puoi mettere uno split, se vuoi raffrescare più stanze (un dual split costa meno di due monoblocchi) o se il condizionatore deve diventare il riscaldamento principale: con quella potenza non lo diventa. Tutte le soluzioni del tema sono raccolte in climatizzatori.
Cosa chiedere prima di comprare
- Diametro e posizione dei fori, e se il muro li regge: la macchina va su una parete esterna, vicino al pavimento o al soffitto secondo il modello.
- EER, COP e consumo in kWh per 60 minuti, non solo la classe: un A+ da monoblocco non è un A+ da split.
- La pressione sonora al minimo, e a che distanza è misurata.
- Il refrigerante, R32 o R290.
- Come si scarica la condensa in raffrescamento e in riscaldamento.
- La dichiarazione di conformità dell'impresa e, se chiedi il Conto Termico, che il riscaldamento esistente venga sostituito davvero.
Domande frequenti
Quanto consuma un climatizzatore senza unità esterna?
Un modello da 2,6 kW in classe A+, come l'Olimpia Splendid Unico Pro 30 HP, dichiara 0,8 kWh per ogni ora alla potenza nominale. Per produrre lo stesso fresco di uno split da 2,5 kW nella stagione convenzionale dell'etichetta consuma circa 282 kWh, contro 143 kWh di uno split in classe A++: circa il doppio.
È più rumoroso di uno split?
Di notte sì, perché il compressore è nella stanza. L'Unico Pro dichiara da 32 a 41 dB(A) di pressione sonora a 2 metri; l'unità interna di uno split come il Daikin Perfera scende fino a 19 dB(A) alla velocità silenziosa. Al massimo i due si somigliano, al minimo no.
Serve il permesso del condominio?
Il codice civile permette a ogni condomino di servirsi della facciata comune purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri di farne uso (art. 1102). I due fori non devono danneggiarla né pregiudicarne il decoro architettonico, e l'amministratore va avvisato prima dei lavori (art. 1122). Leggi anche il regolamento condominiale, che può avere regole proprie su facciate e impianti.
Il climatizzatore senza unità esterna può riscaldare?
I modelli a pompa di calore sì, ma con poca potenza: l'Unico Pro 30 HP rende 1,8 kW in riscaldamento con un COP di 3,4. Basta per integrare il riscaldamento di una stanza nelle mezze stagioni, non per sostituire una caldaia in tutta la casa.
C'è un bonus per il climatizzatore senza unità esterna?
Se è a pompa di calore può rientrare nel bonus ristrutturazione: nel 2026 il 50 % sull'abitazione principale, il 36 % negli altri casi. Il Conto Termico 3.0 vale invece solo se sostituisce un riscaldamento che c'era già e ha una potenza adatta al fabbisogno. Per i doppio condotto paga 0,200 € per kWh termico incentivato, quasi il triplo di uno split. Le due agevolazioni non si sommano.
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