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Il PUN è il prezzo medio all'ingrosso dell'energia elettrica in Italia: a settembre 2026 il PUN Index GME ha fatto 0,20754 €/kWh, il livello mensile più alto da gennaio 2023. Dal 1° gennaio 2025 non è più il prezzo a cui si compra in borsa, ma un indice calcolato dal Gestore dei Mercati Energetici (GME) che le offerte a prezzo variabile usano come base.
Questa guida spiega da dove viene quel numero, dove leggerlo, come arriva in bolletta e perché per chi ha i pannelli conta meno di quanto sembri. Per il resto del contratto ci sono le altre due guide del tema contratto luce: mercato libero o tutelato e costo del kWh e lettura della bolletta.
Cos'è il PUN e perché oggi si chiama PUN Index GME
L'elettricità all'ingrosso si scambia soprattutto sul mercato del giorno prima (MGP), una borsa gestita dal GME. Ogni giorno produttori e acquirenti presentano offerte per il giorno successivo; per ogni intervallo l'incrocio fra domanda e offerta fissa un prezzo di equilibrio.
La rete italiana è divisa in sette zone di mercato: Nord, Centro-Nord, Centro-Sud, Sud, Calabria, Sicilia e Sardegna. Quando il transito fra due zone è al limite, i prezzi si separano. Fino al 2024 chi vendeva riceveva il prezzo della propria zona, mentre chi comprava pagava un unico prezzo nazionale: il Prezzo Unico Nazionale, da cui la sigla.
Dal 1° gennaio 2025 anche gli acquisti si regolano ai prezzi zonali. La base è il d.lgs. 210/2021, art. 13, modificato dal DL 181/2023; i dettagli sono nel decreto MASE del 18 aprile 2024 e nella delibera ARERA 539/2024. Il GME continua a pubblicare un riferimento nazionale, il PUN Index GME: la media dei prezzi zonali ponderata sulle quantità acquistate.
Per una famiglia non cambia nulla di visibile. I contratti che citano «il PUN» oggi si riferiscono al PUN Index GME, e il venditore lo applica come prima.
Il GME pubblica in €/MWh, i contratti ragionano in €/kWh. Si divide per mille: 0,20754 €/kWh è la stessa cifra di 207,54 €/MWh. Confondere le due unità è l'errore più comune quando si confronta un'offerta.
PUN oggi: dove si legge il valore del giorno
Il valore aggiornato si trova sul sito del GME, negli esiti del mercato del giorno prima alla voce PUN Index GME. Il mercato si chiude il giorno prima della consegna, quindi i prezzi di domani sono già pubblicati oggi.
Questa pagina non riporta un «PUN di oggi»: un numero che cambia ogni giorno, copiato a mano, sarebbe sbagliato domani. E per una bolletta il valore di un singolo giorno serve poco, perché le offerte indicizzate usano quasi sempre la media mensile, a volte divisa per fasce orarie.
Quello che il dato giornaliero mostra bene è quanto il prezzo si muova dentro lo stesso mese. A settembre 2026 il PUN Index è andato da un minimo di 0,01225 €/kWh a un massimo di 0,34999 €/kWh. È questa oscillazione che rende interessanti le offerte a prezzo orario e la domotica che sposta i consumi, come spiega la guida su Home Assistant e fotovoltaico.
Il PUN nel 2026, mese per mese
Le medie mensili del 2026, come le pubblica il GME nelle sue newsletter:
| Mese | PUN Index GME |
|---|---|
| Settembre 2025, per confronto | 0,10908 €/kWh |
| Gennaio 2026 | 0,13266 €/kWh |
| Febbraio 2026 | 0,11441 €/kWh |
| Marzo 2026 | 0,14340 €/kWh |
| Aprile 2026 | 0,11947 €/kWh |
| Maggio 2026 | 0,11935 €/kWh |
| Giugno 2026 | 0,13250 €/kWh |
| Luglio 2026 | 0,15704 €/kWh |
| Agosto 2026 | 0,18000 €/kWh |
| Settembre 2026 | 0,20754 €/kWh |
Due cose saltano all'occhio. La prima è il salto di fine inverno: da febbraio a marzo il prezzo è cresciuto di circa un quarto. La seconda è la salita ininterrotta da giugno a settembre. Settembre 2026 vale quasi il doppio di settembre 2025, che si era chiuso a 0,10908 €/kWh.
Il motivo, per ARERA, è l'instabilità geopolitica e il prezzo del gas, a cui l'elettricità all'ingrosso resta «strettamente legata». Il meccanismo è semplice: in ogni intervallo il prezzo lo fissa l'ultima offerta necessaria a coprire la domanda, e in molte ore è quella di una centrale a gas. Se il gas sale, sale il prezzo di tutti i kWh scambiati in quell'intervallo, anche di quelli solari o idroelettrici.
Le zone non sono uguali. A settembre 2026 la penisola e la Sardegna sono rimaste vicine alla media nazionale, mentre la Sicilia ha registrato in media 0,238 €/kWh, per i limiti di transito con il continente.
Come il PUN arriva in bolletta
Il PUN non compare in bolletta come voce. Entra nella spesa per la vendita di energia elettrica, e il modo dipende dal contratto.
| Contratto | Come si forma il prezzo dell'energia | Cosa succede se il PUN sale |
|---|---|---|
| Mercato libero, prezzo variabile | PUN Index del mese (talvolta per fascia) più uno spread fisso del venditore | Ogni mese di consumo paga il PUN di quel mese |
| Offerta PLACET variabile | PUN Index mensile più un margine del venditore bloccato per 12 mesi, il tutto maggiorato delle perdite di rete | Come sopra; il margine resta quello firmato |
| Mercato libero, prezzo fisso | Prezzo deciso dal venditore per la durata dell'offerta | Nulla fino al rinnovo |
| Servizio a tutele graduali (STG) | PUN Index ex post, dispacciamento e parametro d'asta del venditore | Il prezzo cambia ogni mese |
| Maggior tutela (solo vulnerabili) | Prezzo fissato da ARERA ogni trimestre sulle stime dei costi di acquisto | Il trimestre dopo incorpora le attese e recupera gli scostamenti |
Quanto pesa il PUN sul prezzo del kWh
Il PUN è il costo all'ingrosso; il kWh che paghi ha sopra altri strati. Con i valori ufficiali di settembre 2026 per un cliente nel servizio a tutele graduali, il prezzo variabile di un kWh si compone così:
| Voce | Valore |
|---|---|
| PUN Index GME (all'ingrosso) | 0,20754 €/kWh |
| Vendita STG, fascia unica (comprende il PUN, il dispacciamento e il parametro d'asta) | 0,246004 €/kWh |
| Rete, quota energia (σ3, UC3 e UC6) | 0,01473 €/kWh |
| Oneri di sistema ASOS e ARIM | 3,1515 c€/kWh e 0,1638 c€/kWh |
| Accisa, quando dovuta | 0,0227 €/kWh |
Vendita, rete e oneri sommano a 0,294 €/kWh, lo stesso totale che pubblica ARERA; con l'accisa si arriva a circa 0,317. Il PUN da solo ne vale quindi fra il 66 e il 71 %: circa due terzi. Poi si aggiunge l'IVA, e il kWh variabile arriva a 0,32–0,35 €.
Il calcolo è nostro e lascia fuori le quote fisse, che non dipendono dai consumi. La guida sul costo del kWh le aggiunge e spiega quando l'accisa si paga.
L'insegnamento pratico è che, quando il PUN raddoppia, la bolletta non raddoppia: sale la parte energia, mentre rete, oneri e quote fisse restano ferme. Con il PUN di settembre 2025, la metà di quello di settembre 2026, il peso dell'energia sul kWh era molto minore.
PUN e fotovoltaico: perché il tuo surplus non vale il PUN
Chi ha un impianto fotovoltaico vende il surplus con il Ritiro Dedicato. Il GSE lo valorizza ai prezzi zonali delle ore in cui lo immetti, non alla media nazionale del mese. Per gli impianti ammessi c'è un prezzo minimo garantito, 4,75 c€/kWh, confrontato a fine anno con il ricavo a prezzi zonali.

Due conseguenze.
- La media del mese non è il tuo prezzo. Il surplus si concentra nelle ore centrali dei giorni di sole, quando l'offerta solare è massima. Nel 2025, secondo il GME, i prezzi minimi dell'anno si sono registrati in diverse giornate di maggio, in mesi con un picco di produzione rinnovabile.
- Un PUN alto rende più prezioso l'autoconsumo. Ogni kWh che consumi direttamente evita il prezzo pieno del kWh variabile, che nel settembre 2026 era intorno a 0,32–0,35 € nello STG. Il kWh immesso vale il prezzo zonale di quell'ora.
Per questo, con prezzi all'ingrosso alti, conviene guardare a come spostare i consumi nelle ore di sole o accumulare l'energia, come spiega la guida all'impianto fotovoltaico con accumulo.
Dimensiona il tuo accumulo
Prezzo fisso o variabile: cosa ti dice il PUN, e cosa no
Il PUN di questo mese descrive il passato recente, non il prossimo anno. Un'offerta a prezzo fisso è un'assicurazione: paghi un premio per non subire i rialzi e rinunci ai ribassi.
Per confrontare le due strade, porta le offerte sulla stessa base. Un variabile a «PUN più 0,02 €/kWh» costa quanto un fisso a 0,19 €/kWh solo se il PUN medio dei prossimi dodici mesi sarà di 0,17 €/kWh. Se l'offerta applica il PUN anche alle perdite di rete, come fa la PLACET, il punto di pareggio scende ancora: la formula è nella scheda sintetica. È un calcolo da fare con le cifre delle offerte che hai davanti; i numeri di questo paragrafo sono solo un esempio.
Un riferimento pubblico esiste. Per aggiornare gli oneri del quarto trimestre 2026, ARERA ha usato uno scenario con un PUN medio di 0,16490 €/kWh nel 2026 e 0,15786 €/kWh nel 2027. Non è una previsione garantita né un prezzo di vendita. Ma un calcolo approssimato sulle medie mensili della tabella mostra che, per arrivare a quella media annua, l'ultimo trimestre 2026 dovrebbe restare sopra i livelli di settembre, mentre per il 2027 lo scenario indica un prezzo più basso.
Tre controlli prima di firmare:
- Durata del prezzo fisso e cosa succede al rinnovo.
- Spread o margine del variabile, e se è bloccato o modificabile.
- Spesa annua stimata nella scheda sintetica, da confrontare sul Portale Offerte di ARERA, come spiega la guida al mercato libero.
Gli errori più comuni sul PUN
Confondere €/MWh e €/kWh. Il valore in €/MWh è mille volte quello in €/kWh: il PUN di settembre 2026, 0,20754 €/kWh, vale circa 21 centesimi a kWh.
Credere che il PUN sia il prezzo in bolletta. È il costo all'ingrosso. Il kWh pagato da una famiglia costa molto di più, per rete, oneri, margini e imposte.
Scegliere un contratto annuale guardando il PUN di un giorno. Il prezzo cambia di ora in ora e di settimana in settimana; contano la media attesa e il prezzo dell'offerta.
Pensare che il surplus fotovoltaico sia pagato al PUN. È pagato ai prezzi zonali orari, con un minimo garantito annuale.
Dire che il PUN «non esiste più». Non esiste come prezzo di acquisto, ma il PUN Index GME è il riferimento dei contratti luce indicizzati.
Domande frequenti
Che cos'è il PUN?
È il prezzo medio all'ingrosso dell'energia elettrica sul mercato del giorno prima gestito dal GME. Dal 1° gennaio 2025 si chiama PUN Index GME: chi compra in borsa paga il prezzo della propria zona e l'indice ne fa la media ponderata sulle quantità. È il riferimento delle offerte luce a prezzo variabile.
Dove trovo il PUN di oggi?
Sul sito del GME, mercatoelettrico.org, negli esiti del mercato del giorno prima: i prezzi di domani sono pubblicati oggi. Per i contratti conta però la media del mese, che il GME riporta nella sua newsletter: a settembre 2026 è stata di 207,54 €/MWh.
Il PUN esiste ancora dopo il 2025?
Come prezzo di acquisto no: dal 1° gennaio 2025 gli acquisti in borsa si pagano ai prezzi zonali. Il nome sopravvive nel PUN Index GME, la media dei prezzi zonali che i contratti usano al posto del vecchio prezzo unico nazionale.
Come si converte il PUN da €/MWh a €/kWh?
Si divide per mille: 207,54 €/MWh sono 0,20754 €/kWh. È il prezzo all'ingrosso. In bolletta il kWh costa di più, perché si aggiungono dispacciamento, margine del venditore, rete, oneri di sistema, accise e IVA.
Con il Ritiro Dedicato il GSE paga il PUN?
No. L'energia immessa da un impianto fotovoltaico è pagata ai prezzi zonali delle ore in cui viene prodotta, con un prezzo minimo garantito confrontato su base annua. Un PUN medio alto non significa che il tuo surplus valga altrettanto, perché conta il prezzo delle ore di sole nella tua zona.
Meglio un'offerta a prezzo fisso o variabile quando il PUN è alto?
Dipende dal prezzo fisso che ti propongono, non dal PUN di oggi. Lo scenario che ARERA ha usato a fine settembre 2026 ipotizza un PUN medio di 164,90 €/MWh nel 2026 e di 157,86 €/MWh nel 2027, ma non è una previsione garantita. Confronta la spesa annua stimata sul Portale Offerte.
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