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Nel quarto trimestre 2026 un kWh di luce costa al cliente tipo vulnerabile 0,4343 €/kWh tutto compreso, secondo ARERA. Il kWh «in più», quello che conta per decidere se spostare o tagliare un consumo, nello stesso servizio costa circa 36–41 centesimi: la differenza sono le quote fisse, che paghi comunque.
Questa guida mostra come ricavare quei due numeri dalla tua bolletta e cosa cambiano per una pompa di calore, un'auto elettrica o un impianto fotovoltaico. Fa parte del tema contratto luce, con le guide sul PUN e su mercato libero o tutelato.
Quanto costa un kWh: prezzo medio e prezzo marginale
Il prezzo medio è il totale della bolletta diviso per i kWh consumati. Comprende la quota fissa del venditore, la quota fissa e la quota potenza della rete, che non dipendono da quanto consumi. Il prezzo marginale è quello di un kWh in più o in meno: solo le voci per kWh, accisa e IVA.
Per sapere quanto fa risparmiare un elettrodomestico efficiente, quanto costa ricaricare un'auto o quanto vale un kWh autoconsumato serve il secondo. Usare il primo gonfia il risparmio.
La prova che i conti tornano: aggiungendo le quote fisse di vendita e di rete, la quota potenza da 3 kW e l'accisa sui kWh oltre l'esenzione, il cliente tipo da 2.000 kWh/anno arriva a 43,43 centesimi per kWh, lo stesso valore di ARERA. Il conto torna solo se l'IVA si calcola anche sull'accisa.
Le voci della bolletta: lo «scontrino dell'energia»
Dal 1° luglio 2025 la bolletta del mercato libero e del servizio a tutele graduali segue il formato della delibera ARERA 315/2024, che ha sostituito la vecchia «Bolletta 2.0»; ARERA ne ha lasciato fuori la maggior tutela elettrica. La prima pagina ha un frontespizio unificato, il box dell'offerta con le condizioni del tuo contratto e lo scontrino dell'energia, che riassume la spesa in poche righe.
| Riga | Cosa paga | Come varia | Valori 2026 |
|---|---|---|---|
| Quota per consumi, vendita | Energia e servizio del venditore | Con i kWh, al prezzo dell'offerta | Dall'offerta |
| Quota per consumi, rete e oneri | Trasporto e oneri di sistema | Con i kWh | 0,01473 €/kWh, più oneri 3,1515 c€/kWh e 0,1638 c€/kWh |
| Quota fissa, vendita | Il venditore | Fissa, in €/anno | Dall'offerta; in tutela 42,287 €/anno |
| Quota fissa, rete | Distribuzione e misura del contatore | Fissa | 23,04 €/anno |
| Quota potenza | La potenza impegnata | Con i kW del contratto | 23,72 €/kW/anno |
| Accise e IVA | Imposte | Con i kWh e con il totale | 0,0227 €/kWh; IVA 10 % |
Le righe di rete, oneri e imposte sono uguali con qualsiasi venditore, nel mercato libero come in tutela. Quando confronti due offerte, guarda solo la parte vendita: prezzo per kWh e quota fissa.
Un caso particolare: chi non ha la residenza nell'abitazione paga anche una quota fissa di oneri, 95,09 €/anno, e l'accisa su ogni kWh.
Accise e IVA: perché il kWh marginale non ha un prezzo solo
L'accisa sull'elettricità nelle abitazioni è 0,0227 €/kWh. Nella casa di residenza con potenza fino a 3 kW i primi 150 kWh/mese sono esenti. La legge però recupera l'esenzione a chi consuma molto:
- con un contratto fino a 1,5 kW, ogni kWh oltre quella soglia riduce di uno i kWh esenti;
- con un contratto oltre 1,5 e fino a 3 kW, la riduzione scatta oltre i 220 kWh/mese.
Per un contratto da 3 kW nella casa di residenza, quindi, l'accisa sul kWh in più vale zero fino a 150 kWh al mese, l'aliquota piena fra 150 e 220, il doppio fra 220 e 370, quando il kWh in più è tassato e uno dei kWh esenti smette di esserlo, e di nuovo l'aliquota piena oltre. È per questo che la tabella sopra ha tre righe.
Le seconde case e le forniture oltre 3 kW pagano l'accisa su ogni kWh. L'energia prodotta da un impianto rinnovabile fino a 20 kW e consumata dal produttore non è soggetta ad accisa.
Potenza impegnata: cosa paghi e quando aumentarla
La quota potenza della rete vale 23,72 €/kW/anno nel 2026, componente UC6 compresa. La potenza si sceglie a passi di 0,5 kW fino a 6 kW.
Il contatore non scatta appena superi i kW del contratto. Il limitatore è tarato con un margine di almeno il 10 %. Sui contatori Open Meter di e-distribuzione, con un contratto da 3 kW puoi prelevare 3,3 kW senza limiti di tempo e fino a 4 kW per almeno 3 ore. Oltre quella soglia il limitatore interviene entro 2 minuti.
| Potenza impegnata | Quota potenza, IVA esclusa | Con IVA |
|---|---|---|
| 3 kW | 71,16 €/anno | 78,27 €/anno |
| 4,5 kW | 106,73 €/anno | 117,41 €/anno |
| 6 kW | 142,31 €/anno | 156,54 €/anno |
Passare da 3 a 4,5 kW costa quindi circa 39 € l'anno di quota potenza, più un contributo una tantum fissato da ARERA, che la guida al costo di installazione della wallbox mette in cifre. Nella casa di residenza c'è un secondo costo, spesso dimenticato: oltre i 3 kW si perde l'esenzione dall'accisa sui primi 150 kWh/mese. Con consumi fino a 220 kWh/mese vale circa 45 € l'anno IVA compresa (150 kWh per 12 mesi all'aliquota piena); si riduce fra 220 e 370 kWh e sparisce oltre, perché a quei consumi l'esenzione è già recuperata. Più potenza può servire con una pompa di calore da 8–10 kW termici, che da sola assorbe 2–3 kW elettrici nei momenti di punta, come spiega la guida su quanto consuma una pompa di calore, o con una wallbox.
Prima di aumentare, considera un gestore dei carichi che sospende la ricarica dell'auto quando la casa assorbe molto: la guida alla domotica spiega come funziona. La sperimentazione ARERA che portava a 5,5 kW la potenza notturna e festiva per chi ricarica l'auto non accetta nuove adesioni dal 30 giugno 2026.
Fasce orarie F1, F2, F3 e tariffa bioraria
Le fasce sono le stesse per tutti e le fissa ARERA:
| Fascia | Quando |
|---|---|
| F1 | Lunedì–venerdì, 8–19 |
| F2 | Lunedì–venerdì, 7–8 e 19–23; sabato 7–23 |
| F3 | Lunedì–sabato, 0–7 e 23–24; domeniche e festivi tutto il giorno |
| F23, bioraria | F2 più F3: feriali 19–8, sabato, domenica e festivi |
Contano come festivi 1 e 6 gennaio, lunedì dell'Angelo, 25 aprile, 1° maggio, 2 giugno, 15 agosto, 1° novembre, 8, 25 e 26 dicembre e, dal 2026, il 4 ottobre.
Sul mercato libero è il contratto a decidere se paghi un prezzo unico, per fasce o perfino un prezzo orario. La maggior tutela usa F1 e F23, lo STG le tre fasce separate.
Quando conviene la bioraria con pompa di calore, auto elettrica o fotovoltaico
Il punto chiave è la dimensione delle differenze. Ecco i prezzi di vendita per fascia ufficiali dell'autunno 2026:
| Servizio | F1 | F2 | F3 | Fascia unica |
|---|---|---|---|---|
| STG, settembre 2026 | 0,244693 €/kWh | 0,268042 €/kWh | 0,234434 €/kWh | 0,246004 €/kWh |
| Maggior tutela, IV trim. 2026 | 0,27379 €/kWh | F23: 0,27781 €/kWh | — | 0,27644 €/kWh |
Tre letture.
La sera è la fascia più cara. Nello STG di settembre la F2, cioè la sera dei giorni feriali e il sabato, costa oltre 3 centesimi più della F3. Nella maggior tutela la F23 costa più della F1: la bioraria, lì, è un piccolo svantaggio.
Con il profilo convenzionale le fasce non fanno risparmiare. Per la spesa annua stimata nella scheda sintetica delle offerte per fasce, ARERA impone a tutti i venditori la stessa ripartizione: 33 % dei consumi in F1, 31 % in F2, 36 % in F3. È una convenzione che rende confrontabili le offerte, non la misura dei consumi di una famiglia reale. Con i prezzi STG di settembre quel profilo paga circa 0,248 € per kWh di vendita, poco più della fascia unica. Per la tua casa conta la ripartizione che leggi in bolletta.
Spostare un carico vale pochi euro, autoconsumarlo molto di più.

Con una pompa di calore il margine è ancora più piccolo: d'inverno lavora a tutte le ore, e solo l'acqua calda sanitaria si può programmare. Con il fotovoltaico i prelievi dalla rete si spostano verso sera e notte, cioè proprio in F23: chi ha i pannelli ha più ragioni per scegliere un prezzo unico, o un'offerta con F23 davvero più bassa. Un'offerta a prezzo orario ha senso solo con carichi che si spostano da soli, come spiega la guida su Home Assistant e fotovoltaico.
Ricostruisci i consumi della tua casa voce per voce
Gli errori più comuni
Dividere il totale della bolletta per i kWh. È il prezzo medio: va bene per un confronto con l'anno prima, non per stimare un risparmio.
Calcolare il risparmio del fotovoltaico con il prezzo medio. Le quote fisse restano: si risparmia il prezzo marginale.
Aumentare la potenza «per sicurezza». È un costo fisso per sempre e, nella casa di residenza, oltre i 3 kW fa perdere l'esenzione dall'accisa; prima si gestiscono i carichi.
Scegliere la bioraria per abitudine. Va verificata sul prezzo F23 della tua offerta, non data per scontata.
Ignorare l'accisa nei mesi di consumo alto. Fra 220 e 370 kWh al mese, in una casa di residenza da 3 kW, ogni kWh in più paga l'accisa due volte.
Domande frequenti
Quanto costa un kWh di luce nel 2026?
Dipende da cosa misuri. Per il cliente tipo vulnerabile in maggior tutela ARERA indica 43,43 centesimi per kWh nel quarto trimestre 2026, quote fisse e imposte comprese. Il kWh in più, quello che risparmi spegnendo un apparecchio, nello stesso servizio costa circa 36–41 centesimi, secondo quanta accisa paghi.
Come si calcola il costo del kWh dalla bolletta?
Somma le voci che crescono con i consumi: prezzo della vendita per kWh, quota energia della rete, oneri di sistema e accisa, poi aggiungi l'IVA. Non dividere il totale della bolletta per i kWh: includeresti la quota fissa e la quota potenza, che restano anche se consumi meno.
Quali sono le fasce orarie F1, F2 e F3?
F1 va dalle 8 alle 19 dal lunedì al venerdì. F2 comprende le ore 7–8 e 19–23 dei giorni feriali e il sabato dalle 7 alle 23. F3 è la notte dalle 23 alle 7, dal lunedì al sabato, più domeniche e festivi interi; dal 2026 anche il 4 ottobre è festivo. La bioraria unisce F2 e F3 in una sola fascia, F23.
La tariffa bioraria conviene?
Solo se nella tua offerta la fascia F23 costa davvero meno della F1 e consumi molto la sera, la notte e nel fine settimana. Nella maggior tutela del quarto trimestre 2026 la F23 costa addirittura più della F1. E la differenza riguarda solo la parte vendita: rete, oneri e imposte sono uguali in tutte le fasce.
Quanto costa la potenza impegnata?
Nel 2026 la quota potenza della rete, componente UC6 compresa, vale 23,72 € per kW l'anno: 71,16 € per un contratto da 3 kW, più IVA. Passare da 3 a 4,5 kW costa circa 39 € l'anno IVA compresa, più un contributo una tantum fissato da ARERA. Nella casa di residenza si perde anche l'esenzione dall'accisa riservata ai contratti fino a 3 kW: fino a circa 45 € l'anno in più.
Chi paga l'accisa sulla luce?
Tutti, a 0,0227 € per kWh, tranne una quota esente nella casa di residenza con potenza fino a 3 kW: i primi 150 kWh al mese. Oltre una certa soglia l'esenzione si riduce, e le seconde case e i contratti oltre 3 kW pagano l'accisa su ogni kWh.
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