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Un termostato WiFi fa risparmiare nella misura in cui ti fa tenere la casa più fresca quando non serve: ENEA stima dal 5 % al 10 % di combustibile per ogni grado in meno di temperatura interna, mentre non pubblica una stima del risparmio dei termostati smart. Il WiFi in sé non risparmia nulla. Aggiunge il controllo dal telefono, una programmazione più comoda e, se il sistema ha i requisiti, l'accesso alla detrazione per la «building automation».
Questa guida spiega quanto vale davvero quel risparmio, quale termostato va con quale impianto e come ottenere la detrazione nel 2026. Fa parte del tema casa intelligente, con le guide su Home Assistant e sui costi della domotica.
Quanto si risparmia davvero con un termostato WiFi
Il calore che una casa disperde dipende dalla differenza fra la temperatura interna e quella esterna. Ogni grado in meno all'interno riduce quella differenza, e quindi il combustibile. Il termostato è lo strumento che lo rende possibile senza pensarci: abbassa la consegna di notte e quando la casa è vuota, la rialza prima del rientro.
L'etichetta energetica europea misura il contributo del dispositivo da solo. La comunicazione della Commissione 2014/C 207/02 divide i controlli in otto classi e assegna a ciascuna i punti percentuali che aggiunge all'efficienza stagionale del riscaldamento:
| Classe | Dispositivo | Contributo |
|---|---|---|
| I | Termostato d'ambiente acceso/spento | 1 % |
| II | Centralina climatica, generatore modulante | 2 % |
| III | Centralina climatica, generatore acceso/spento | 1,5 % |
| IV | Termostato a impulsi proporzionali (TPI), generatore acceso/spento | 2 % |
| V | Termostato d'ambiente modulante, generatore modulante | 3 % |
| VI | Centralina climatica con sensore ambiente, generatore modulante | 4 % |
| VII | Centralina climatica con sensore ambiente, generatore acceso/spento | 3,5 % |
| VIII | Controllo con almeno tre sensori ambiente, generatore modulante | 5 % |
Il confronto è istruttivo. Fra il termostato più semplice e il sistema più evoluto ci sono quattro punti di efficienza stagionale, che a grandi linee si traducono in qualche punto percentuale di consumo. Un solo grado di consegna in meno vale, secondo ENEA, dal 5 % al 10 %. La classe conta, ma conta di più come usi il termostato.
Termostato WiFi, cronotermostato e testa termostatica: le differenze
Il cronotermostato accende e spegne il generatore secondo un programma orario. Il termostato WiFi è un cronotermostato che si programma e si controlla dal telefono, spesso con funzioni in più: presenza in casa, finestra aperta, report dei consumi.
La testa termostatica si monta sulla valvola di un singolo radiatore e ne regola il flusso. Quella «smart» ha un motore, un sensore e una radio, e si programma stanza per stanza. ENEA stima che le valvole termostatiche riducano i consumi fino al 20 %, un valore massimo e non medio.
I due strumenti si combinano: le teste regolano le stanze, il termostato o il sistema che le coordina decide quando il generatore deve lavorare. Con almeno tre sensori ambiente e un generatore modulante si arriva alla classe VIII.
Con quale impianto funziona: caldaia, pompa di calore, termosifoni
| Impianto | Come si collega il termostato | Cosa verificare |
|---|---|---|
| Caldaia autonoma | Un contatto a due fili per il comando acceso/spento; oppure un protocollo modulante, per esempio OpenTherm o il bus del costruttore | Se la caldaia accetta la modulazione: è ciò che porta alla classe V |
| Pompa di calore aria-acqua | Comando ambiente del costruttore o ingresso dedicato | Che il termostato non annulli la curva climatica e la modulazione |
| Riscaldamento a pavimento | Come la caldaia o la pompa di calore | L'inerzia è alta: abbassamenti brevi servono poco |
| Condominio centralizzato | Teste o valvole di zona dell'appartamento | Ripartitori e regole dell'assemblea |
| Radiatori elettrici o split | Comando proprio dell'apparecchio | Che il termostato sappia comandare quel modello, di solito con un accessorio del costruttore |
Con la pompa di calore conviene essere prudenti. La macchina regola da sola la temperatura dell'acqua in funzione di quella esterna, la curva climatica, e rende meglio quando lavora a lungo a bassa potenza. Un termostato universale che la accende e la spegne come una caldaia può interferire con questa logica. La scelta più sicura è il comando ambiente del costruttore, o un modello che il costruttore dichiara compatibile. La guida sulla pompa di calore per termosifoni spiega perché la temperatura di mandata conta tanto.
In un condominio con riscaldamento centralizzato la termoregolazione per radiatore non è una scelta: il d.lgs. 102/2014 la impone, insieme alla contabilizzazione del calore, salvo che un tecnico documenti che non è tecnicamente possibile o efficiente in termini di costi.
Cablato o a batteria: l'installazione
Un termostato a batterie sostituisce di solito quello vecchio sugli stessi due fili della caldaia. Un termostato cablato a 230 V, come lo Smarther2 di BTicino, si monta invece a incasso in una scatola da muro, o a parete nella versione dedicata, e in entrambi i casi chiede quattro conduttori: due per l'alimentazione, due per il contatto della caldaia.

Ogni lavoro sull'impianto elettrico di casa ha una regola. Il D.M. 37/2008 chiede di affidare a un'impresa abilitata l'installazione, la trasformazione, l'ampliamento e la manutenzione straordinaria degli impianti, e l'impresa rilascia la dichiarazione di conformità. Ne è esclusa la manutenzione ordinaria. Per la detrazione il punto è chiuso: il vademecum ENEA chiede di conservare la dichiarazione di conformità, quindi serve un installatore abilitato.
Due dettagli pratici. Il WiFi deve arrivare bene dove metti il termostato, o al ponte radio che lo collega. E conviene sapere che cosa succede se internet cade: il catalogo BTicino, per esempio, dichiara che lo Smarther2 continua a funzionare in locale seguendo il programma impostato.
Termostato WiFi e detrazioni nel 2026
Il termostato può rientrare nella building automation dell'ecobonus, detraibile anche da sola, senza altri lavori; aliquote, massimali e scadenze sono nella guida a bonus ristrutturazione ed ecobonus 2026. Per le spese 2026 la detrazione è del 50 % sull'abitazione principale di chi la possiede e del 36 % negli altri casi, fino a 15.000 € di detrazione per unità, in dieci rate annuali.
Il vademecum ENEA aggiornato al 23 settembre 2026 fissa i requisiti. Il sistema deve:
- rientrare almeno nella classe B della norma EN 15232-1:2017;
- mostrare i consumi energetici su canali multimediali, anche con una misura indiretta;
- mostrare lo stato di funzionamento e la temperatura impostata;
- permettere da remoto accensione, spegnimento e programmazione settimanale.
La casa deve essere residenziale, esistente e già dotata di un impianto di riscaldamento. Il telefono o il tablet con cui lo comandi non sono detraibili. I documenti: scheda descrittiva sul portale ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori, schede tecniche dei dispositivi, dichiarazione di conformità, l'asseverazione del tecnico o, per impianti sotto 100 kW, la dichiarazione dell'installatore, e il bonifico «parlante».
Da verificare — ENEA non pubblica un elenco di modelli. Non tutti i termostati smart mostrano i consumi o dichiarano la classe B della EN 15232-1: un cronotermostato semplice non basta. Chiedi la dichiarazione al produttore o all'installatore prima di comprare, non dopo.
Per le spese 2027 le aliquote previste dalla legge in vigore scendono a 36 % e 30 %, salvo proroga nella legge di bilancio. Il Conto Termico 3.0 non copre la building automation delle abitazioni.
Le regole su temperatura e orari
Il D.P.R. 74/2013 vale anche per gli impianti autonomi. In casa la media delle temperature dei locali riscaldati non deve superare 20 °C più 2 °C di tolleranza. ENEA ricorda che 19 °C bastano al comfort.
| Zona | Periodo | Ore al giorno |
|---|---|---|
| A | 1° dicembre–15 marzo | 6 ore |
| B | 1° dicembre–31 marzo | 8 ore |
| C | 15 novembre–31 marzo | 10 ore |
| D | 1° novembre–15 aprile | 12 ore |
| E | 15 ottobre–15 aprile | 14 ore |
| F | nessun limite | nessun limite |
Fuori dalla zona F le ore vanno collocate fra le 5 e le 23. C'è però un'eccezione che riguarda proprio i termostati: per un impianto al servizio di una singola abitazione con un programmatore giornaliero a due livelli di temperatura, che spegne il generatore secondo le necessità, il limite di ore giornaliere non si applica. Restano il periodo stagionale e la temperatura massima. Il taglio di un grado e di un'ora deciso nel 2022 valeva solo per gli impianti a gas e solo per l'inverno 2022–2023.
Quale termostato WiFi scegliere: quattro domande
- Che generatore hai? Caldaia acceso/spento, caldaia modulante, pompa di calore o impianto centralizzato: la risposta decide il collegamento.
- Quanti locali vuoi regolare? Una sola zona si gestisce con un termostato; più stanze usate in orari diversi chiedono teste termostatiche. Le teste di tado X, per esempio, costano 99,99 € l'una a listino e richiedono un ponte Thread.
- Ti serve la detrazione? Allora servono la classe B della EN 15232-1, la misura dei consumi e un installatore abilitato.
- Funziona senza cloud e senza abbonamento? tado vende a parte AI Assist, con geolocalizzazione e finestra aperta, a 3,99 €/mese o 29,99 €/anno. Chi usa Home Assistant trova i modelli più recenti di tado tramite Matter, mentre la documentazione segnala dal 1° gennaio 2026 forti limiti alle richieste verso il cloud tado.
I marchi citati sono esempi per rendere concreti i criteri, non raccomandazioni: lo stesso ragionamento vale per Netatmo, Honeywell, i comandi dei costruttori di caldaie e pompe di calore e gli altri.
Stima la tua pompa di calore
Gli errori da evitare
Comprare il termostato e lasciarlo sul programma di fabbrica. Il risparmio viene dalla programmazione, non dall'app.
Mettere un termostato universale acceso/spento su una pompa di calore. Rischi di peggiorarne il rendimento.
Dare per scontata la detrazione. Senza i requisiti ENEA e la dichiarazione di conformità non spetta.
Ignorare l'abbonamento. Alcune funzioni «intelligenti» si pagano ogni anno.
Fissare 22 °C in tutta la casa. È il massimo consentito con la tolleranza, non una temperatura consigliata.
Domande frequenti
Quanto si risparmia con un termostato WiFi?
Il risparmio viene dai gradi e dalle ore in meno, non dal WiFi. ENEA stima che ogni grado in meno di temperatura interna faccia risparmiare dal 5 al 10 % di combustibile. L'etichetta energetica europea attribuisce invece al solo dispositivo di controllo da 1 a 5 punti di efficienza stagionale, secondo la classe. Un termostato che non programmi non fa risparmiare nulla.
Il termostato WiFi funziona con la pompa di calore?
Sì, se è compatibile con la sua regolazione. Una pompa di calore modula la temperatura dell'acqua con la curva climatica; un termostato universale che si limita ad accenderla e spegnerla può interferire con questa logica. Meglio il comando ambiente del costruttore o un modello che il costruttore dichiara compatibile.
Si può detrarre il termostato WiFi nel 2026?
Sì, se il sistema rientra nella «building automation» dell'ecobonus: 50 % sull'abitazione principale e 36 % negli altri casi per le spese 2026, fino a 15.000 € di detrazione per unità, in dieci rate annuali. Il sistema deve rientrare almeno nella classe B della norma EN 15232-1, mostrare i consumi e permettere la programmazione da remoto; servono dichiarazione di conformità e scheda ENEA entro 90 giorni.
Meglio un termostato WiFi o le valvole termostatiche?
Fanno cose diverse e si combinano. Il termostato decide quando accendere il generatore; le valvole regolano ogni radiatore, e ENEA stima che riducano i consumi fino al 20 %. In una casa con stanze usate in orari diversi conviene averli entrambi. In condominio con riscaldamento centralizzato la termoregolazione per radiatore è obbligatoria, salvo esenzione tecnica documentata.
Che temperatura si può tenere in casa d'inverno?
Il D.P.R. 74/2013 fissa per le abitazioni una media di 20 °C con 2 °C di tolleranza, e un numero massimo di ore giornaliere per zona climatica: 14 in zona E. ENEA ricorda che 19 °C bastano al comfort. Un impianto autonomo con programmatore a due livelli che spegne il generatore secondo necessità non ha il limite di ore giornaliere.
Serve un abbonamento per il termostato smart?
Dipende dal marchio. tado, per esempio, include l'app gratuita ma vende a parte AI Assist, con geolocalizzazione e rilevamento della finestra aperta, a 3,99 € al mese o 29,99 € l'anno sul suo sito a ottobre 2026. Prima di comprare verifica quali funzioni restano gratuite e se il termostato segue il programma anche senza internet.
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