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Due tecnici spingono un frigorifero combinato Bosch Serie 4 KGN39VLCT nel vano di una cucina appena montata, con il vecchio frigo imballato sul carrello.
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Bonus elettrodomestici 2026: chiuso, resta il bonus mobili

Il voucher fino a 100 € è finito il 31 dicembre 2025 e non è stato rinnovato. Nel 2026 resta la detrazione del 50 % su 5.000 €, legata a una ristrutturazione.

Aggiornato il 20 ottobre 2026 · 13 min di lettura

Scena generata con IA (Nano Banana Pro, Paper) a partire da foto di prodotti reali; non mostra un'installazione reale.

Indice

Il bonus elettrodomestici non c'è più. Era un contributo valido solo per il 2025: un voucher del 30 % sul prezzo di un grande elettrodomestico, fino a 100 €. Le domande si sono chiuse il 31 dicembre 2025 e la legge di bilancio 2026 non l'ha rinnovato. Nel 2026 l'unica agevolazione nazionale per comprare elettrodomestici è il bonus mobili. È una detrazione del 50 % su un massimo di 5.000 €, che però spetta solo a chi sta ristrutturando casa.

Bonus elettrodomestici 2026: c'è o no?

Ad oggi, no. Invitalia, il soggetto che gestiva le verifiche, indica la misura come «Chiuso». Il decreto direttoriale MIMIT del 14 luglio 2026 dà atto che «tutti i voucher emessi sono scaduti o sono stati utilizzati». Fissa poi al 4 settembre 2026 l'ultimo giorno per i rimborsi ai negozi, la sola attività rimasta aperta.

La legge di bilancio 2026, la 199/2025, non contiene alcuna norma sugli elettrodomestici. Al 20 ottobre 2026 non abbiamo trovato un nuovo bando né un decreto di rifinanziamento. Il sito del MIMIT non era raggiungibile durante la nostra verifica, quindi un atto pubblicato solo lì non lo possiamo escludere del tutto. Il disegno di legge di bilancio 2027 non era ancora pubblico.

Una conseguenza pratica: diffida di qualunque pagina o messaggio che offra di «prenotare il bonus elettrodomestici 2026» in cambio di dati o pagamenti. Se arriverà una nuova misura, passerà dai canali ufficiali, cioè app IO, MIMIT e Gazzetta Ufficiale.

Com'era il bonus elettrodomestici 2025

La legge 207/2024 lo aveva previsto «per l'anno 2025», con un decreto attuativo del 3 settembre 2025. Le regole servono ancora, se non altro per capire perché molte pagine parlano di requisiti che oggi non valgono più.

VoceRegola
Contributo30 % del prezzo, al massimo 100 €
Con ISEE bassoFino a 200 € con ISEE ordinario sotto i 25.000 €
QuantiUn solo elettrodomestico per nucleo familiare
CondizioneConsegna di un apparecchio dello stesso tipo e di classe inferiore, da avviare al riciclo
ProvenienzaProdotto in uno stabilimento nell'Unione europea
Classi minimeLavatrici, lavasciuga e forni A; cappe B; lavastoviglie e asciugatrici C; frigoriferi e congelatori D
Come si chiedevaApp IO o sito dedicato, con SPID o CIE; voucher valido 15 giorni
Fondi48,1 milioni di € per i consumatori, in ordine di domanda
Il bonus elettrodomestici 2025 in sintesi — Fonte: L. 207/2024, art. 1, cc. 107–111; D.M. 3 settembre 2025; decreto direttoriale MIMIT 22 ottobre 2025

Le domande sono partite alle 7 del 18 novembre 2025. Un decreto direttoriale del 23 dicembre ha fissato la chiusura alla fine della giornata del 31 dicembre, e i voucher sono stati resi disponibili nell'ordine di arrivo delle domande, fino a esaurire i fondi. Chi riceveva il voucher doveva usarlo in negozio entro la scadenza; il venditore lo scalava dal prezzo e veniva rimborsato in seguito.

Il voucher non si cumulava con altre agevolazioni, anche fiscali, sugli stessi costi. Non si potevano quindi usare insieme voucher e bonus mobili sullo stesso frigorifero.

Cosa resta nel 2026: il bonus mobili ed elettrodomestici

Il bonus mobili è una detrazione IRPEF, prorogata al 2026 dalla legge 199/2025. Vale il 50 % su un massimo di 5.000 € per unità immobiliare, mobili ed elettrodomestici insieme, e si recupera in dieci rate annuali. Le condizioni sono quattro.

Montatore che inserisce un forno da incasso Bosch Serie 4 HBA514BS3 nella colonna di una cucina nuova, con il piano a induzione Bosch già montato.
Il forno della cucina nuova rientra nel bonus mobili solo se sulla stessa casa ci sono lavori di ristrutturazione iniziati prima dell’acquisto, e va comunicato all’ENEA. — Scena generata con IA (Nano Banana Pro, Paper) a partire da foto di prodotti reali; non mostra un'installazione reale.
  • Una ristrutturazione sulla stessa casa. Spetta solo a chi detrae lavori di recupero edilizio su quella unità, o su una sua pertinenza. Se i lavori li paga un coniuge e i mobili l'altro, non spetta a nessuno dei due.
  • Lavori iniziati in tempo. Per gli acquisti 2026 i lavori devono essere iniziati dal 1° gennaio 2025, e comunque prima dell'acquisto. Non importa invece che le spese dei lavori siano pagate prima.
  • Pagamenti tracciabili. Bonifico o carta, anche a rate tramite una finanziaria. Il bonifico «parlante» non serve.
  • Il tetto è annuo e condiviso. Se nel 2025 hai già detratto mobili per gli stessi lavori, quella spesa si scala dai 5.000 € del 2026.

Nella spesa rientrano anche trasporto e montaggio. Gli acquisti di forni, frigoriferi, lavastoviglie, piani cottura elettrici, lavasciuga e lavatrici vanno comunicati all'ENEA. Una comunicazione tardiva o mancata, però, non fa perdere la detrazione.

Quali elettrodomestici e quali lavori danno diritto al bonus mobili

L'Agenzia delle Entrate elenca fra i grandi elettrodomestici frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavasciuga, asciugatrici e lavastoviglie. Ci sono anche apparecchi per la cottura, forni a microonde, stufe e radiatori elettrici, ventilatori e apparecchi per il condizionamento. Se l'apparecchio ha l'etichetta energetica servono almeno la classe A per i forni, la E per lavatrici, lavasciuga e lavastoviglie, la F per frigoriferi e congelatori. Gli apparecchi per cui l'etichetta non è obbligatoria rientrano comunque. Fra i mobili rientrano letti, armadi, tavoli, divani, materassi e lampade; restano fuori porte, pavimenti e tende.

Installatore che collega il tubo di carico di una lavatrice Bosch Serie 6 WGG244Z8IT al rubinetto nel bagno ristrutturato di un appartamento.
Per il bonus mobili basta una lavatrice in classe E, non la A che chiedeva il voucher 2025: conta che sulla stessa casa ci sia una ristrutturazione. — Scena generata con IA (Nano Banana Pro, Paper) a partire da foto di prodotti reali; non mostra un'installazione reale.

I lavori che aprono la strada sono la manutenzione straordinaria, il restauro e la ristrutturazione su un singolo appartamento. Fra gli esempi dell'Agenzia: bagni nuovi, scale interne, infissi con cambio di materiale o tipologia. Conta anche l'installazione di una stufa a pellet. Non bastano la tinteggiatura, il cambio dei pavimenti o degli infissi con altri uguali: in un appartamento sono manutenzione ordinaria. Sulle parti comuni del condominio vale anche la manutenzione ordinaria, ma solo per gli arredi di quelle parti.

Bonus mobili per inquilini, seconde case e più appartamenti

Qui il bonus mobili riserva una sorpresa. La sua aliquota è fissa: il 50 % spetta a chiunque detragga i lavori, anche quando i lavori stessi prendono solo il 36 %. Un inquilino che ristruttura con il consenso del proprietario, o chi sistema una seconda casa, recupera il 36 % sui lavori ma il 50 % sull'arredo. Nella stessa casa, quindi, l'arredo rende in proporzione più dei lavori che lo rendono possibile.

Il tetto di 5.000 € vale per ogni unità immobiliare, pertinenze comprese. Chi ristruttura due appartamenti ha due tetti distinti. Se invece la ristrutturazione unisce due unità in una o ne divide una in due, contano le unità che risultavano al catasto all'inizio dei lavori, non quelle che ci sono alla fine.

La detrazione si indica nella dichiarazione dei redditi, con il modello 730 o il modello Redditi, dall'anno successivo all'acquisto. Conserva le ricevute del bonifico o della carta, l'estratto conto con l'addebito, le fatture o gli scontrini con il tuo codice fiscale e la descrizione dei beni. Tieni anche la documentazione della classe energetica di ogni elettrodomestico. Lo scontrino senza codice fiscale è accettato se riporta natura, qualità e quantità dei beni e si collega al pagamento con carta.

I casi che confondono: caldaia, Ecobonus e condizionatori

La caldaia a gas. Dal 1° gennaio 2025 sostituire la caldaia con un'altra caldaia a gas o gasolio non è più un lavoro detraibile. L'Agenzia precisa che, di conseguenza, non apre più il bonus mobili. Le alternative alla caldaia fossile sono nella guida alla sostituzione della caldaia.

L'Ecobonus. I lavori portati in Ecobonus, come il solare termico o il cambio dell'impianto di riscaldamento, non danno diritto al bonus mobili. Se l'arredo conta, può pesare nella scelta fra Ecobonus e bonus ristrutturazione, che nel 2026 hanno la stessa aliquota.

Il condizionatore. Per il bonus mobili è un grande elettrodomestico come gli altri. Se però sostituisce il riscaldamento come pompa di calore, può avere detrazioni proprie o il Conto Termico 3.0. Ogni spesa si porta in una sola agevolazione.

Per capire quanto ti fa risparmiare un apparecchio di classe migliore, parti da quanto costa davvero un kWh in bolletta: il risparmio vale i kWh evitati per il prezzo variabile, non per la media della bolletta.

Calcola quanto consumano i tuoi elettrodomestici

Gli errori più comuni

  • Cercare la domanda in app IO. La funzione è chiusa dal 31 dicembre 2025; chi chiede dati per «sbloccare» il bonus 2026 non è un canale ufficiale.
  • Comprare prima di iniziare i lavori. La data di inizio lavori deve precedere l'acquisto; per provarla bastano il titolo edilizio, la comunicazione all'ASL se dovuta o una dichiarazione sostitutiva.
  • Pagare in contanti o con assegno. La detrazione si perde.
  • Confondere le classi. La lavatrice in classe A era un requisito del voucher, non del bonus mobili.
  • Aspettare il 2027. A legge vigente il bonus mobili copre solo gli acquisti fino al 31 dicembre 2026.
  • Contare di passarlo a chi compra casa. Le rate residue del bonus mobili non si trasferiscono né all'acquirente né agli eredi.

Le altre agevolazioni per la casa, dalle detrazioni al Conto Termico, sono raccolte nel tema detrazioni e incentivi.

Domande frequenti

Il bonus elettrodomestici c'è ancora nel 2026?

No. Era una misura solo per il 2025: le domande si sono chiuse il 31 dicembre 2025, i voucher sono stati tutti usati o sono scaduti e la legge di bilancio 2026 non l'ha rifinanziato. Invitalia, che lo gestiva, lo indica come chiuso. Al 20 ottobre 2026 non abbiamo trovato un nuovo bando, e il disegno di legge di bilancio 2027 non era ancora pubblico.

Come funzionava il bonus elettrodomestici?

Era un voucher da chiedere in app IO o sul sito dedicato, con SPID o CIE, valido 15 giorni. Copriva fino al 30 % del prezzo di un solo grande elettrodomestico, con un massimo di 100 €, o 200 € con ISEE sotto i 25.000 €. Bisognava consegnare un apparecchio vecchio dello stesso tipo e di classe inferiore, e il nuovo doveva essere prodotto nell'Unione europea.

Che cosa posso usare al posto del bonus elettrodomestici?

Il bonus mobili ed elettrodomestici: una detrazione IRPEF del 50 % su un massimo di 5.000 € di spesa, recuperata in dieci anni. Spetta solo a chi detrae anche lavori di ristrutturazione sulla stessa casa, iniziati dal 1° gennaio 2025 e prima dell'acquisto. Gli acquisti vanno fatti entro il 31 dicembre 2026.

Quali elettrodomestici rientrano nel bonus mobili 2026?

I grandi elettrodomestici: frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavasciuga, asciugatrici, lavastoviglie, piani cottura, forni e microonde, stufe e radiatori elettrici, ventilatori e condizionatori. Con l'etichetta energetica servono almeno la classe A per i forni, la E per lavatrici, lavasciuga e lavastoviglie, la F per frigoriferi e congelatori.

Il bonus mobili vale anche nel 2027?

Non a legge vigente. La norma copre gli acquisti dal 2022 al 2026, e al 20 ottobre 2026 nessun testo approvato lo prorogava. Chi ha lavori in corso e intende arredare farebbe bene a pagare gli acquisti entro il 31 dicembre 2026.

Posso pagare il bonus mobili in contanti?

No. Servono un bonifico o una carta di debito o di credito; assegni e contanti fanno perdere la detrazione. Non serve il bonifico «parlante» dei lavori di ristrutturazione: un bonifico ordinario va bene. Conserva fatture o scontrini con natura, qualità e quantità dei beni.

Incentivi locali

Alcuni enti locali aggiungono un proprio contributo a quello nazionale. 5 misure sono aperte in 4 regioni; il dettaglio e le condizioni sono sulla pagina di ogni regione.