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Serramentista su un trabattello che sigilla il giunto esterno di una finestra nuova in PVC bianco Finstral sulla facciata intonacata di una palazzina, con il vecchio serramento in legno appoggiato al parapetto e una persiana verde chiusa accanto.
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Bonus infissi 2026: detrazione, requisiti e documenti

Nel 2026 gli infissi si detraggono al 50 % sulla prima casa e al 36 % negli altri casi, in dieci anni: trasmittanza richiesta, spese ammesse, ENEA e IVA.

Aggiornato il 22 ottobre 2026 · 14 min di lettura

Indice

Il bonus infissi 2026 è una detrazione IRPEF del 50 % sulla spesa per sostituire finestre, portefinestre e portoncini, se sei proprietario e l'immobile è la tua abitazione principale, e del 36 % in ogni altro caso. Si recupera in 10 anni e la scelta è fra ecobonus e bonus ristrutturazione, con le stesse aliquote. A legge vigente, dal 2027 le aliquote scendono: conta la data del bonifico.

Il requisito più facile da sbagliare è tecnico, non fiscale: l'Uw dei nuovi infissi deve stare sotto un limite che dipende dalla zona climatica, e quella dei vecchi sopra.

Bonus infissi 2026: quanto vale e chi ha il 50 %

È il lavoro più frequente dell'ecobonus: per i lavori conclusi nel 2025 l'ENEA ha ricevuto 162.622 schede per la sola sostituzione di infissi. I requisiti sono tecnici e sul preventivo non si vedono, per questo conviene controllarli prima di firmare.

L'aliquota maggiorata richiede due condizioni insieme. Chi paga deve essere proprietario o titolare di un diritto reale, come usufrutto, uso, abitazione o superficie. E l'immobile deve essere la sua abitazione principale. Tutti gli altri hanno il 36 %: inquilini, comodatari, familiari conviventi che pagano, chiunque cambi gli infissi di una seconda casa. Il quadro completo è nella guida al bonus ristrutturazione e all'ecobonus 2026.

Per gli infissi l'ecobonus ha un tetto sulla detrazione, non sulla spesa: 60.000 € per unità immobiliare. Se i lavori sono contestuali all'isolamento delle pareti, del tetto o dei pavimenti della stessa unità, il tetto è unico: 60.000 € in tutto, per infissi e involucro opaco insieme. Oltre i 75.000 € di reddito, dal 2025 vale anche un plafond annuo sulle detrazioni, con un importo base di 14.000 € fino a 100.000 € di reddito.

Ecobonus o bonus ristrutturazione per gli infissi: quale scegliere

Le aliquote del 2026 sono le stesse, quindi la scelta non riguarda più la percentuale. Riguarda la trasmittanza da raggiungere e il tetto da rispettare. Sulla stessa spesa se ne usa una sola: lo dice l'ENEA nelle FAQ sul Bonus Casa.

Ecobonus (art. 14)Bonus ristrutturazione (art. 16-bis)
Aliquota 202650 % prima casa, 36 % altri casiUguale
Limite60.000 € di detrazione per unità96.000 € di spesa per unità, condivisi con gli altri lavori
Trasmittanza richiestaSoglia dell'ecobonus, per esempio 1,30 W/m²K in zona EMinimo di legge, per esempio 1,40 W/m²K in zona E
ENEAScheda entro 90 giorni dalla fine dei lavoriComunicazione entro 90 giorni dalla fine dei lavori
Ecobonus e bonus ristrutturazione per gli infissi — Fonte: ENEA, vademecum «Serramenti e infissi» e FAQ Bonus Casa; Agenzia delle Entrate, guide 2026
Albero decisionale: se l’Uw dopo i lavori sta sotto la soglia dell’ecobonus si usa l’ecobonus, con un tetto di 60.000 € di detrazione; se la manca ma rispetta il minimo di legge si passa al bonus ristrutturazione, con un tetto di 96.000 € di spesa; altrimenti non c’è detrazione.
Con i vecchi infissi sopra la soglia, una finestra nuova che la manca può ancora rispettare il minimo di legge: è la nostra lettura delle FAQ ENEA, da far confermare al tecnico.

Nelle stesse FAQ l'ENEA scrive che per il bonus ristrutturazione valgono i requisiti minimi di legge, «generalmente meno stringenti» di quelli dell'ecobonus. Ne segue, nella nostra lettura, un caso concreto: una finestra in zona E con Uw 1,35 manca la soglia dell'ecobonus, ma rispetta il minimo di legge, e può passare dal bonus ristrutturazione, con la stessa aliquota ma dentro il tetto di spesa condiviso. L'Agenzia delle Entrate non tratta questo caso in modo esplicito: fatti confermare la scelta dal tecnico o dal CAF prima di firmare. Se poi cambi materiale o tipologia dell'infisso, per l'Agenzia è anche manutenzione straordinaria, che rientra nel bonus ristrutturazione. Se invece fai nello stesso anno cappotto o pompa di calore, l'ecobonus, con tetti propri per tipo di lavoro, lascia più spazio.

Che trasmittanza devono avere gli infissi per il bonus

La trasmittanza che conta è l'Uw dell'intera finestra, calcolata o provata secondo la norma, non quella del solo vetro. La soglia dell'ecobonus dipende dalla zona climatica.

ZonaEsempiSoglia ecobonusMinimo di legge
A e BPalermo2,60 W/m²K3,00 W/m²K
CNapoli, Bari1,75 W/m²K2,00 W/m²K
DRoma1,67 W/m²K1,80 W/m²K
EMilano, Torino1,30 W/m²K1,40 W/m²K
FCuneo1,00 W/m²K1,10 W/m²K
Uw massima della finestra dopo la sostituzione — Fonte: D.M. 6 agosto 2020, allegato E, tabella 1; D.M. 28 ottobre 2025, appendice B, tabella 4

Tre precisazioni. La prima: l'Uw prima dei lavori deve superare la soglia, altrimenti la sostituzione non è agevolabile, perché non migliora la situazione. Se non hai i dati dei vecchi infissi, l'ENEA mette a disposizione un algoritmo per stimarli, e il valore può comparire nella certificazione del produttore. La seconda: per le finestre esposte da est a ovest passando per sud i requisiti minimi chiedono anche un fattore solare totale non oltre 0,35, considerato soddisfatto se c'è una chiusura oscurante. La terza: per i lavori iniziati dal 3 giugno 2026 si applica il D.M. 28 ottobre 2025, per quelli precedenti il testo del 2015. Il confronto con le medie realmente installate, e come arrivarci, è nella guida agli infissi.

Quali spese degli infissi si detraggono

L'ENEA e l'Agenzia delle Entrate elencano come spese ammissibili:

  • la fornitura e la posa di una nuova finestra, di un portoncino d'ingresso o di un lucernario in sostituzione dell'esistente;
  • le integrazioni e sostituzioni dei componenti vetrati, cioè anche il solo vetro;
  • l'isolamento o la sostituzione dei cassonetti, nel rispetto degli stessi limiti di trasmittanza;
  • scuri, persiane e avvolgibili con i relativi accessori, se sostituiti insieme agli infissi o al solo vetro;
  • le prestazioni professionali, come la documentazione tecnica e la direzione dei lavori, e le opere edilizie funzionali all'intervento.

Restano fuori le nuove aperture e le nuove installazioni, perché l'intervento deve sostituire elementi esistenti. Se cambiano posizione o dimensioni, l'ecobonus vale per un numero intero di infissi la cui superficie complessiva non superi quella degli infissi esistenti. L'infisso deve poi delimitare un volume già riscaldato verso l'esterno o verso un vano non riscaldato, e l'edificio deve avere un impianto di climatizzazione invernale.

C'è anche un costo massimo al metro quadro, che il tecnico verifica quando assevera la congruità: per le zone A, B e C è 660 €/m² per il solo serramento e 780 €/m² con la chiusura oscurante; per le zone D, E ed F 780 €/m² e 900 €/m². Sono valori al netto di IVA, posa e parcelle, e vanno rispettati anche quando non serve l'asseverazione.

Documenti e passaggi: dal preventivo alla dichiarazione dei redditi

  1. Controlla i requisiti prima di firmare. Zona climatica, Uw dei vecchi infissi, impianto di riscaldamento presente, e Uw dichiarata dei nuovi per ogni modello.
  2. Firma contratto e fattura con il valore dei serramenti separato dalla posa. La fattura deve indicare il valore dei beni significativi, e questo cambia l'IVA, come vedi più sotto.
  3. Paga con il bonifico «parlante». La causale cita la norma, numero e data della fattura, il tuo codice fiscale e la partita IVA dell'impresa. La banca trattiene all'impresa una ritenuta dell'11 %, che non è un costo in più per te.
  4. Invia la scheda all'ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori, solo dal portale bonusfiscali.enea.it. Per una singola unità la scheda può compilarla il beneficiario. Se sostituisci anche le tapparelle, nella scheda va spuntata la voce «installazione di chiusura oscurante pertinente» e va indicato l'importo totale, infissi e chiusure insieme.
  5. Conserva i documenti: la scheda con il codice CPID e l'email dell'ENEA, le schede tecniche con la marcatura CE e la dichiarazione di prestazione, la dichiarazione del produttore o l'asseverazione, le fatture e le ricevute dei bonifici.
  6. Riporta le rate in dichiarazione per 10 anni.

Per la sola sostituzione di finestre in una singola unità immobiliare l'asseverazione del tecnico può essere sostituita da una dichiarazione del fornitore, dell'assemblatore o dell'installatore, e non serve l'attestato di prestazione energetica. Il tecnico abilitato resta necessario negli altri casi, per esempio sulle parti comuni di un condominio. Chi detiene l'immobile senza esserne proprietario deve conservare anche il consenso del proprietario ai lavori.

IVA sugli infissi: aliquota ridotta o ordinaria

Sui lavori di manutenzione delle abitazioni l'IVA ridotta al 10 % si applica ai servizi e ai beni forniti dall'impresa che esegue i lavori. Ma gli infissi sono tra i «beni significativi» elencati dal decreto del 29 dicembre 1999. Per questi beni l'aliquota ridotta vale solo fino a concorrenza del valore della prestazione, al netto del valore dei beni stessi; sul resto si applica l'aliquota ordinaria del 22 %.

Per questo conviene comprare i serramenti dall'installatore che li posa e farsi indicare in fattura il valore dei beni significativi. Comprarli da soli, per risparmiare sul prezzo, fa perdere l'aliquota ridotta su tutto il loro valore. Le parti staccate che hanno una propria autonomia funzionale si valutano come prestazione, quelle che fanno parte integrante dell'infisso come bene: è un punto che l'Agenzia delle Entrate lascia al caso concreto, quindi chiedi come l'impresa le ha classificate.

Conto Termico, sconto in fattura e 2027

Il Conto Termico 3.0 ammette gli infissi solo negli edifici non residenziali: alle famiglie finanzia generatori e scaldacqua. Lo sconto in fattura e la cessione del credito sono chiusi per i lavori nuovi dal 17 febbraio 2023: la detrazione si usa solo nella dichiarazione dei redditi, e vale quanto l'IRPEF che hai da pagare.

Nel 2027, a legge vigente, la detrazione per gli infissi scende al 36 % sulla prima casa e al 30 % negli altri casi. Il disegno di legge di bilancio 2027 non era ancora pubblico al 20 ottobre 2026. Conta la data del bonifico, non quella della posa: un acconto pagato a dicembre 2026 prende l'aliquota del 2026.

Gli errori più comuni

  • Cambiare infissi già a norma. Se l'Uw esistente è già sotto la soglia, la sostituzione non è agevolabile: controllala prima, non dopo.
  • Fidarsi del solo Ug del vetro. La soglia riguarda l'Uw della finestra, telaio e distanziatore compresi: l'esempio è nella guida agli infissi.
  • Comprare i serramenti per conto proprio. Il vantaggio sul prezzo si perde con l'IVA, come nella seconda riga della tabella.
  • Dimenticare il cassonetto. Isolarlo o sostituirlo rientra nella stessa detrazione, e lasciarlo com'è vanifica parte del lavoro.
  • Mandare la scheda ENEA in ritardo o non conservare l'email di conferma. È il documento che prova la corretta trasmissione.
  • Aspettare il 2027. A legge vigente l'aliquota sulla prima casa scende, e il rinvio può costare più di uno sconto sul prezzo.

Per le tapparelle sostituite da sole, le tende e le schermature esterne, che hanno regole proprie, vedi la guida alle tapparelle e alle persiane.

Domande frequenti

Quanto è il bonus infissi nel 2026?

Il 50 % della spesa se paga il proprietario, o il titolare di un diritto reale, e l'immobile è la sua abitazione principale; il 36 % in tutti gli altri casi, inquilini compresi. Si recupera in dieci rate annuali dall'IRPEF. Con l'ecobonus il tetto è di 60.000 € di detrazione per unità immobiliare.

Quale trasmittanza devono avere gli infissi per il bonus?

Per l'ecobonus l'Uw della finestra dopo i lavori deve essere uguale o inferiore a 2,60 W/m²K nelle zone A e B, 1,75 in zona C, 1,67 in D, 1,30 in E e 1,00 in F, e prima dei lavori deve superare quel limite. Per il bonus ristrutturazione valgono i requisiti minimi di legge: 3,00, 2,00, 1,80, 1,40 e 1,10 W/m²K per i lavori iniziati dal 3 giugno 2026.

Si possono detrarre solo i vetri?

Sì: l'ecobonus ammette anche le integrazioni e le sostituzioni dei componenti vetrati. Ma l'Uw dell'intera finestra dopo i lavori deve rispettare il limite della tua zona climatica, e con un telaio vecchio questo di solito non succede nelle zone E ed F.

Tapparelle, persiane e porta d'ingresso sono detraibili?

Sì, se le sostituisci insieme agli infissi o al solo vetro: rientrano nella stessa detrazione e nella stessa scheda ENEA, spuntando «installazione di chiusura oscurante pertinente». Rientra anche il portoncino che delimita il volume riscaldato, se rispetta i limiti. Le tapparelle sostituite da sole seguono regole diverse.

Entro quanto va fatta la comunicazione all'ENEA?

Entro 90 giorni dalla fine dei lavori o dal collaudo, solo sul portale bonusfiscali.enea.it. Per una singola unità immobiliare puoi compilare la scheda da solo; l'ENEA ti manda per email il codice CPID, che va conservato insieme alla scheda.

Si può ancora avere lo sconto in fattura per gli infissi?

No, per i lavori nuovi. Il D.L. 11/2023 ha bloccato sconto in fattura e cessione del credito dal 17 febbraio 2023 e il D.L. 39/2024 ha ristretto le eccezioni dal 30 marzo 2024. Nel 2026 la detrazione si usa solo in dichiarazione dei redditi, contro la propria IRPEF.

Incentivi locali

Alcuni enti locali aggiungono un proprio contributo a quello nazionale. 5 misure sono aperte in 4 regioni; il dettaglio e le condizioni sono sulla pagina di ogni regione.

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