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Bonus condizionatori 2026: detrazioni e Conto Termico

Il bonus per un condizionatore dipende da cosa sostituisce, non dal modello: detrazione al 50 o 36 %, Ecobonus, Conto Termico e bonus mobili, caso per caso.

Aggiornato il 22 ottobre 2026 · 14 min di lettura

Indice

Nel 2026 non esiste un «bonus condizionatori» a sé: per un condizionatore vale quello che spetta alla pompa di calore, e cambia con ciò che sostituisce. Se il modello fa anche caldo, la detrazione del bonus ristrutturazione spetta quasi sempre: 50 % sulla prima casa del proprietario, 36 % altrimenti, in dieci rate. Se rimpiazza un riscaldamento esistente puoi scegliere anche l'Ecobonus o il Conto Termico 3.0, ma uno solo per la stessa spesa. Un modello solo freddo non ha niente di energetico.

Prezzi e IVA sono nella guida al costo di installazione di un condizionatore; qui trovi quale strada vale nel tuo caso.

Che bonus c'è per un condizionatore nel 2026?

AgevolazioneCosa dàQuando vale per un condizionatore
Bonus ristrutturazioneDetrazione IRPEF in dieci rateModello a pompa di calore, anche se si aggiunge a un riscaldamento esistente
EcobonusStessa detrazione, con più requisiti tecniciPompa di calore che sostituisce, anche in parte, l'impianto di riscaldamento
Conto Termico 3.0Contributo in denaro del GSE, in una rataSplit o multisplit fino a 12 kW che sostituisce per intero un riscaldamento esistente
Bonus mobiliDetrazione sul prezzo del grande elettrodomesticoSolo con una ristrutturazione iniziata dall'anno prima
Bonus elettrodomesticiVoucher del 2025Chiuso; i condizionatori non erano fra le categorie
Le agevolazioni 2026 che possono toccare un condizionatore — Fonte: ENEA, vademecum Pompe di calore del 23 settembre 2026 e tabella Bonus Casa; Agenzia delle Entrate, guide di febbraio e gennaio 2026; D.M. 7 agosto 2025

Quale bonus vale nel tuo caso

Contano tre domande: il condizionatore fa anche caldo? Sostituisce un impianto di riscaldamento che c'è già? La casa ha già un riscaldamento?

SituazioneCosa puoi chiedereDa sapere
Lo split sostituisce tutto il riscaldamento esistenteBonus ristrutturazione o Ecobonus; in alternativa Conto TermicoIl vecchio generatore va smontato e smaltito
Lo split scalda una parte della casa, l'unica caldaia scalda il restoBonus ristrutturazione o EcobonusL'ENEA chiede che un tecnico dimostri il risparmio di energia primaria. Il GSE ammette la sostituzione parziale solo con più generatori
Lo split si aggiunge a una caldaia che continua a scaldare le stesse stanzeSolo bonus ristrutturazionePer l'ENEA è un'integrazione: niente Ecobonus, e niente Conto Termico
La casa non ha alcun riscaldamentoBonus ristrutturazione, con una conferma scritta del tecnicoL'Ecobonus chiede un impianto già esistente; il Conto Termico un impianto esistente al 25 dicembre 2025
Il modello è solo freddo o portatileNessuna agevolazione energeticaNon è una pompa di calore e non è nell'elenco ENEA
Sei inquilino o comodatarioDetrazione al 36 %, con il consenso del proprietarioLa dichiarazione di consenso va conservata
Cosa vale in sei situazioni tipiche — Fonte: ENEA, FAQ Ecobonus 5.D, 8.D e 9.D e FAQ Bonus Casa 1.D; D.M. 7 agosto 2025, artt. 8 e 10; GSE, regole applicative (webinar del 3 febbraio 2026); vademecum ENEA Pompe di calore
Albero decisionale: se il condizionatore fa solo freddo non c’è un bonus energetico; se fa anche caldo ma si aggiunge al riscaldamento vale il bonus ristrutturazione; se lo sostituisce in parte si sceglie fra bonus ristrutturazione ed Ecobonus; se lo sostituisce tutto anche il Conto Termico.
La macchina fa anche caldo, e quanto riscaldamento sostituisce? Il Conto Termico chiede che lo sostituisca tutto; in ogni ramo si sceglie una sola agevolazione.

Sulla casa senza riscaldamento l'ENEA scrive che i dati di una pompa di calore vanno comunicati anche quando è una «nuova installazione»; una risposta dell'Agenzia delle Entrate su quel caso non l'abbiamo trovata. Fatti confermare per iscritto dal tecnico che la spesa rientra.

Bonus ristrutturazione per il condizionatore: requisiti e scadenze

È la strada con meno condizioni. La detrazione è del 50 % se sei proprietario, o titolare di un diritto reale, e la casa è la tua abitazione principale; del 36 % in ogni altro caso, inquilini e familiari conviventi compresi. Si calcola su una spesa massima di 96.000 € per unità immobiliare, condivisa con gli altri lavori di ristrutturazione, e si recupera in 10 anni.

  • Bonifico «parlante», con causale che cita la norma, il tuo codice fiscale e la partita IVA o il codice fiscale di chi incassa.
  • Comunicazione all'ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori, su bonusfiscali.enea.it: la pompa di calore è nell'elenco ENEA dei lavori di risparmio energetico.
  • IVA: sui lavori di manutenzione è 10 %, ma il condizionatore è un bene significativo e una parte del suo valore paga 22 %.
  • Anno di pagamento: conta quando paghi. Le spese del 2026 hanno 50 % e 36 %; per quelle del 2027 la legge in vigore prevede 36 % e 30 %, salvo proroga: al 20 ottobre 2026 non era pubblicato il testo della legge di bilancio 2027.
  • IRPEF capiente: la detrazione non diventa rimborso. Con imposte basse una parte della rata si perde.

Ecobonus o bonus ristrutturazione: cosa cambia nel 2026

Fino al 2024 l'Ecobonus rendeva il 65 % e il bonus ristrutturazione il 50 %: per questo si cercava il «bonus climatizzatori al 65 %». Dal 2025 l'Ecobonus ha un'unica aliquota, la stessa del bonus ristrutturazione: 50 % sulla prima casa, 36 % altrove. Per un condizionatore la scelta non riguarda più la percentuale, ma requisiti e carte.

Secondo il vademecum ENEA del 23 settembre 2026 l'Ecobonus chiede che:

  • la pompa di calore sostituisca, in tutto o in parte, un impianto esistente, e non sia una nuova installazione;
  • la potenza del nuovo generatore non superi di oltre il 10 % quella del generatore sostituito, salvo verifica dimensionale UNI 12831;
  • COP ed EER rispettino i minimi dell'allegato F del D.M. 6 agosto 2020, ridotti del 5 % per gli inverter, più, dal 4 febbraio 2026, le condizioni sul rendimento stagionale del D.Lgs. 5/2026;
  • la scheda ENEA parta entro 90 giorni, e tu conservi la dichiarazione di conformità e l'asseverazione di un tecnico abilitato. Sotto i 100 kW basta la dichiarazione del fornitore sui requisiti e, se usi tu la detrazione, non serve l'asseverazione di congruità; il prezzo dell'apparecchio deve però restare entro il massimale di 720 €/kWt di potenza termica per una pompa aria/aria elettrica.

Il tetto di 30.000 € è sulla detrazione e un monosplit non lo sfiora. Se la macchina non rispetta qualche condizione resta il bonus ristrutturazione, che chiede i requisiti minimi di legge sugli impianti (D.M. 26 giugno 2015, aggiornato dal D.M. 28 ottobre 2025), non quelli dell'Ecobonus. Chiedi al tecnico quali valgano per la tua macchina.

Conto Termico per i climatizzatori: quando si può chiedere

Il Conto Termico 3.0 paga in denaro il calore che la nuova macchina sostituisce. Per uno split o multisplit a pompa di calore fino a 12 kW servono un riscaldamento esistente al 25 dicembre 2025, uno SCOP di almeno 3,8 (3,42 con refrigeranti a basso GWP) e una potenza dimensionata sul fabbisogno e certificata da un tecnico. Le regole applicative del GSE chiudono il caso dello split che affianca la caldaia: la sostituzione deve essere integrale, parziale solo se l'impianto aveva più generatori. La pompa «add on» accanto a una caldaia a condensazione è un'altra voce, che per le aria/aria vale solo negli edifici con vincoli architettonici. Conserva il certificato di smaltimento del vecchio generatore.

Le famiglie non possono prenotare: la domanda si presenta sul Portaltermico a lavori finiti, entro 90 giorni, a pena di inammissibilità. Il GSE trattiene il 1 % del contributo, fino a 250 €. Nel 2026 i privati hanno 450 milioni di € e il portale è già stato chiuso una volta, da fine febbraio al 13 aprile: verifica che sia aperto prima del lavoro. La formula completa è nella guida al Conto Termico 3.0.

Esempio: detrazione o Conto Termico per lo stesso split

Bonus mobili e bonus elettrodomestici per il condizionatore

L'Agenzia delle Entrate elenca fra i grandi elettrodomestici gli «apparecchi per il condizionamento»: il condizionatore può quindi stare nel bonus mobili, 50 % su un massimo di 5.000 €, in dieci rate, per gli acquisti del 2026. Serve una ristrutturazione della casa iniziata dal 1° gennaio 2025, per esempio la sostituzione degli infissi con cambio di materiale o di tipologia, di cui porti tu in detrazione le spese. Il condizionatore entra come arredo, e la stessa spesa non può stare in due agevolazioni. Un lavoro in Ecobonus, come la sostituzione del riscaldamento, non fa scattare il bonus mobili, e nemmeno una caldaia fossile. Nel 2027, a legislazione vigente, non è previsto.

Il bonus elettrodomestici era un voucher del solo 2025, chiuso il 31 dicembre: fra le categorie ammesse i condizionatori non c'erano.

Gli errori da evitare

  • Cercare il «65 %». È finito con le spese del 2024, come lo sconto in fattura, chiuso dal 17 febbraio 2023 per i nuovi lavori in casa.
  • Montare lo split e poi scoprire che non rientra. Il modello solo freddo, o lo split che affianca la caldaia, esce dall'Ecobonus e dal Conto Termico: chiedi prima.
  • Cumulare. Conto Termico e detrazione sulla stessa spesa non si sommano, e il tetto del 65 % del Conto Termico non è la tua percentuale.
  • Pagare male. Un bonifico senza i dati richiesti mette a rischio la detrazione, e uno pagato dopo il 31 dicembre passa al 2027, con aliquote più basse.

Come procedere, passo per passo

  1. Decidi che cosa sostituisci. Elenca il riscaldamento che c'è, quello che toglierai e la potenza che servirà.
  2. Chiedi nel preventivo modello esatto, SCOP e SEER, potenza in riscaldamento, IVA separata fra apparecchio e prestazione e requisiti certificati.
  3. Scegli una sola agevolazione con il tecnico: detrazione o Conto Termico, e fra le detrazioni Ecobonus o bonus ristrutturazione.
  4. Paga con bonifico «parlante» entro il 31 dicembre 2026 per le aliquote del 2026.
  5. Invia la pratica a fine lavori: ENEA entro 90 giorni per le detrazioni, GSE entro 90 giorni per il Conto Termico.

Alcune regioni hanno bandi propri: guarda la pagina della tua regione. Aliquote e regole del 2027 sono in bonus ristrutturazione ed Ecobonus 2026. Per un monoblocco vedi il condizionatore senza unità esterna; per i consumi, quanto consuma un condizionatore.

Le altre guide del tema sono raccolte in climatizzatori.

Domande frequenti

C'è un bonus per il condizionatore nel 2026?

Sì, ma non si chiama «bonus condizionatori»: per un modello a pompa di calore, cioè che fa anche caldo, vale la detrazione del bonus ristrutturazione, 50 % sull'abitazione principale del proprietario e 36 % negli altri casi, in dieci rate annuali. Se sostituisce un impianto di riscaldamento puoi scegliere anche l'Ecobonus o il Conto Termico 3.0, non più di uno per la stessa spesa.

Il condizionatore rientra nell'Ecobonus?

Solo se fa da pompa di calore e sostituisce, in tutto o in parte, l'impianto di riscaldamento di una casa che ne ha già uno. Per l'ENEA un condizionatore che si aggiunge a una caldaia che resta in funzione è un'integrazione e non è agevolabile. Dal 2025 l'aliquota è la stessa del bonus ristrutturazione, quindi la scelta riguarda i requisiti e le carte, non la percentuale.

Posso avere il Conto Termico per un condizionatore?

Sì, per uno split o multisplit a pompa di calore fino a 12 kW che sostituisce per intero un riscaldamento già esistente al 25 dicembre 2025, con SCOP minimo e potenza dimensionata da un tecnico. Per il GSE la sostituzione parziale vale solo se l'impianto aveva più generatori: lo split accanto all'unica caldaia non rientra. La domanda va presentata entro 90 giorni dalla fine dei lavori e non si cumula con la detrazione.

Conviene di più la detrazione o il Conto Termico per un condizionatore?

Con IRPEF capiente la detrazione vale di più in totale: nel nostro esempio 1.258 € in dieci anni contro circa 540 € di Conto Termico in un'unica rata. Il Conto Termico conviene se hai poca IRPEF da scaricare o se preferisci incassare subito. Il calcolo cambia con zona climatica, SCOP e prezzo pagato.

C'è un bonus per il condizionatore se vivo in affitto?

La detrazione spetta anche a chi detiene l'immobile, per esempio l'inquilino, ma al 36 % e con il consenso del proprietario all'esecuzione dei lavori. L'aliquota del 50 % richiede di essere proprietario o titolare di un diritto reale e di usare la casa come abitazione principale.

Il bonus elettrodomestici vale per i condizionatori?

No. Il bonus elettrodomestici era un voucher del solo 2025 e si è chiuso il 31 dicembre 2025; fra le sue categorie non c'erano i condizionatori. Resta il bonus mobili, che per i grandi elettrodomestici, condizionatori compresi, chiede però una ristrutturazione della casa iniziata dal 1° gennaio dell'anno precedente.

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