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Una persona regola il termostato sul pannello di uno scaldabagno elettrico verticale Ariston Pro1 Eco 80 appeso sopra la lavatrice in un bagno.
Guide

Scaldabagno elettrico: litri, consumi e costi reali

Quanti litri servono, quanto consuma davvero uno scaldabagno elettrico da 50, 80 o 100 litri, perché fino al 40 % dell'energia si disperde e quanto si spende.

Aggiornato il 20 ottobre 2026 · 12 min di lettura

Scena generata con IA (Nano Banana Pro, Paper) a partire da foto di prodotti reali; non mostra un'installazione reale.

Indice

Uno scaldabagno elettrico da 80 litri basta a due persone e, con l'acqua impostata a 65 °C, consuma intorno a 1.600 kWh l'anno: circa 480 € con l'elettricità a 0,30 €/kWh. Quasi un terzo di quell'energia non diventa doccia: è il calore che il serbatoio perde restando caldo tutto il giorno, ed è il numero che cambia la scelta del modello, della temperatura e del sostituto.

Sotto trovi come scegliere i litri, il consumo per una, due, tre o quattro persone, perché l'istantaneo elettrico non basta per la doccia e quanto costa installarlo.

Quanti litri servono: 50, 80 o 100? Guarda il V40

Un 80 litri non dà 80 litri di doccia. L'acqua del serbatoio è più calda di quella che usi e si miscela con la fredda: il dato utile è il V40, la quantità di acqua a 40 °C che il modello fornisce prima di raffreddarsi. I costruttori lo dichiarano nella scheda tecnica.

CapacitàV40Per chi, nella nostra ipotesi
50 litri83 litriuna persona
80 litri133 litridue persone
100 litri166 litritre persone
120 litri222 litriquattro persone
Acqua a 40 °C disponibile con il termostato a 65 °C — Fonte: Ariston, specifiche tecniche della gamma Pro1 Eco

L'ipotesi che usiamo in tutte le guide sull'acqua calda è di 550 kWh l'anno di calore utile a persona: circa 52 litri al giorno a 40 °C, cioè una doccia di 6 minuti a 8 litri al minuto e poco altro. Su quella base ogni taglia della tabella copre il fabbisogno di un giorno intero senza contare sul riscaldamento in corsa.

Conta anche il tempo di ripristino. Il Pro1 Eco 80, con una resistenza da 1,2 kW, impiega 3 ore e 40 minuti per riscaldare il serbatoio di 45 °C. Se in casa le docce sono tutte la mattina, una taglia in più evita l'ultima fredda; se sono distribuite nella giornata, la taglia della tabella basta.

Verticale o orizzontale

Se lo spazio lo permette, scegli il verticale. L'acqua calda sale e quella fredda entra dal basso: in un serbatoio alto le due restano separate e l'acqua calda esce calda fino alla fine. In uno orizzontale si mescolano prima. La stessa gamma lo mostra bene: un 80 litri verticale dà 133 litri a 40 °C, l'orizzontale 86 litri, e disperde anche di più. Un orizzontale da 80 litri, in pratica, vale un verticale da 50.

Schema in sezione di due scaldabagno elettrici: nel verticale l'acqua calda resta sopra la fredda, nell'orizzontale si forma un'ampia zona miscelata.
Nel serbatoio verticale l'acqua fredda entra dal basso e resta separata dalla calda; in quello orizzontale si mescolano prima, e l'acqua a 40 °C disponibile cala. — Schema generato con IA (QuiverAI, Paper).

Sull'etichetta trovi anche una lettera, il profilo di prelievo: nella gamma Pro1 Eco è M fino a 100 litri e L da 120. Indica il ciclo di prelievi con cui l'apparecchio è stato provato, e serve a confrontare modelli dello stesso profilo, non di profili diversi.

Quanto consuma uno scaldabagno elettrico

Il consumo ha due parti: il calore che diventa acqua calda e quello che il serbatoio disperde restando a temperatura.

L'etichetta energetica di un 80 litri in classe B, come il Pro1 Eco 80 o il Velis Evo 80, indica 1.284 kWh/anno. È calcolato su un ciclo di prova convenzionale, lo stesso per tutti i modelli del profilo M: serve a confrontare due scaldabagni in negozio, non a prevedere la tua bolletta.

Le dispersioni: il consumo che non vedi

Un serbatoio a 65 °C in un bagno a 20 °C perde calore senza sosta, e la resistenza lo rimette. Un 80 litri della gamma Pro1 Eco dichiara 1,35 kWh/24 h; un Velis Evo 80 1,5 kWh/24 h. Su un anno sono 490–550 kWh, che si pagano anche nelle settimane in cui la casa è vuota.

Tre leve, in ordine di effetto:

  1. La temperatura. Le dispersioni sono proporzionali alla differenza fra acqua e locale: passare da 65 a 55 °C la porta da 45 a 35 gradi e le riduce di circa un quinto, circa 110 kWh l'anno sull'80 litri, 33 € alle nostre ipotesi. In cambio il V40 cala, perché l'acqua da miscelare è meno calda.
  2. Gli orari. Un timer che accende la resistenza prima delle docce riduce le ore a temperatura piena. Spegnerlo durante le assenze lunghe conviene sempre.
  3. La posizione. Più è vicino a doccia e cucina, meno calore resta nei tubi.

Attenzione all'igiene. Le linee guida del Ministero della Salute raccomandano di tenere gli accumuli ad almeno 60 °C contro la legionella, e di svuotare e disinfettare periodicamente anche i «boiler elettrici». Sono scritte per ospedali, alberghi e impianti collettivi: in casa sono un'indicazione, non un obbligo. Se abbassi il termostato, riportalo sopra i 60 °C dopo le assenze e usa la funzione di disinfezione termica se il modello ce l'ha.

Perché un elettrico non va oltre la classe B

L'etichetta europea misura l'efficienza sull'energia primaria e conta ogni kWh elettrico 2,5 volte. Uno scaldabagno a resistenza senza dispersioni arriverebbe al 40 %; il controllo intelligente aggiunge qualche punto, ma non abbastanza per salire di classe. La classe B, per il profilo M, comincia al 39 %; la classe A al 65 %. Il Velis Evo 80 dichiara il 40 %, in classe B, grazie al controllo intelligente; il minimo per poterlo vendere è il 36 %.

Tradotto: in classe A e oltre ci sono le pompe di calore, che con un kWh elettrico mettono nell'acqua da due a tre kWh di calore, gran parte preso dall'aria.

Istantaneo o ad accumulo

Lo scaldabagno elettrico istantaneo non ha serbatoio e quindi non disperde, ma deve scaldare l'acqua mentre scorre. Per una doccia da 8 litri al minuto, da 15 a 40 °C, servono circa 14 kW. Un contatore domestico da 3 kW ne permette meno di 2 litri al minuto. Per questo gli istantanei elettrici domestici servono un lavandino; per la doccia l'istantaneo è a gas, con una potenza come i 19,2 kW di un modello da 11 litri al minuto. Il confronto fra le due tecnologie è nella guida scaldabagno a gas o elettrico.

Quanto costa uno scaldabagno elettrico

Come riferimento pubblico, il prezzario della Campania 2026 indica, installati e IVA esclusa, 254 € per un 50 litri, 259 € per un 80 e 308 € per un 100; il Piemonte 2026 352 € per un 80 litri. Fra un 50 e un 100 litri ballano poche decine di euro: la taglia si sceglie sui bisogni e sulle dispersioni, non sul prezzo.

Idraulico che serra con una chiave regolabile la valvola di sicurezza in ottone sotto uno scaldabagno elettrico Ariston Pro1 Eco 80.
Valvola di sicurezza e anodo di magnesio sono i controlli che il libretto di solito prescrive: fanno durare di più il serbatoio. — Scena generata con IA (Nano Banana Pro, Paper) a partire da foto di prodotti reali; non mostra un'installazione reale.

Dura più a lungo se fai la manutenzione che il libretto del costruttore indica: di solito il controllo dell'anodo di magnesio, che si consuma al posto del serbatoio, e della valvola di sicurezza; con acqua dura, anche la pulizia del calcare sulla resistenza, che altrimenti scalda più lentamente.

Va installato da un'impresa abilitata per gli impianti idrici ed elettrici, che rilascia la dichiarazione di conformità prevista dal D.M. 37/2008. Uno scaldabagno elettrico nuovo non ha incentivi energetici: Ecobonus, bonus casa e Conto Termico premiano solo il passaggio alla pompa di calore.

Con il fotovoltaico

Se hai i pannelli, sposta la resistenza a mezzogiorno con un timer o un relè. Scaldare 80 litri di 45 °C richiede circa 4,2 kWh, tre ore e mezza di una resistenza da 1,2 kW: è un carico che un piccolo impianto copre nelle ore centrali. Ogni kWh di surplus usato così vale la differenza fra 0,30 €/kWh e i 4,75 c€/kWh del Ritiro Dedicato. Ma la stessa energia, in una pompa di calore, scalda due o tre volte l'acqua. Se parti dal tetto, comincia dalla guida al fotovoltaico.

Stima i consumi elettrici della tua casa

Quando sostituirlo con una pompa di calore

Per due persone uno scaldabagno a pompa di calore murale in classe A, con un'efficienza in etichetta del 97 %, consuma circa 450 kWh l'anno invece di 1.593: circa 340 € di risparmio alle nostre ipotesi. Installato costa da cinque a otto volte un elettrico: i prezzari regionali indicano da 1.588 € (Lazio, listino 2023 ancora vigente) a 2.580 € (Puglia 2026) IVA esclusa per un murale da 80–100 litri. Il Conto Termico 3.0 ne rimborsa il 40 % fino a 500 € sotto i 150 litri in classe A. Con quei prezzi e quel contributo la differenza rientra in tre–sei anni, meno se il vecchio boiler andava comunque cambiato.

Ha però bisogno di un locale adatto, di uno scarico della condensa e di spazio. Quando ha senso, quale modello scegliere e come abbinarlo ai pannelli è nella guida sullo scaldabagno a pompa di calore; tutte le opzioni sono raccolte nel tema scaldacqua.

Domande frequenti

Quanto consuma uno scaldabagno elettrico da 80 litri?

Per due persone, con l'acqua impostata a 65 °C, circa 1.600 kWh l'anno nelle nostre ipotesi: 1.100 kWh diventano acqua calda, quasi 500 kWh si perdono dal serbatoio. Con l'elettricità a 0,30 €/kWh sono circa 480 € l'anno. L'etichetta indica 1.284 kWh, ma è un ciclo di prova convenzionale, non una famiglia vera.

Quanti litri di scaldabagno servono per 2, 3 o 4 persone?

Guarda l'acqua miscelata a 40 °C che il modello dichiara, il V40, non la capacità. Con l'acqua a 65 °C un 80 litri ne dà circa 133, abbastanza per due persone; un 100 litri circa 166, per tre; un 120 litri circa 222, per quattro. Per una persona basta un 50 litri, che ne dà circa 83.

Conviene tenere lo scaldabagno elettrico sempre acceso?

Le dispersioni corrono sempre: un 80 litri a 65 °C perde circa 1,35 kWh al giorno anche se nessuno apre il rubinetto. Spegnerlo quando sei via per giorni conviene; al ritorno riportalo sopra i 60 °C prima di usarlo. Per l'uso quotidiano un timer che lo accende prima delle docce riduce le ore a temperatura piena.

A che temperatura va impostato lo scaldabagno elettrico?

È un compromesso. Più è alta, più acqua miscelata hai e più calore perdi: passare da 65 a 55 °C riduce le dispersioni di circa un quinto. Le linee guida del Ministero della Salute raccomandano almeno 60 °C negli accumuli delle strutture collettive contro la legionella; in casa è un'indicazione, non un obbligo.

Lo scaldabagno elettrico istantaneo conviene?

Per un lavandino sì, per la doccia quasi mai. Scaldare 8 litri al minuto da 15 a 40 °C richiede circa 14 kW, quasi cinque volte un contatore domestico da 3 kW. Con 3 kW si ottengono meno di 2 litri al minuto a 40 °C.

Quanto costa installare uno scaldabagno elettrico?

Poco, come riferimento pubblico: il prezzario della Campania 2026 indica 254 € per un 50 litri, 259 € per un 80 litri e 308 € per un 100 litri, installati e IVA esclusa; il Piemonte 352 € per un 80 litri. Le linee elettriche nuove sono a parte.

Incentivi locali

Alcuni enti locali aggiungono un proprio contributo a quello nazionale. 5 misure sono aperte in 4 regioni; il dettaglio e le condizioni sono sulla pagina di ogni regione.