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No: una stufa a pellet non si può installare senza canna fumaria. Il D.P.R. 412/1993 chiede che gli impianti termici installati dopo il 31 agosto 2013 scarichino i fumi con uno sbocco sopra il tetto, e le deroghe previste riguardano solo apparecchi a gas. Le stufe vendute come «senza canna fumaria» hanno di solito un tubo che attraversa il muro oppure un filtro sul condotto: non sono una soluzione che l'installatore possa certificare. Chi non ha un camino ha comunque due strade: una canna esterna in facciata, oppure un apparecchio senza combustione.
Cosa dice la legge sullo scarico dei fumi
La regola nazionale è nel D.P.R. 412/1993, art. 5, comma 9, come modificato dalla legge 90/2013: «Gli impianti termici installati successivamente al 31 agosto 2013 devono essere collegati ad appositi camini, canne fumarie o sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione, con sbocco sopra il tetto dell'edificio alla quota prescritta dalla regolamentazione tecnica vigente».
Il comma 9-bis elenca i casi in cui si può derogare: la sostituzione di generatori individuali già installati con scarico a parete o in canna collettiva ramificata, i vincoli di tutela dell'edificio, l'impossibilità tecnica asseverata da un progettista, certe ristrutturazioni di impianti individuali in stabili plurifamiliari, le pompe di calore a gas e gli ibridi compatti. Il comma 9-ter ne fissa le condizioni: generatori a gas a camera stagna più efficienti del minimo di legge, o a condensazione con ossidi di azoto sotto soglia, e terminali posizionati secondo la UNI 7129. Sono tutte condizioni per apparecchi a gas.
Per la biomassa la lettura è netta. Nel febbraio 2025 Confartigianato Impianti, CNA Installazione e Impianti, AIEL, Casartigiani e CLAAI hanno scritto alle imprese che il divieto di scarico a parete per i generatori a biomassa è stabilito dalla legge, che prevede deroghe per i generatori a gas ma nessuna per la biomassa. È una lettura delle associazioni di categoria, non una sentenza, ma è quella con cui l'installatore dovrà fare i conti.
La norma tecnica di riferimento è la UNI 10683:2022, in vigore dal 4 novembre 2022, che fissa i requisiti di installazione per apparecchi a legna o altri biocombustibili solidi con potenza inferiore a 35 kW. Il testo è a pagamento e non lo abbiamo consultato: ciò che scriviamo sulla norma viene dal catalogo UNI e dalla lettera delle associazioni, che la citano per vietare i tratti in contropendenza e per chiedere un tiraggio verificabile secondo le UNI EN 13384-1 e UNI 10389-2. Alla legge e alla norma si aggiungono i regolamenti edilizi comunali e, in condominio, quello condominiale.
Perché lo sbocco sopra il tetto non è una formalità
Il camino non serve solo a far uscire il fumo: crea il tiraggio che lo porta via anche quando la stufa non ha corrente. Le associazioni dell'installazione scrivono che il tiraggio naturale è essenziale per evacuare i fumi, soprattutto in caso di blackout, e che senza il camino non si calcola né si misura. È il motivo per cui il tiraggio minimo va garantito dal camino e verificato con le norme UNI EN 13384-1, UNI 10683 e UNI 10389-2. In una stufa a pellet il ventilatore dei fumi dipende dalla corrente: se si ferma, i fumi, che contengono monossido di carbonio, devono poter salire da soli. Con uno scarico a parete non c'è nessun camino che li aiuti a salire.
«Senza canna fumaria»: cosa si vende davvero
Nelle offerte online la formula copre soluzioni diverse.
- Stufe con scarico a parete. Un tubo breve attraversa il muro e il fumo esce in facciata. È la soluzione che il comma 9 esclude per le installazioni dopo il 2013.
- Filtri ad acqua e abbattitori sul condotto. Sono presentati come un modo per scaricare a parete e per migliorare la classe ambientale. La lettera delle associazioni risponde punto per punto: una certificazione del dispositivo non permette di derogare alla legge, e solo il costruttore del generatore può dichiararne la classe del D.M. 186/2017, perché un filtro aggiunto dopo non ne cambia la prestazione. Fra i problemi tecnici cita i fumi che devono scendere in contropendenza, il tiraggio che senza camino non si può calcolare né misurare, il rischio di gelo dell'acqua del filtro che ostruirebbe lo scarico e il rifiuto da smaltire.
- Apparecchi che non sono stufe a pellet. Stufe elettriche e pompe di calore non hanno combustione, e quindi non hanno canna fumaria. Ne parliamo più sotto.
Una conseguenza pratica: l'impresa che installa resta responsabile dell'intero impianto, e un certificato del produttore di un componente non la solleva dalla legge. Un installatore serio non ti propone lo scarico a parete di una stufa a pellet; se lo fa, chiedigli per iscritto su quale norma si basa.
Cosa fare se non hai la canna fumaria
Fai una canna fumaria esterna. È un camino prefabbricato a doppia parete in acciaio inox, isolato, che sale lungo la facciata fino sopra il colmo del tetto, senza muratura. Il prezzario della Regione Abruzzo per il 2026 indica 219,20 €/m per il diametro interno più piccolo di tutto l'elenco, 130 mm, fornito e posato, con staffe e fascette ogni tre metri; i pezzi speciali si contano a parte. A questo prezzo sei metri di canna costano circa 1.300 €, IVA esclusa. Una stufa a pellet usa spesso un diametro minore, quindi il conto è un tetto, non una media. Diametro, altezza dello sbocco e distanza da finestre e aperture le fissano il manuale della stufa e il progetto del tecnico. In un condominio o in un edificio vincolato la canna in facciata riguarda parti comuni e può richiedere l'assenso dell'assemblea e le autorizzazioni di tutela: chiedi prima.

Una canna esterna si realizza in cinque passi.
- Scegli il percorso. Il tracciato lungo la facciata fino a oltre il colmo, lontano da finestre e aperture, lo definisce il tecnico con il manuale della stufa.
- Verifica i permessi. In condominio chiedi all'amministratore, e dove c'è un vincolo sull'edificio alla tutela competente.
- Fai calcolare il tiraggio. Diametro e altezza si dimensionano secondo le norme tecniche, non a occhio.
- Affidati a un'impresa abilitata. L'installazione spetta a chi può rilasciare la dichiarazione di conformità ai sensi del D.M. 37/2008.
- Conserva i documenti. Dichiarazione di conformità e libretto d'impianto servono per gli incentivi e per quando vendi casa.
Recupera una canna esistente. Se nel palazzo o nella casa c'è un camino, il tecnico può verificare se è adatto e, in caso, intubarlo con una canna in acciaio. Il tiraggio va calcolato secondo le norme che la lettera cita: non basta che il vecchio camino «tiri».
Scegli un apparecchio senza combustione. Un climatizzatore a pompa di calore o una pompa di calore aria-acqua non hanno scarico di fumi. Il confronto per kWh di calore, con i prezzi di settembre 2026, è a favore della pompa di calore.
| Soluzione | Prezzo dell'energia | Rendimento | Calore utile |
|---|---|---|---|
| Stufa elettrica | 0,294 €/kWh | 1 | circa 294 €/MWh |
| Stufa a pellet di classe 5 stelle | 106 €/MWh di energia primaria | 88 % | circa 120 €/MWh |
| Pompa di calore split | 0,294 €/kWh | SCOP 3,8 | circa 77 €/MWh |
Il vantaggio della pompa di calore regge a due condizioni: lo SCOP reale deve avvicinarsi al minimo che il Conto Termico richiede per gli split, e le imposte sull'elettricità, che il prezzo ARERA non comprende, non devono azzerare il divario. Una stufa elettrica, invece, costa più del doppio del pellet. Per i costi di installazione e i consumi guarda le guide quanto consuma un condizionatore e costo di installazione del condizionatore, per i termosifoni la pompa di calore aria-acqua.
Cosa rischi con uno scarico non conforme
La prima conseguenza è documentale. L'impresa deve rilasciare la dichiarazione di conformità, e con uno scarico a parete non può dichiarare la conformità a una regola che lo vieta. Per l'Ecobonus l'ENEA elenca la dichiarazione di conformità e il libretto d'impianto fra i documenti da conservare, quindi senza quelli la detrazione non è documentabile. Se vendi casa, un impianto senza dichiarazione di conformità è un problema in più. Restano poi le responsabilità dell'installatore, che la lettera delle associazioni indica come civili e penali.
Non abbiamo trovato una sanzione nazionale specifica per lo scarico a parete di una stufa: gli obblighi di adeguamento e le sanzioni dipendono da comune e regione. Il rischio più concreto è doverla spostare dopo averla pagata.
Come riconoscere un'offerta seria
- Il preventivo indica dove sbocca lo scarico, con diametro e altezza, e non parla di «scarico a parete».
- Cita la UNI 10683 e prevede la dichiarazione di conformità.
- Il modello ha il certificato ambientale del D.M. 186/2017 con la classe 5 stelle, necessaria per gli incentivi spiegati nella guida alla stufa a pellet.
- La canna fumaria è una voce a parte, con prezzo e posa.
- Chi la installa è un'impresa abilitata ai sensi del D.M. 37/2008.
La tabella delle stelle e i divieti regionali per le stufe sono nella guida stufa a legna o a pellet, le altre sono nel tema stufe a legna e pellet. Per i contributi, comprese le sostituzioni di vecchie stufe, vedi il Conto Termico 3.0.
Domande frequenti
Esistono stufe a pellet senza canna fumaria?
Esistono stufe a pellet vendute come «senza canna fumaria», con scarico a parete o con un filtro ad acqua sul condotto, ma non sono un'installazione conforme. Il D.P.R. 412/1993 chiede lo sbocco dei fumi sopra il tetto, e le associazioni degli installatori e AIEL ricordano che le deroghe riguardano solo apparecchi a gas.
Lo scarico a parete di una stufa a pellet è vietato?
Secondo il D.P.R. 412/1993, art. 5, comma 9, gli impianti termici installati dopo il 31 agosto 2013 devono avere lo sbocco dei fumi sopra il tetto. Le deroghe dei commi 9-bis e 9-ter sono legate a generatori a gas, e AIEL con le associazioni degli installatori sostiene che non valgano per la biomassa. Prima di firmare chiedi all'installatore un riferimento scritto alla norma.
I filtri ad acqua permettono di scaricare a parete?
No. Una certificazione del filtro non sostituisce l'obbligo di legge, e un accessorio aggiunto non cambia la classe ambientale del generatore, che certifica solo il costruttore. Le associazioni segnalano anche tratti in contropendenza, tiraggio non verificabile, rischio di gelo e acqua da smaltire come rifiuto.
Quanto costa una canna fumaria esterna?
Il prezzario della Regione Abruzzo per il 2026 indica 219,20 € al metro, IVA esclusa, per un camino in acciaio inox isolato a doppia parete di diametro interno 130 mm, fornito e posato. A questo prezzo sei metri costano circa 1.300 €, più i pezzi speciali. Una stufa a pellet usa spesso un diametro minore, quindi è un tetto di riferimento.
Che alternativa ho se non posso fare la canna fumaria?
Un climatizzatore a pompa di calore o una pompa di calore aria-acqua non hanno combustione e non hanno scarico. Con i prezzi ARERA di settembre 2026 e uno SCOP di 3,8 il calore costa meno di quello del pellet, prima delle imposte. Una stufa elettrica costa più del doppio.
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