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Tecnico su una scala che fissa la staffa di una canna fumaria esterna in acciaio inox a doppia parete Jeremias DW-ECO 2.0 lungo la facciata intonacata di una casa con tetto in coppi; il comignolo esce sopra il colmo.
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Stufa a pellet senza canna fumaria: cosa è permesso

Si può installare una stufa a pellet senza canna fumaria? Cosa dicono D.P.R. 412/1993 e UNI 10683, che cosa si vende davvero e quali alternative esistono.

Aggiornato il 22 ottobre 2026 · 13 min di lettura

Indice

No: una stufa a pellet non si può installare senza canna fumaria. Il D.P.R. 412/1993 chiede che gli impianti termici installati dopo il 31 agosto 2013 scarichino i fumi con uno sbocco sopra il tetto, e le deroghe previste riguardano solo apparecchi a gas. Le stufe vendute come «senza canna fumaria» hanno di solito un tubo che attraversa il muro oppure un filtro sul condotto: non sono una soluzione che l'installatore possa certificare. Chi non ha un camino ha comunque due strade: una canna esterna in facciata, oppure un apparecchio senza combustione.

Cosa dice la legge sullo scarico dei fumi

La regola nazionale è nel D.P.R. 412/1993, art. 5, comma 9, come modificato dalla legge 90/2013: «Gli impianti termici installati successivamente al 31 agosto 2013 devono essere collegati ad appositi camini, canne fumarie o sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione, con sbocco sopra il tetto dell'edificio alla quota prescritta dalla regolamentazione tecnica vigente».

Il comma 9-bis elenca i casi in cui si può derogare: la sostituzione di generatori individuali già installati con scarico a parete o in canna collettiva ramificata, i vincoli di tutela dell'edificio, l'impossibilità tecnica asseverata da un progettista, certe ristrutturazioni di impianti individuali in stabili plurifamiliari, le pompe di calore a gas e gli ibridi compatti. Il comma 9-ter ne fissa le condizioni: generatori a gas a camera stagna più efficienti del minimo di legge, o a condensazione con ossidi di azoto sotto soglia, e terminali posizionati secondo la UNI 7129. Sono tutte condizioni per apparecchi a gas.

Per la biomassa la lettura è netta. Nel febbraio 2025 Confartigianato Impianti, CNA Installazione e Impianti, AIEL, Casartigiani e CLAAI hanno scritto alle imprese che il divieto di scarico a parete per i generatori a biomassa è stabilito dalla legge, che prevede deroghe per i generatori a gas ma nessuna per la biomassa. È una lettura delle associazioni di categoria, non una sentenza, ma è quella con cui l'installatore dovrà fare i conti.

La norma tecnica di riferimento è la UNI 10683:2022, in vigore dal 4 novembre 2022, che fissa i requisiti di installazione per apparecchi a legna o altri biocombustibili solidi con potenza inferiore a 35 kW. Il testo è a pagamento e non lo abbiamo consultato: ciò che scriviamo sulla norma viene dal catalogo UNI e dalla lettera delle associazioni, che la citano per vietare i tratti in contropendenza e per chiedere un tiraggio verificabile secondo le UNI EN 13384-1 e UNI 10389-2. Alla legge e alla norma si aggiungono i regolamenti edilizi comunali e, in condominio, quello condominiale.

Perché lo sbocco sopra il tetto non è una formalità

Il camino non serve solo a far uscire il fumo: crea il tiraggio che lo porta via anche quando la stufa non ha corrente. Le associazioni dell'installazione scrivono che il tiraggio naturale è essenziale per evacuare i fumi, soprattutto in caso di blackout, e che senza il camino non si calcola né si misura. È il motivo per cui il tiraggio minimo va garantito dal camino e verificato con le norme UNI EN 13384-1, UNI 10683 e UNI 10389-2. In una stufa a pellet il ventilatore dei fumi dipende dalla corrente: se si ferma, i fumi, che contengono monossido di carbonio, devono poter salire da soli. Con uno scarico a parete non c'è nessun camino che li aiuti a salire.

«Senza canna fumaria»: cosa si vende davvero

Nelle offerte online la formula copre soluzioni diverse.

  • Stufe con scarico a parete. Un tubo breve attraversa il muro e il fumo esce in facciata. È la soluzione che il comma 9 esclude per le installazioni dopo il 2013.
  • Filtri ad acqua e abbattitori sul condotto. Sono presentati come un modo per scaricare a parete e per migliorare la classe ambientale. La lettera delle associazioni risponde punto per punto: una certificazione del dispositivo non permette di derogare alla legge, e solo il costruttore del generatore può dichiararne la classe del D.M. 186/2017, perché un filtro aggiunto dopo non ne cambia la prestazione. Fra i problemi tecnici cita i fumi che devono scendere in contropendenza, il tiraggio che senza camino non si può calcolare né misurare, il rischio di gelo dell'acqua del filtro che ostruirebbe lo scarico e il rifiuto da smaltire.
  • Apparecchi che non sono stufe a pellet. Stufe elettriche e pompe di calore non hanno combustione, e quindi non hanno canna fumaria. Ne parliamo più sotto.

Una conseguenza pratica: l'impresa che installa resta responsabile dell'intero impianto, e un certificato del produttore di un componente non la solleva dalla legge. Un installatore serio non ti propone lo scarico a parete di una stufa a pellet; se lo fa, chiedigli per iscritto su quale norma si basa.

Cosa fare se non hai la canna fumaria

Fai una canna fumaria esterna. È un camino prefabbricato a doppia parete in acciaio inox, isolato, che sale lungo la facciata fino sopra il colmo del tetto, senza muratura. Il prezzario della Regione Abruzzo per il 2026 indica 219,20 €/m per il diametro interno più piccolo di tutto l'elenco, 130 mm, fornito e posato, con staffe e fascette ogni tre metri; i pezzi speciali si contano a parte. A questo prezzo sei metri di canna costano circa 1.300 €, IVA esclusa. Una stufa a pellet usa spesso un diametro minore, quindi il conto è un tetto, non una media. Diametro, altezza dello sbocco e distanza da finestre e aperture le fissano il manuale della stufa e il progetto del tecnico. In un condominio o in un edificio vincolato la canna in facciata riguarda parti comuni e può richiedere l'assenso dell'assemblea e le autorizzazioni di tutela: chiedi prima.

Canna fumaria esterna in acciaio inox a doppia parete Jeremias DW-ECO 2.0 sul timpano intonacato di una villa con tetto in coppi: staffe a muro, giunti tra i moduli e comignolo circa un metro sopra il colmo.
Una canna esterna non richiede muratura: moduli inox isolati, fissati alla facciata con staffe, che salgono fino a sboccare oltre il colmo del tetto.

Una canna esterna si realizza in cinque passi.

  1. Scegli il percorso. Il tracciato lungo la facciata fino a oltre il colmo, lontano da finestre e aperture, lo definisce il tecnico con il manuale della stufa.
  2. Verifica i permessi. In condominio chiedi all'amministratore, e dove c'è un vincolo sull'edificio alla tutela competente.
  3. Fai calcolare il tiraggio. Diametro e altezza si dimensionano secondo le norme tecniche, non a occhio.
  4. Affidati a un'impresa abilitata. L'installazione spetta a chi può rilasciare la dichiarazione di conformità ai sensi del D.M. 37/2008.
  5. Conserva i documenti. Dichiarazione di conformità e libretto d'impianto servono per gli incentivi e per quando vendi casa.

Recupera una canna esistente. Se nel palazzo o nella casa c'è un camino, il tecnico può verificare se è adatto e, in caso, intubarlo con una canna in acciaio. Il tiraggio va calcolato secondo le norme che la lettera cita: non basta che il vecchio camino «tiri».

Scegli un apparecchio senza combustione. Un climatizzatore a pompa di calore o una pompa di calore aria-acqua non hanno scarico di fumi. Il confronto per kWh di calore, con i prezzi di settembre 2026, è a favore della pompa di calore.

Albero decisionale: se c’è già una canna fumaria si intuba; se no, si valuta una canna esterna in acciaio inox sulla facciata; se non è possibile, si sceglie una pompa di calore. Lo scarico a parete è barrato.
Per una stufa a pellet lo sbocco deve stare sopra il tetto; se non si può fare, serve un apparecchio senza combustione.
SoluzionePrezzo dell'energiaRendimentoCalore utile
Stufa elettrica0,294 €/kWh1circa 294 €/MWh
Stufa a pellet di classe 5 stelle106 €/MWh di energia primaria88 %circa 120 €/MWh
Pompa di calore split0,294 €/kWhSCOP 3,8circa 77 €/MWh
Costo di 1 MWh di calore utile, imposte escluse per l'elettricità, settembre 2026 — Fonte: calcolo della redazione con ARERA, servizio a tutele graduali, AIEL e D.M. 7 agosto 2025, allegato I; i valori reali dipendono da SCOP, contratto e imposte

Il vantaggio della pompa di calore regge a due condizioni: lo SCOP reale deve avvicinarsi al minimo che il Conto Termico richiede per gli split, e le imposte sull'elettricità, che il prezzo ARERA non comprende, non devono azzerare il divario. Una stufa elettrica, invece, costa più del doppio del pellet. Per i costi di installazione e i consumi guarda le guide quanto consuma un condizionatore e costo di installazione del condizionatore, per i termosifoni la pompa di calore aria-acqua.

Il tuo progetto energia

I dati restano in questo browser, se il salvataggio è consentito.

La tua stima

Risparmio annuo stimato

704 €/anno

rispetto al tuo riscaldamento attuale — Stufa a pellet

Potenza stimata
10,2 kW termici
Tempo di ritorno semplice
9,6 anni
CO₂ evitata
339 kg/anno

Le tue risposte

  • Abruzzo · 110 m² · 1975–2000 — legge 373/76 e legge 10/91
  • Stufa a pellet · Numero di occupanti: 4
  • Pavimento radiante / bassa temperatura · 13.000 €

Da dove arriva il calore

  • 4.671 kWh Elettricità dalla rete
  • 12.612 kWh Calore dall'aria esterna
  • 17.284 kWh Riscaldamento e acqua calda

Con uno SCOP di 3,7, ogni kWh di elettricità rende 3,7 kWh di calore; il resto la pompa lo preleva dall'aria esterna.

La bolletta del riscaldamento, oggi e con la pompa di calore

Oggi: Stufa a pellet2.106 €/anno

Con la pompa di calore1.401 €/anno

704 € in meno

Solo l'energia per riscaldamento e acqua calda, ai prezzi ipotizzati. Quote fisse, manutenzione e sostituzione non sono incluse qui.

Una stufa non produce acqua calda: le due bollette riguardano solo il riscaldamento. Una pompa di calore aria/acqua sostituirebbe anche lo scaldabagno, e questo non è conteggiato qui.

Lo stesso calore, combustibile per combustibile

Quanto costerebbe ogni anno riscaldare la casa, cioè 17.284 kWh di calore utile, con ciascuna delle energie di cui abbiamo un prezzo. A decidere è il prezzo del kWh di calore: prezzo d'acquisto ÷ energia per unità ÷ rendimento.

  1. Pompa di calore aria/acqua, SCOP 3,7

    1.401 €/anno

    4.671 kWh all'anno · 0,081 € per kWh di calore

  2. Stufa a legna

    1.569 €/anno

    6,1 t all'anno · 0,091 € per kWh di calore

  3. Metano (caldaia a condensazione)

    1.884 €/anno

    19.204 kWh all'anno · 0,109 € per kWh di calore

  4. Stufa a pellet (oggi)

    2.106 €/anno

    4,1 t all'anno · 0,122 € per kWh di calore

  5. Elettrico diretto (stufe e radiatori)

    5.185 €/anno

    17.284 kWh all'anno · 0,30 € per kWh di calore

Solo riscaldamento, senza acqua calda, ai prezzi ipotizzati e con i cursori «E se» applicati all'elettricità e al combustibile attuale. Quote fisse, manutenzione, pulizia della canna fumaria ed elettricità degli ausiliari non sono incluse.

E se le ipotesi cambiassero?

Sposta le ipotesi e guarda quando il calcolo si ribalta. La stima qui sopra si aggiorna.

Pavimento radiante e basse temperature di mandata alzano lo SCOP; radiatori piccoli che chiedono acqua molto calda lo abbassano.

Cioè 0,30 €/kWh.

Cioè 509 €/t.

Modifica il prezzo base dell'elettricità

Risparmio annuo stimato704 €/anno

-48701.0692,03,04,05,0Pareggio con SCOP 2,5

A questi prezzi la pompa di calore costa meno da usare finché l'elettricità resta sotto 0,451 €/kWh.

Investimento e tempo di ritorno

Prezzo dell'impianto
13.000 €
Incentivo
6.500 €
Tempo di ritorno semplice
9,6 anni

Il calcolo in cifre

  • Potenza da prescrivere: 10,2 kW termici
  • Fabbisogno di calore (riscaldamento + ACS): 19.484 kWh/anno
  • Consumo della pompa di calore: 4.671 kWh a 0,30 €/kWh, cioè 1.401 €/anno
  • Consumo attuale: 4,1 t, cioè 2.106 €/anno
  • CO₂ evitata: 339 kg CO₂e/anno
  • Tempo di ritorno semplice: 9,6 anni
  • Senza agevolazione: 18,5 anni
  • SCOP di pareggio: 2,5 — sotto questo valore la pompa di calore costa più di oggi in esercizio (SCOP ipotizzato: 3,7)

SCOP 3,7: ipotesi di scenario da confrontare con la scheda del modello alla mandata e al clima previsti. Elettricità 0,30 €/kWh, combustibile 509 €/t, rendimento del generatore sostituito 87%, acqua sanitaria 550 kWh termici annui per occupante. Zona E, 2.514 gradi giorno del capoluogo: non rappresenta ogni comune. Il fabbisogno per gradi giorno non comprende gli apporti solari e interni. La potenza stimata è orientativa: il dimensionamento richiede il carico alla temperatura di progetto. Il rientro include le quote fiscali negli anni, se attivate e utilizzabili, senza indicizzazione né attualizzazione.

Stima preliminare, non dimensionamento esecutivo. La potenza finale richiede un calcolo delle dispersioni; la bolletta può includere cucina o acqua calda.

Prossimi passi

  1. Chiedi all'installatore il calcolo delle dispersioni termiche della tua casa.
  2. Chiedi lo SCOP alla temperatura di mandata di cui hanno bisogno i tuoi radiatori nelle giornate più fredde.
  3. Confronta almeno tre preventivi a parità di potenza e di prestazioni.

Per approfondire

Il tuo risultato, spiegato

I numeri del tuo progetto

Esplora flussi di energia, costi e ipotesi. Ogni modifica aggiorna questo rapporto.

Da dove arriva l’energia e dove va?

Bilancio annuo in kWh. I due lati contabilizzano la stessa energia.

Fonti di energia

Elettricità della pompa di calore
4.671 kWh
Calore prelevato dall’ambiente
12.612 kWh
17.284 kWhBilancio annuo

Destinazione

Riscaldamento degli ambienti
17.284 kWh
Acqua calda sanitaria
2.200 kWh

Il tuo anno, mese per mese

Consumi della pompa di calore

gen · Consumi della pompa di calore: 1.163 kWh

Mostra i valori
Mese dell’annoConsumi della pompa di calore (kWh)
gen1.163
feb887
mar750
apr369
mag0
giu0
lug0
ago0
set0
ott0
nov514
dic989

Ripartizione indicativa dai profili del mercato, non una previsione meteo né una simulazione oraria.

Cosa rischi con uno scarico non conforme

La prima conseguenza è documentale. L'impresa deve rilasciare la dichiarazione di conformità, e con uno scarico a parete non può dichiarare la conformità a una regola che lo vieta. Per l'Ecobonus l'ENEA elenca la dichiarazione di conformità e il libretto d'impianto fra i documenti da conservare, quindi senza quelli la detrazione non è documentabile. Se vendi casa, un impianto senza dichiarazione di conformità è un problema in più. Restano poi le responsabilità dell'installatore, che la lettera delle associazioni indica come civili e penali.

Non abbiamo trovato una sanzione nazionale specifica per lo scarico a parete di una stufa: gli obblighi di adeguamento e le sanzioni dipendono da comune e regione. Il rischio più concreto è doverla spostare dopo averla pagata.

Come riconoscere un'offerta seria

  • Il preventivo indica dove sbocca lo scarico, con diametro e altezza, e non parla di «scarico a parete».
  • Cita la UNI 10683 e prevede la dichiarazione di conformità.
  • Il modello ha il certificato ambientale del D.M. 186/2017 con la classe 5 stelle, necessaria per gli incentivi spiegati nella guida alla stufa a pellet.
  • La canna fumaria è una voce a parte, con prezzo e posa.
  • Chi la installa è un'impresa abilitata ai sensi del D.M. 37/2008.

La tabella delle stelle e i divieti regionali per le stufe sono nella guida stufa a legna o a pellet, le altre sono nel tema stufe a legna e pellet. Per i contributi, comprese le sostituzioni di vecchie stufe, vedi il Conto Termico 3.0.

Domande frequenti

Esistono stufe a pellet senza canna fumaria?

Esistono stufe a pellet vendute come «senza canna fumaria», con scarico a parete o con un filtro ad acqua sul condotto, ma non sono un'installazione conforme. Il D.P.R. 412/1993 chiede lo sbocco dei fumi sopra il tetto, e le associazioni degli installatori e AIEL ricordano che le deroghe riguardano solo apparecchi a gas.

Lo scarico a parete di una stufa a pellet è vietato?

Secondo il D.P.R. 412/1993, art. 5, comma 9, gli impianti termici installati dopo il 31 agosto 2013 devono avere lo sbocco dei fumi sopra il tetto. Le deroghe dei commi 9-bis e 9-ter sono legate a generatori a gas, e AIEL con le associazioni degli installatori sostiene che non valgano per la biomassa. Prima di firmare chiedi all'installatore un riferimento scritto alla norma.

I filtri ad acqua permettono di scaricare a parete?

No. Una certificazione del filtro non sostituisce l'obbligo di legge, e un accessorio aggiunto non cambia la classe ambientale del generatore, che certifica solo il costruttore. Le associazioni segnalano anche tratti in contropendenza, tiraggio non verificabile, rischio di gelo e acqua da smaltire come rifiuto.

Quanto costa una canna fumaria esterna?

Il prezzario della Regione Abruzzo per il 2026 indica 219,20 € al metro, IVA esclusa, per un camino in acciaio inox isolato a doppia parete di diametro interno 130 mm, fornito e posato. A questo prezzo sei metri costano circa 1.300 €, più i pezzi speciali. Una stufa a pellet usa spesso un diametro minore, quindi è un tetto di riferimento.

Che alternativa ho se non posso fare la canna fumaria?

Un climatizzatore a pompa di calore o una pompa di calore aria-acqua non hanno combustione e non hanno scarico. Con i prezzi ARERA di settembre 2026 e uno SCOP di 3,8 il calore costa meno di quello del pellet, prima delle imposte. Una stufa elettrica costa più del doppio.

Incentivi locali

Alcuni enti locali aggiungono un proprio contributo a quello nazionale. 5 misure sono aperte in 4 regioni; il dettaglio e le condizioni sono sulla pagina di ogni regione.

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