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Classe energetica casa: cosa significano le classi da A4 a G

Cosa misura la classe energetica dell'APE, perché dipende da un edificio di riferimento, quali kWh/m² sono tipici da A4 a G e cosa fa salire la casa di classe.

Aggiornato il 22 ottobre 2026 · 15 min di lettura

Indice

La classe energetica è la lettera, da A4 a G, che l'attestato di prestazione energetica (APE) assegna a una casa in base a quanta energia primaria non rinnovabile le servirebbe in un anno, per ogni metro quadro, per scaldare, raffrescare, ventilare e produrre acqua calda. A4 è la classe migliore, G la peggiore. Nel 2024 il 45,3 % degli APE residenziali emessi, secondo il rapporto ENEA e CTI, era in F o in G.

Non è una pagella sulla tua bolletta e non c'è una tabella di kWh/m² da imparare a memoria: la lettera dipende da quanto la tua casa si discosta da una casa di riferimento con la stessa forma e lo stesso clima. Questa guida spiega come si legge, quali valori sono tipici, cosa fa salire di classe e quanto vale una lettera in più sul prezzo. Per l'obbligo di APE, il costo e la validità c'è la guida sulla certificazione energetica e l'APE; per le regole europee, quella sulle case green. Tutto il tema è raccolto in APE e riqualificazione.

Qui si parla della classe dell'edificio. Le etichette da A a G di lavatrici, frigoriferi e forni usano le stesse lettere ma un'altra scala; per quelle vedi il bonus elettrodomestici.

Cos'è la classe energetica e dove si legge nell'APE

La classe è il dato più visibile della prima pagina dell'APE, accanto alla scala con la freccia. Nella stessa pagina ci sono tre informazioni che aiutano a interpretarla:

  • la qualità dell'involucro in inverno e in estate, un indicatore a tre livelli (alta, media, bassa) che non dipende dagli impianti;
  • i riferimenti: l'indice di un edificio simile nuovo, costruito con i requisiti minimi di legge, e la media degli edifici esistenti simili;
  • il codice identificativo dell'attestato e la data fino a cui è valido.

La seconda pagina divide l'energia primaria tra quota rinnovabile e non rinnovabile, elenca gli interventi consigliati e stima l'effetto di ciascuno e di tutti insieme. La classe si legge dall'indice EPgl,nren, l'energia primaria globale non rinnovabile, in kWh/m² all'anno. «Primaria» significa che conta anche l'energia spesa per produrre e trasportare il vettore: un kWh di gas è tutto non rinnovabile, un kWh di elettricità prelevato dalla rete conta solo in parte come tale, perché una parte dell'elettricità italiana è rinnovabile.

Le classi da A4 a G: cosa significano davvero

La scala ha dieci classi. I confini non sono valori fissi in kWh/m² ma multipli di un numero: l'indice dell'edificio di riferimento. È una casa virtuale con la stessa geometria, la stessa destinazione d'uso, la stessa zona climatica e la stessa esposizione della tua, costruita con i requisiti minimi di legge per gli edifici nuovi e dotata di impianti standard. Il suo indice è il confine fra la classe A1 e la B: chi lo batte è in A, chi lo supera è in B o peggio.

Schema: l’indice non rinnovabile della casa reale è confrontato con quello di un edificio di riferimento con la stessa forma, costruito con i requisiti minimi, con la caldaia a gas e senza pannelli; il rapporto cade su una scala che va dalla A4, sotto 0,40, alla G, oltre 3,50.
La lettera dipende dal rapporto fra la tua casa e la sua gemella di riferimento, non da una soglia in kWh uguale per tutti.
ClasseEPgl,nren, confine (× riferimento)EPgl,nren, mediana osservata nel 2024
A4fino a 0,4015,0 kWh/m²/anno
A3fino a 0,6042,0 kWh/m²/anno
A2fino a 0,8053,7 kWh/m²/anno
A1fino a 1,0067,3 kWh/m²/anno
Bfino a 1,2083,0 kWh/m²/anno
Cfino a 1,50101,4 kWh/m²/anno
Dfino a 2,00126,3 kWh/m²/anno
Efino a 2,60153,8 kWh/m²/anno
Ffino a 3,50190,2 kWh/m²/anno
Goltre 3,50286,0 kWh/m²/anno
Le dieci classi dell'APE: confine rispetto all'edificio di riferimento e valore mediano osservato — Fonte: D.M. 26 giugno 2015, allegato 1, tabella 2; ENEA e CTI, Rapporto RACEE 2025, capitolo 2, tabella 3 (APE residenziali emessi nel 2024)

La terza colonna contiene mediane di oltre un milione di APE reali, non confini: classi vicine si sovrappongono, perché un indice in kWh/m² cade in una classe o nell'altra secondo il riferimento della singola casa. Serve a dare l'ordine di grandezza di una lettera. Dalla A4 alla G l'indice mediano passa da 15,0 kWh/m²/anno a 286,0 kWh/m²/anno, quasi venti volte tanto.

Che differenza c'è tra A1, A2, A3 e A4

Le quattro classi A dividono in quattro gradini la fascia sotto il riferimento: la A1 va da 0,80 a 1,00 volte l'indice dell'edificio di riferimento, la A2 da 0,60 a 0,80, la A3 da 0,40 a 0,60, la A4 sta sotto 0,40. Una casa in A1 usa al massimo quanto una casa nuova costruita a norma con impianti standard; una in A4 meno di 0,40 volte tanto.

Ma la lettera premia l'energia non rinnovabile, non l'energia totale. Nella mediana ENEA delle case in A4 l'indice rinnovabile, 50,3 kWh/m²/anno, è più del triplo di quello non rinnovabile, 15,0 kWh/m²/anno. È una casa che prende l'energia soprattutto da fonti rinnovabili, grazie a impianti come il fotovoltaico o la pompa di calore, non per forza una casa che ne usa pochissima.

Perché due case con gli stessi kWh/m² possono avere classi diverse

Il confine fra le classi si sposta con il riferimento, quindi con la forma della casa e con il clima. Il meccanismo si vede con numeri inventati.

Due regole del calcolo sorprendono chi guarda la propria bolletta.

Si calcola su un uso standard, non sui tuoi consumi. Il riscaldamento e, nelle abitazioni, l'acqua calda si considerano sempre presenti: se l'impianto manca, il certificatore ne simula uno standard. Due famiglie con abitudini opposte nella stessa casa hanno la stessa classe, e abbassare il termostato non la cambia.

Il riferimento ha una caldaia a gas. Per la classificazione l'edificio di riferimento ha gli impianti standard previsti dalle linee guida, cioè un generatore a gas per riscaldamento e acqua calda e una macchina frigorifera elettrica, e non ha le rinnovabili della casa reale. Una casa con pompa di calore e fotovoltaico è quindi confrontata con una gemella a gas senza pannelli. È il motivo per cui l'impianto pesa tanto sulla lettera.

Quante case sono in classe G e quante in A

Il rapporto ENEA e CTI sugli APE emessi nel 2024 analizza 1.071.871 APE residenziali:

  • il 45,3 % era in classe F o G, e il 24,2 % in G;
  • solo il 20,0 % era nelle classi da A4 a B.

Attenzione a cosa misura il dato: un APE si fa quando si vende, si affitta, si costruisce o si ristruttura, quindi il campione non è l'intero parco immobiliare. E il motivo del certificato cambia tutto. Fra gli APE di ogni destinazione emessi per un passaggio di proprietà, il 57,0 % era in F o G; fra quelli emessi per una riqualificazione energetica, solo il 7,1 %.

Cosa fa salire una casa di classe

Dalla G alla C il grosso del lavoro lo fa l'involucro. Oltre la C lo fanno l'impianto e le rinnovabili. Lo si vede nelle mediane ENEA per classe, che separano il fabbisogno di riscaldamento dell'involucro (EPH,nd) dall'indice non rinnovabile complessivo:

ClasseFabbisogno di riscaldamento dell'involucro (EPH,nd)EPgl,nren
G172,3 kWh/m²/anno286,0 kWh/m²/anno
E86,7 kWh/m²/anno153,8 kWh/m²/anno
C53,6 kWh/m²/anno101,4 kWh/m²/anno
A426,1 kWh/m²/anno15,0 kWh/m²/anno
Dove cambia l'indice da una classe all'altra, mediane degli APE residenziali del 2024 — Fonte: ENEA e CTI, Rapporto RACEE 2025, capitolo 2, tabella 3

Dalla G alla C il fabbisogno di riscaldamento si riduce di oltre due terzi. Dalla C alla A4 si dimezza soltanto, mentre l'indice non rinnovabile cala di quasi sette volte. Sono mediane di case diverse, non il prima e il dopo di una casa sola, ma il meccanismo è chiaro: l'indice non rinnovabile è il fabbisogno diviso per il rendimento dell'impianto, pesato per il vettore energetico. Per scendere bisogna agire sul fabbisogno, sul rendimento e sul vettore, e sulla quota prodotta in casa da fonti rinnovabili. Le stesse linee guida dell'APE osservano che nella grande maggioranza degli edifici esistenti le criticità stanno nell'involucro.

InterventoSu cosa agisce nel calcoloGuida
Cappotto, isolamento del tetto, infissiFabbisogno dell'involucroCappotto termico, isolamento del sottotetto
Pompa di calore al posto della caldaiaRendimento e vettore: l'elettricità conta in parte come rinnovabileCaldaia o pompa di calore
Scaldacqua in pompa di caloreAcqua calda sanitariaScaldacqua in pompa di calore
Fotovoltaico, con o senza accumuloQuota rinnovabile prodotta in casa; l'energia esportata è riportata a parteImpianto fotovoltaico con accumulo
Cosa fa salire la classe e dove approfondire — Fonte: D.M. 26 giugno 2015, allegato 1, capitoli 2 e 5

L'ordine di grandezza lo danno i dati ENEA per motivo di emissione. Gli APE emessi per un passaggio di proprietà hanno un EPgl,nren mediano di 180,5 kWh/m²/anno; quelli emessi dopo una riqualificazione energetica 83,0 kWh/m²/anno, dopo una ristrutturazione importante 67,0 kWh/m²/anno, per una nuova costruzione 20,6 kWh/m²/anno. Non sono le stesse case prima e dopo, ma l'indice tipico delle case riqualificate è meno della metà di quello delle case vendute.

Prima di spendere, chiedi al certificatore di simulare la classe dopo ciascun intervento: l'APE deve già riportare gli interventi consigliati con una stima dei risultati. La prima pagina dell'APE ti dice anche se stai sopra o sotto la media degli edifici esistenti simili al tuo. Molti di questi lavori sono agevolati: vedi l'ecobonus e il bonus ristrutturazione e il Conto Termico 3.0.

Quanto vale una classe in più sul prezzo della casa

Uno studio della Banca d'Italia sugli annunci di vendita del 2018–2022 stima che, a parità di altre caratteristiche, una casa in classe A sia messa in vendita a un prezzo di circa il 25 % superiore a una in G. Per la classe F il vantaggio sulla G è di appena il 3 %. Il mercato paga la cima della scala, non il primo gradino.

La media nasconde molta variabilità. Fra le province, dal 5° al 95° percentile, il premio per la classe A va dal 7 % al 45 %, ed è di solito più alto al Nord e nelle zone climatiche fredde. Sono prezzi richiesti negli annunci, non prezzi di vendita finali, e riguardano le case messe in vendita. Per chi vuole vendere significa che passare da G a F cambia poco il prezzo, mentre arrivare ad A o B può cambiarlo molto; resta da confrontare quel premio con il costo dei lavori.

La classe può cambiare dal 3 giugno 2026?

A parità di casa, sì, ricalcolando. Il decreto ministeriale del 28 ottobre 2025 ha sostituito gli allegati 1 e 2 del D.M. 26 giugno 2015 sui requisiti minimi, cioè i requisiti e le norme tecniche di calcolo, ed è in vigore dal 3 giugno 2026, centottanta giorni dopo la pubblicazione. Il confine fra A1 e B dipende dall'edificio di riferimento, che si calcola con le regole di quell'allegato: lo stesso immobile, ricalcolato, può uscire in una lettera diversa. Il decreto non modifica le linee guida dell'APE, quindi scala e formato restano quelli, e non prevede di rifare gli attestati già emessi: restano validi fino alla scadenza. I dettagli sono nella guida sulla certificazione energetica e l'APE.

E la direttiva europea sulle case green?

La direttiva (UE) 2024/1275 chiede una scala chiusa da A a G, con la A riservata agli edifici a emissioni zero e la G ai peggiori del parco nazionale, da adottare entro il 29 maggio 2026. L'Italia non l'ha ancora recepita e usa ancora le dieci classi da A4 a G: quando lo farà, le lettere potrebbero cambiare significato. Cosa prevede la direttiva e cosa invece non c'è, nonostante i titoli dei giornali, è nella guida sulle case green.

Domande frequenti

Qual è la classe energetica migliore?

A4. La scala dell'APE ha dieci classi, da A4 (la migliore) a G (la peggiore). A4 raccoglie le case il cui indice non rinnovabile è al massimo 0,40 volte quello dell'edificio di riferimento. Nel 2024 solo il 20 % degli APE residenziali emessi era nelle classi da A4 a B.

Cosa significa classe energetica G?

La G è la classe peggiore: l'indice di prestazione non rinnovabile supera 3,5 volte quello dell'edificio di riferimento. Negli APE residenziali del 2024 la mediana della classe G era di 286 kWh/m² all'anno di energia primaria non rinnovabile, e il 24,2 % degli attestati era in G.

Come si calcola la classe energetica di una casa?

Il certificatore calcola l'energia primaria non rinnovabile che la casa userebbe in un anno, per metro quadro, per riscaldamento, raffrescamento, ventilazione e acqua calda sanitaria, con un uso standard e non sui tuoi consumi reali. Poi la confronta con quella di un edificio di riferimento identico per forma e clima, con requisiti di legge e impianti standard. Il rapporto fra i due indici dà la lettera.

Quanto vale una classe energetica più alta sul prezzo di vendita?

Secondo la Banca d'Italia, negli annunci del 2018–2022 una casa in classe A aveva un prezzo richiesto di circa il 25 % superiore a una in G, a parità di altre caratteristiche. Per la classe F il vantaggio sulla G era di appena il 3 %. Sono prezzi di annuncio e variano molto da provincia a provincia, dal 7 al 45 %.

Come si passa dalla classe G alla classe C?

Non c'è una ricetta unica. Nelle mediane ENEA le case in C hanno un fabbisogno di riscaldamento dell'involucro inferiore di oltre due terzi a quelle in G, quindi si parte dall'isolamento di pareti, tetto e infissi, poi si cambia il generatore e si aggiungono le rinnovabili. L'APE riporta gli interventi consigliati con una stima dell'effetto di ciascuno.

La classe energetica dell'APE è la stessa degli elettrodomestici?

No. Usano le stesse lettere, ma la classe di un frigorifero o di una lavatrice segue un'altra scala, quella dell'etichetta energetica europea, e misura il consumo dell'apparecchio. La classe dell'APE misura l'energia primaria non rinnovabile dell'edificio rispetto a un edificio di riferimento.

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