Indice
Il riscaldamento a pavimento costa, per il solo strato radiante, da 45,50 €/m² a 58,73 €/m² nel prezzario della Regione Toscana 2026, senza collettore, massetto e pavimento. Se il vecchio pavimento va demolito, nei nostri conti il totale sale a circa 107-120 €/m² di superficie riscaldata, IVA e rivestimento esclusi.
Conviene soprattutto con una pompa di calore, perché permette di scaldare con acqua a 35 °C invece che a 55 °C. Ma rispetto a termosifoni che già funzionano il guadagno è modesto: lo vediamo con i numeri, per decidere se ha senso nel tuo caso.
Quanto costa il riscaldamento a pavimento al metro quadro
Un pavimento radiante è fatto di strati: pannello isolante sopra la soletta, tubo, massetto che lo ricopre, collettore che distribuisce l'acqua ai circuiti, e poi il rivestimento. I prezzari pubblici li prezzano separatamente.

| Voce | Prezzo | Cosa comprende |
|---|---|---|
| Strato radiante, interasse del tubo da 20 cm | 45,50 €/m² | Pannello isolante da 2 cm, fascia perimetrale, foglio anticondensa, tubo, giunti e additivo per il massetto |
| Strato radiante, interasse del tubo da 10 cm e isolante da 3 cm | 58,73 €/m² | Come sopra |
| Collettore con sette derivazioni di andata e sette di ritorno | 669,77 € | Valvole, sfiato e raccorderia, posa compresa; per ciascun collettore |
| Massetto in calcestruzzo, fino a 5 cm | 18,70 €/m² | Il massetto deve ricoprire i tubi per almeno 3 cm |
| Massetto premiscelato ad alta conducibilità termica, fino a 5 cm | 98,98 €/m² | Alternativa più costosa |
| Demolizione di pavimento e malta, fino a 5 cm | 17,18 €/m² | Oneri di conferimento esclusi |
| Demolizione di un massetto in calcestruzzo, per ogni cm | 3,59 €/m² | Oneri di conferimento esclusi |
Nei prezzi mancano regolazione per ambiente, progetto, generatore e smaltimento delle macerie. I prezzari pubblici includono spese generali e utile d'impresa: sono un metro per giudicare un preventivo, non un listino.
Il risultato è la regola da tenere a mente: il riscaldamento a pavimento si ripaga se il pavimento si rifà comunque, e anche allora in molti anni. Per questo la domanda giusta non è «quanto mi fa risparmiare?» ma «lo voglio per il comfort e per le pareti libere dai termosifoni?».
Com'è fatto l'impianto: lo schema
L'acqua calda prodotta dalla pompa di calore arriva a un collettore, che la divide in circuiti. Ogni circuito è un tubo a serpentina nel massetto: l'acqua entra, cede calore al pavimento e torna alla macchina. Ogni circuito ha una valvola di intercettazione sulla mandata, predisposta per un comando elettrotermico, e una preregolazione sul ritorno, come descrive la voce del prezzario lombardo. Un termostato per zona apre e chiude la valvola del suo circuito. Il numero di derivazioni del collettore dà il numero di circuiti, cioè il massimo di zone regolabili da sole: una stanza grande può averne più d'uno.
Riscaldamento a pavimento: quando conviene
Conviene in tre situazioni.
- Casa nuova o ristrutturazione completa, dove soletta, massetto e pavimento si fanno comunque e lo strato radiante è l'unica spesa in più.
- Casa ben isolata, che chiede poco calore al metro quadro. Se isoli prima con un cappotto e cambi gli infissi, il pavimento a bassa temperatura basta e la pompa di calore lavora con l'acqua più fredda.
- Pompa di calore al posto della caldaia, perché è lì che l'acqua a 35 °C fa la differenza, e perché la detrazione include gli interventi sui terminali.
Non conviene per risparmiare rispetto a termosifoni che già scaldano a 55 °C: nella guida alla pompa di calore per termosifoni vedi che sostituire due o tre radiatori sottodimensionati con modelli più grandi porta l'impianto vicino al rendimento del pavimento, per qualche centinaio di euro. Non conviene nemmeno se la casa si usa a tratti: il pavimento ha un'inerzia alta e gli abbassamenti brevi servono poco, come spiega la guida al termostato WiFi.
Pavimento radiante con pompa di calore: SCOP e consumi
Una pompa di calore rende tanto meno quanto più calda deve fare l'acqua. Con i valori della stessa scheda tecnica, per la stessa macchina, lo SCOP di scenario è 4,57 con l'acqua a 35 °C, quella di un pavimento radiante, e 3,62 a 55 °C, quella di termosifoni tradizionali. Fra i due c'è circa il 21 % di elettricità in meno a parità di calore. Non sono garanzie sul tuo impianto: sono un confronto, e il valore che conta è quello del modello proposto, alla temperatura di mandata di progetto. Chiedila sempre scritta nel preventivo.
Il calcolo completo a Roma e a Milano, con i costi annui, è nella guida alla pompa di calore aria/acqua: a Roma il pavimento a 35 °C fa risparmiare 198 € l'anno in più dei termosifoni a 55 °C, a Milano 316 €. Il consumo totale della macchina è nella guida a quanto consuma una pompa di calore.
Un pavimento non scalda quanto vuoi: la sua resa è limitata. Una voce del prezzario lombardo richiede almeno 130 W/m² con interasse dei tubi fino a 100 mm e almeno 105 W/m² con interasse da 101 a 150 mm, con acqua a 35-45 °C e ambiente a 20 °C. Sono minimi di capitolato, non la resa del tuo pavimento, che dipende da interasse, temperatura dell'acqua e rivestimento. Il carico di ogni stanza lo calcola il termotecnico, secondo la UNI EN 12831: se supera la resa del pavimento serve un terminale in più, per esempio un radiatore nel bagno. Un rivestimento molto isolante, come un tappeto o un parquet spesso, abbassa la resa: dillo al termotecnico prima di scegliere il pavimento.
Con una caldaia a condensazione ha senso il pavimento?
Si può fare, e una caldaia a condensazione rende di più con l'acqua di ritorno fredda. Ma dal 2025 una caldaia a gas da sola non ha detrazioni, e questo vale anche per i lavori accessori. Se rifai insieme generatore e terminali, poi, può scattare l'obbligo di una quota minima di rinnovabili del 15 %, come spiega la guida alla sostituzione della caldaia. Con la pompa di calore, invece, il pavimento rientra nella stessa detrazione. Il confronto fra le due strade è nella guida a caldaia o pompa di calore.
Pavimento radiante in ristrutturazione: quanto si alza il piano
Un sistema annegato nel massetto richiede, nel prezzario toscano, un pannello isolante da almeno 2 cm e almeno 3 cm di massetto sopra i tubi: sono almeno 5 cm, più il diametro dei tubi e il rivestimento. In un appartamento esistente questo significa alzare il piano e adattare porte, soglie e battiscopa, oppure demolire il vecchio massetto, come nel primo caso dell'esempio.
Esistono sistemi a basso spessore che si posano sul pavimento esistente. Nei prezzari pubblici non c'è una voce confrontabile, quindi il prezzo va chiesto in preventivo. Chiedi di mettere per iscritto la stratigrafia, l'altezza finita, la resa in watt al metro quadro e la temperatura di mandata di progetto.
Detrazione 2026 per il riscaldamento a pavimento
| Caso | Detrazione | Perché |
|---|---|---|
| Pavimento radiante e pompa di calore che sostituisce la caldaia | Sì: ecobonus al 50 % sulla prima casa, 36 % negli altri casi, fino a 30.000 € di detrazione; in alternativa bonus ristrutturazione, con la stessa aliquota | Le spese comprendono gli interventi sulla rete di distribuzione e sui sistemi di emissione; il massimale di costo sale di 180 €/m² se si rifà l'emissione a pavimento |
| Pavimento radiante e caldaia a condensazione a gas da sola | No | La caldaia fossile da sola è esclusa dal 2025, lavori accessori compresi |
| Solo il pavimento, senza cambiare il generatore | Non è una voce dell'ecobonus | Nessuna voce esplicita nella guida dell'Agenzia delle Entrate, che mette fra la manutenzione ordinaria, non detraibile su una casa singola, il cambio dei pavimenti e di elementi degli impianti: chiedi conferma al commercialista |
Il massimale aggiuntivo è di 180 €/m² di superficie riscaldata per il pavimento radiante e di 60 €/m² per altri terminali. Vale solo se l'intervento rifà il sistema di emissione esistente, e lo deve comprovare la documentazione del tecnico. È un tetto sulla parte al netto di IVA, posa e parcelle, non un prezzo. Per l'Agenzia delle Entrate rientrano la demolizione di pavimento e massetto e la posa del nuovo pavimento, se servono all'impianto radiante; restano fuori lo smaltimento del vecchio pavimento e i pavimenti non interessati. Quali spese sono connesse lo stabilisce il tecnico. Per la scheda all'ENEA hai 90 giorni dalla fine dei lavori. Il Conto Termico 3.0 non è cumulabile con le detrazioni sugli stessi lavori: vedi la guida al Conto Termico 3.0.
Gli errori più comuni
- Scegliere il pavimento per risparmiare rispetto a termosifoni già adatti a una mandata bassa: il guadagno è di poche centinaia di euro l'anno.
- Non chiedere la temperatura di mandata di progetto e la resa del pavimento in W/m²: sono i due numeri che decidono se la pompa di calore rende.
- Dimenticare il rivestimento. Tappeti e parquet spessi abbassano la resa; in bagno o in zone fredde serve spesso un terminale in più.
- Mettere il pavimento in una casa che disperde troppo. Isola prima: l'acqua a bassa temperatura non regge un fabbisogno alto.
- Dimenticare l'altezza: almeno 5 cm più tubi e rivestimento, da prevedere per bagno, porte e soglie.
Tutte le guide sul riscaldamento sono raccolte nel tema caldaia e riscaldamento.
Domande frequenti
Quanto costa il riscaldamento a pavimento al metro quadro?
Nel prezzario della Regione Toscana 2026 lo strato radiante, cioè isolante, tubo e fascia perimetrale, costa da 45,50 a 58,73 €/m², IVA esclusa, senza collettore, massetto e pavimento. In un appartamento di 90 m² da demolire e rifare, nei nostri conti la spesa sale a circa 107-120 €/m², prima di rivestimento, IVA e progetto.
Il riscaldamento a pavimento conviene con la pompa di calore?
Rende di più: con l'acqua a 35 °C invece che a 55 °C lo SCOP di scenario passa da 3,62 a 4,57, cioè circa il 21 % di elettricità in meno. Ma rispetto a termosifoni che già funzionano il guadagno, nella nostra simulazione, è di 198 € l'anno a Roma e 316 a Milano: da solo non ripaga la spesa, ripaga se il pavimento si rifà comunque.
Quanto si alza il pavimento con il riscaldamento radiante?
Un sistema annegato nel massetto richiede, nel prezzario toscano, un pannello isolante da almeno 2 cm e un massetto di almeno 3 cm sopra i tubi: sono almeno 5 cm, più il diametro dei tubi e il rivestimento. In ristrutturazione esistono sistemi a basso spessore: chiedi l'altezza finita per iscritto.
Il riscaldamento a pavimento si detrae?
Solo se fa parte della sostituzione del generatore con una pompa di calore, un ibrido o un altro generatore ammesso: l'ecobonus include gli interventi sui sistemi di emissione e il D.M. 14 febbraio 2022 aggiunge 180 €/m² al massimale quando si rifà l'emissione a pavimento. Con una caldaia a condensazione a gas da sola non c'è detrazione dal 2025.
Il pavimento radiante va bene in una casa poco isolata?
Meno bene: la resa del pavimento è limitata. Una voce del prezzario lombardo richiede almeno 130 W/m² con interasse dei tubi fino a 100 mm e almeno 105 W/m² da 101 a 150 mm, con acqua a 35-45 °C. Se la casa chiede di più, il pavimento non basta. Isola prima e fai calcolare il carico da un termotecnico.
Newsletter




